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Dogma allo specchio

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Indemoniati
Guarigioni
ed
Esorcismi


Estratto dal Saggio omonimo di
Amedeo Gaetani
"Dogma allo Specchio"

Rupe Muteviole editore

Capitolo: Analisi di alcuni passi dei Vangeli
Matteo cap. 8 ( Guarigioni ed esorcismi ).
Marco cap. 1 ( Gesù nella sinagoga di Cafàrnao )





Analizziamo, adesso, i termini “indemoniati” e “spirito impuro” e lo facciamo considerando sia il Vangelo di Matteo e sia quello di Marco insieme.
In Matteo 8,16 si afferma che portarono a Gesù molti indemoniati (in greco “daimonizomènous”).
Gesù li scaccia e abbiamo capito, dal capitolo precedente, il significato di questo gesto di Gesù: Egli scaccia da queste persone la paura legata alla mentalità errata dell’esistenza del demonio. Indemoniato non vuol significare colui che è posseduto dal demonio ma colui che è posseduto dalla paura del demonio.
I risultati sono gli stessi. Facciamo un esempio per capirci meglio: Oggi sappiamo, dalla moderna psicologia, che le fobie sono vere e proprie malattie, anche se l’oggetto di cui si ha paura è immaginario; il fobico sviluppa gli stessi sintomi che svilupperebbe nel caso in cui si trovasse realmente a dover fronteggiare l’oggetto nei confronti del quale ha paura. Se una persona ha la fobia di sentirsi male in viaggio e pensa che appena inizierà a viaggiare in macchina gli verrà l’infarto, ebbene, una volta iniziato il viaggio, comincerà ad accusare gli stessi sintomi dell’infarto. Allo stesso modo, se una persona è persuasa, perché suggestionata da altri, di essere indemoniata, si sentirà realmente male e avvertirà i sintomi propri di una presunta possessione, considerato che, ormai, detti sintomi sono ben noti. Gesù, che conosce questo stato di cose, vuole liberare tutti da queste fobie. Ecco perché, nel passo che stiamo analizzando si dice che Gesù scacciò i demoni. Matteo, nel commentare il gesto di Gesù, introduce, però, un nuovo termine. Allo stesso versetto 16 Egli afferma che Gesù scacciò gli “spiriti”. Matteo identifica i demoni dei presunti indemoniati con gli spiriti. Vediamo:<<Portarono a Gesù molti “daimonizomènous” (indemoniati) ed Egli scacciò “ta pnèumata”(gli spiriti)>>. Bisogna, adesso, capire il significato di quest’ultima parola “pnèumata” per comprendere meglio il vero significato della parola “daimonizoménous”. Per fare questa operazione di confronto bisogna interpretare il capitolo 1 del Vangelo secondo Marco, dove ritroviamo lo stesso termine “pnèumata”. In Marco vedremo che questo vocabolo ha lo stesso significato che gli dà Matteo. Possiamo assicurare, allora, che, se in Matteo “daimonion” (da cui deriva “daimonizomènous”) e “pnèumata” hanno lo stesso significato e quest’ultimo, a sua volta, ha lo stesso significato del “pnèumata” di Marco, ne viene fuori che il significato del “pnèumata” di Marco è lo stesso del “daimonizomènous”di Matteo. Se, dunque, il “pnèumata” di Marco non è il demonio, questa sarà la dimostrazione logica che neanche il “daimonion” di Matteo è il demonio ma ben altro. E’ come la proprietà transitiva dei matematici: Se A è uguale a B e B è uguale a C, ne deriva che A è uguale a C. Analizzando, ora, il capitolo 1 di Marco, avremo questa prova inconfutabile. Al capitolo 1,21-28 Marco descrive la visita di Gesù ad una Sinagoga (luogo di preghiera degli ebrei). Gesù incontra un uomo che, secondo la traduzione italiana, è “posseduto da” uno “spirito impuro”. La traduzione è completamente divergente dal testo originale greco. Vediamo. Il testo greco, specificamente al versetto 23, scrive così:<<Eutùs hèn èn thè sunagoghè autòn àntropos “èn pnèumati akatàrto” kai anèkracsen…>>. Tradotto letteralmente il testo ci afferma:<<C’era nella loro sinagoga un uomo “in-dentro” uno spirito impuro e si mise a gridare….>>. La traduzione odierna porta invece:<<C’era nella loro sinagoga un uomo “posseduto da” uno spirito impuro e si mise a gridare….>>. Risalta subito all’occhio la divergenza tra le due traduzioni. Il testo originale greco ci assicura che quest’uomo era “dentