Che cosa e' una Abduction - Esoterismo e Misteri

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Che cosa e' una Abduction

Archivio > Paleoastronautica e Ufologia

Che cosa e' una Abduction
di
Pablo Ayo


Abduction, nel senso stretto del termine inglese, vuol dire "rapimento". Nello studio degli UFO, il termine negli ultimi anni è andato ad indicare il rapimento di esseri umani da parte degli alieni. Ma il fenomeno di cui stiamo parlando è ancora più complesso di quelli esemplificati da casi come quello di Travis Walton (narrato nel film "Bagliori nel buio") o - per rimanere in Italia - dal caso Zanfretta. Non più, dunque, enormi UFO che affiancano macchine su strade fuori mano, o perlomeno non solo: mentre i "rapimenti" una volta sembravano più che altro sporadiche disavventure che si consumavano nell'arco di in una notte, all'aperto, ora l'enorme casistica - si parla di 4 milioni di abduction accertate negli USA e circa 800.000 in Italia - si riferisce ad un altro tipo di fenomeno. In genere, difatti, l'abduction notturna avviene a casa propria, sempre nottetempo, in uno stato di coscienza alterata che induce spesso chi la vive a ritenere di aver avuto solamente uno strano sogno, magari ricorrente. Sì, perchè ora sono moltissimi i "repeater", ossia coloro i quali l'esperienza di contatto con gli alieni non la provano una volta sola nella vita, ma tante, anzi tantissime volte. Una volta il dott. Corrado Malanga mi disse che un giorno un ragazzo si rivolse a lui esasperato, dicendogli: "La prego, li faccia andare via! Vengono quasi tutte le notti... non ne posso più!" Si intuisce dunque facilmente che una situazione simile di contatto continuato, magari con i familiari che non ti credono e il disagio continuo, il terrore sempre più frequente di addormentarsi e la relativa insonnia, finiscano per generare nell'addotto uno stress con cui è davvero difficile convivere, persino in quei casi in cui il contatto non è troppo negativo di per sè.

TUTTI GLI ELEMENTI DEL CLASSICO "RAPIMENTO"
In genere l'abduction notturna semi-onirica (che alcuni hanno ribattezzato Incontro Ravvicinato del 4° Tipo) si distingue per alcune peculiarità abbastanza frequenti. Quasi sempre infatti gli ET hanno tutto l'interesse a nascondere il proprio operato, magari "cammuffando" le proprie sembianze con ricordi fasulli impiantati con comandi post-ipnotici. Così magari invece degli alieni noti come grigi ci può capitare di vedere ripetutamente civette dai grandi occhi, o cavalli, o altri animali curiosi, oppure invece di un UFO possiamo sognare di vedere uno strano aereo. Ma di solito questa induzione post-ipnotica lascia delle tracce nella nostra memoria: così è abbastanza frequente che l'addotto sogni di vedere un UFO, poi una "voce fuori campo" ci rassicura, ci dice di no, che non è un disco volante, "non vedi? È solo un aereo, ti sei sbagliato..." e magicamente nel sogno quello che vedevamo come un disco metallico diventa un Boeing 747 o giù di lì. Ma i contatti ET sono comunque un impatto emotivo forte, che non può non lasciare tracce. Allora, può darsi che mentre prendiamo sonno, chiudendo gli occhi, vediamo alcune sagome che si avvicinano al nostro letto. Sentiamo delle voci che ci dicono di stare calmi, che va tutto bene. Avvertiamo, magari, nel mezzo della notte, una inspiegabile paralisi che ci impedisce di alzarci, o persino di parlare. Sentiamo, forse, qualcuno toccarci un braccio, o una spalla. Abbiamo la strana sensazione di aver attraversato una parete solida, o magari di aver volato nel cielo senza gravità, attorniati da esseri non umani. Ci sono molte razze aliene, i loro aspetti sono molto diversi e anche il loro modus operandi, ma alcune caratteristiche dell'abduction tornano spesso. Nei sogni ci dicono che non apparteniamo a questa terra, che siamo collegati a loro, in qualche strano modo. Al risveglio entriamo in una libreria e cerchiamo di scoprire di più sull'argomento, chissà perchè. I nostri visitatori - gentili o brutali che siano - ci istruiscono, in tecniche e linguaggi sconosciuti, e magari ci danno anche dei riconoscimenti. Lavoriamo, magari, fianco a fianco con esseri strani, di cui è difficile rammentare le esatte sembianze. Ci faranno vedere su uno schermo molti avvenimenti, alcuni privati, altri legati al futuro del pianeta terra. E poi sognerete l'onda, alta, gigantesca, pronta a travolgere ogni cosa, e vi faranno vedere più volte la fine di tutto. E ancora: quegli strani videogames a cui vi fanno giocare, così realistici che sembrano veri. E le operazioni, in cui vi mettono qualcosa sotto il ginocchio o nel naso, e la mattina dopo il naso perde sangue. O l'iniezione che vi hanno fatto, e il giorno dopo al risveglio vi ritrovate il buco sul braccio. No, non state impazzendo, neppure quando vi svegliate nudi col pigiama indossato la notte prima steso per terra, o la collanina che tenevate al collo staccata e riposta sul comodino... richiusa. No, è qualcosa di reale, che capita a milioni di persone in tutto il mondo, a qualsiasi razza, sesso, età. Anche quando - se siete donne - il bambino che tenevate nel grembo sparisce senza lasciare traccia al secondo mese di gravidanza. I dottori vi parleranno di uno strano aborto spontaneo, ma il feto dov'è? Sparito.... non temete, con ogni probabilità vostro figlio è vivo e sta bene: ce l'hanno loro. E magari un giorno ve lo faranno anche vedere, e voi lo abbraccerete, oppure no se avrete troppa paura per il suo aspetto, umano solo a metà... ma è pur sempre vostro figlio. Un figlio delle stelle. Ci sono famiglie che spesso si sfasciano per questi avvenimenti, oppure altre si consolidano e rinsaldano. Ma qualsiasi cosa pensiate, c'è solo una cosa che non potete fare: fingere che non sia successo nulla. Perchè se cercherete di ignorare la realtà impazzirete: come dicono gli indiani d'America, è la realtà ad essere un sogno, mentre il sogno è la più grande di tutte le verità. Non sarà facile, ma dovrete andare avanti e cercare di diventare forti. Fare Yoga, fate arti marziali, allenatevi nelle discipline dello spirito, non pensate a voi stessi come delle vittime e smetterete di esserlo. Iniziate a pensare all'Universo come ad un mondo carico di energia vitale, che voi potete incanalare e guidare. Fate in modo che queste esperienze vi arricchiscano, e non vi spaventino. Ezechiele si genufletteva a terra in preda al panico di fronte ai carri di fuoco. Ora anche noi abbiamo i nostri carri volanti, i laser e l'energia atomica. È ora di guardare gli angeli e i demoni del nostro passato faccia a faccia, senza timore, da pari a pari, e di capire che l'Universo è retaggio tanto nostro quanto loro. E nessuno ce lo può togliere. E se siete particolarmente religiosi, rammentate che il Divino opera in modi misteriosi, e che anche se il creatore ha un aspetto diverso da quello che immaginavate, questo non vuol dire che non esista: è ora di capire la vera natura del cosmo, e di riavvicinarci alle stelle.

NON DEVI AVERE PAURA
Spesso alle donne addotte vengono mostrati figli che hanno avuto con gli alieni Una delle prime cose che il bambino intuisce è l'importanza dei sogni: se facciamo un bel sogno, ci svegliamo con il sorriso, se invece facciamo un incubo, sappiamo che basta una voce e la mamma arriverà subito in camera nostra per mandare via la paura. Man mano che cresciamo, diventiamo più coraggiosi e malgrado ancora qualche rannicchiamento nel lettino, impariamo ad affrontare le nostre paure da soli, memori delle parole rassicuranti della mamma, sempre le stesse: "Non avere paura, era solo un brutto sogno, non era vero." E se non fosse così? Se le brutte fantasie che ci tormentano e ci fanno svegliare madidi di sudore fossero realtà? Durante gli ultimi anni, sono sempre di più le persone che raccontano di vivere sogni ricorrenti con lo stesso tema di fondo: incontri con esseri alieni, entità del tutto simili a noi o completamente diverse, ricoperte di squame o dalla pelle grigia e grandi occhi a mandorla. Questi sogni lasciano segni indelebili, sulla pelle o nel nostro inconscio.
Sul dizionario Zingarelli alla voce sogno troviamo questi tre significati:

1. sequenza di immagini più o meno coerenti che si presentano durante il sogno.
2. immaginazione, fantasia, cosa lontana dalla realtà.
3. avvenimento svanito, dileguato fin nelle ultime tracce.

Nel caso di questi sogni a tema fantascientifico le definizioni da manuale non rispecchiano completamente la situazione: non si può infatti definire "fantasia o immaginazione svanita fin nelle ultime tracce" qualcosa che lascia cicatrici o segni simili. Fra coloro che vivono queste esperienze, al risveglio, c'è chi riscontra su di sé segni di traumi di vario genere, lividi, punture di diverse forme, tagli o cicatrici e, a volte, anche macchie sulla pelle che non c'erano al momento di andare a dormire e che non ricorda di essersi procurato in alcun modo. In altri risultano evidenti tracce di sanguinazione dal naso o dalle orecchie. Il tutto accompagnato, quasi sempre, da flashes di sogni particolari, spesso simili tra i vari soggetti: senso di paralisi, agitazione, luci nella stanza, voci e presenze attorno al letto. Per mesi, a volte anni, queste persone rifiutano di considerare l'idea che ci possano essere relazioni tra i sogni e le realtà parallele. Lasciano semplicemente che tutto ciò che vivono durante il sonno, per quanto scioccante possa essere, scorra loro addosso. Cercano quindi di dimenticare e di ignorare sensazioni che, senza che se ne rendano conto, cambiano la loro vita e i loro comportamenti. Di solito, le persone in questione cominciano ad estraniarsi dal contesto sociale e, quando è possibile, scelgono di vivere in un posto isolato. Non riescono a riconoscersi nel mondo che li circonda, e per loro è difficile crearsi delle amicizie o frequentare gente. Più o meno inconsciamente si rendono conto di essere diversi dagli altri, di non potersi confrontare con persone che non concepiscono nemmeno lontanamente ciò che a loro accade nella vita onirica, divenuto ormai parte integrante del proprio essere. In ogni caso, prevale l'idea che se ne parlassero con qualcuno, sarebbero immediatamente presi per matti: "Alle persone normali, queste cose non succedono: cosa penserebbe mia moglie, o mia madre, se raccontassi che questa notte quattro alieni alti un metro e venti, dalla pelle grigia e la testa grande, mi hanno fatto levitare, mi hanno portato su un'astronave e mi hanno mostrato la Terra vista dallo spazio?" Questa e altre domande assillano la mente di coloro che vivono tali esperienze. E allora, non resta che chiudersi e iniziare una propria ricerca personale. Così, ogni libro la cui copertina ritragga qualche elemento di quella doppia vita deve essere acquistato. Riviste, film: tutto ciò che possa fornire, anche se trasversalmente, spiegazioni che non implichino domande e risposte imbarazzanti, è benvenuto. Anni di studi, giornate passate a cogliere il significato dei sogni e, a volte, si passa ad interessi quali psicologia e psichiatria, per avere la prova che l'esperienza notturna non è frutto di follia o di qualche particolare stadio di schizofrenia.

LE DIFFICOLTA' QUOTIDIANE
Tra i ricordi più comuni degli addotti appare quello inerente analisi mediche di qualche tipo In Italia, dove più che altrove si preferisce continuare a disquisire sul fatto che gli UFO esistano o meno, si è stati e si è ancora restii a parlare di abduction, o Incontri ravvicinati del quarto tipo, come gli ufologi hanno classificato questo tipo di esperienze, seppur divenute parte integrante della vita di milioni di esseri umani, o per lo meno della loro vita notturna. Non è semplice per una persona andare al lavoro con in mente il ricordo, anche se spesso non chiaro, di un'entità grigia che penetra nella stanza, mentre il proprio coniuge continua a dormire un sonno profondo, e che, dopo averle fatto attraversare le pareti della casa, la trasporta su un'astronave. Certi addotti si ritrovano nel proprio letto senza ricordare come ci sono ritornati, non un segno che fornisca la prova dell'esperienza vissuta. Il che, in un certo senso è ancora più deprimente, in quanto la persona in questione non può confrontare quanto è accaduto nella notte con la realtà della sua vita diurna. In altri casi, la persona riesce a trovare diversi riscontri. A parte quelli eclatanti che includono cicatrici, emorragie o lividi, ce ne sono di altrettanto particolari. Un classico è il risvegliarsi nudi o con il pigiama alla rovescia, come se fosse stato infilato di fretta o distrattamente. Oppure capita di risvegliarsi senza i gioielli indossati coricandosi, per trovarli poi riposti per bene su di un tavolo o ai piedi del letto. Sono esperienze che di solito si ripetono per molti anni (per questo chi le vive è detto Repeater), e quasi sempre hanno inizio durante l'infanzia. Rapiti o prescelti? In una cosa tali esperienze differiscono: è la reazione individuale dei soggetti. C'è chi si sente prescelto, felice di poter allacciare un rapporto con alieni amichevoli, fraterni e protettivi. Altri si dichiarano scioccati e sconvolti da un'esperienza vissuta come una vera e propria violenza, fisica e psicologica, in un rapporto sostanzialmente freddo e distaccato con entità che, secondo la loro ottica, li impiegherebbro come cavie da laboratorio. Probabilmente la verità sta da entrambe le parti, non si può semplificare la cosa accusando i primi di essere succubi degli ET, preda di una qualche "sindrome di Stoccolma", e i secondi di essere vittime di un terrore che distorce il vero significato dell'esperienza. Perché non ipotizzare l'esistenza di diverse razze o di diverse fazioni, con differenti scopi o piani nei confronti dell'umanità terrestre? Ci aiuta il nativo-Americano Robert Morning Sky, quando afferma "ci sono alieni buoni e alieni cattivi, come ci sono Americani buoni e cattivi". Tutto sta a capitare nelle mani di quelli giusti... In ogni modo, anche qui ci sarebbe da dire qualcosa in proposito: negli IR4 sembra che nulla capiti per caso. Coloro che ricordano le conversazioni avute con gli alieni riferiscono che gli addotti vengono scelti in base a fattori ben precisi, tanto è vero che le abductions verrebbero condotte per generazioni su membri della stessa famiglia, in genere per linea materna. Inoltre, nel libro "Rapite dagli UFO", Karla Turner ipotizzava una casistica in cui le donne addotte da lei studiate presentavano caratteristiche comuni, quali discendenze celtiche o nativo-Americane. Approfondendo tale teoria, potremmo vedere come questi due popoli abbiano in comune numerosi tratti quali, ad esempio, religioni naturistiche, il totale rispetto verso il pianeta visto come un'entità vivente (Madre Terra), un contatto sciamanico con le altre dimensioni e un'indole guerriera e combattiva. Va da sé che fra gli addotti si potrebbero trovare migliaia di persone che pur non avendo questa eredità genetica diretta (anche se è praticamente impossibile risalire ad un passato così remoto), possiedono comunque queste caratteristiche.

ARTI MARZIALI, RICHIAMI ANCESTRALI
Altro punto che generalmente accomuna gli addotti italiani è costituito dall'attrazione per il paranormale e la pratica di una qualche arte marziale, e di filosofie trascendentali quali, per esempio, lo yoga o la meditazione. È ovvio che non tutti coloro che praticano questo stile di vita denunciano contatti con gli alieni, però succede e pertanto c'è chi inizia a sostenere che le basi di tali discipline provengano da altri pianeti e da tempi immemori. Si tratta di una materia senz'altro da approfondire e intanto, se così fosse, può darsi che gli addotti cerchino di avvicinarsi ad uno stile di vita "stellare" che sentono più vicino al loro modo di essere, aprendosi al mondo dell'energia e della telepatia. In questi casi, non si può più parlare in generale di addotti, in quanto almeno la metà delle persone che vivono tale esperienza non si sente in nessun modo rapita, ma esprime il concetto di sentirsi finalmente a casa, fra entità che si percepiscono come simili, e asserisce di sentirsi a disagio nella vita di tutti i giorni, provando invece una struggente nostalgia verso i "fratelli stellari." Un'altra ipotesi a riguardo, condivisa dal professor Corrado Malanga dell'Università di Pisa, è che la pratica continuata di meditazione e arti marziali rende più semplice il ricordo dell'esperienza, di solito sepolta negli strati più profondi dell'inconscio. Come disse il saggio, la verità sta nel mezzo, e credo che bisognerebbe dare la possibilità a chi vive simili esperienze di comprendere il fenomeno e farsi una propria idea. A qualche risultato potremmo avvicinarci tramite lo studio e il confronto con persone che vivono le situazioni di abduction, facendo di tutto per eliminare dallo studio dell'ufologia le vecchie ragnatele e aprire le porte al futuro.

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Articolo di
Pablo Ayo
proveniente da:
http://www.pabloayo.com/p/articoli.html

 
Last Update: 03/05/2017
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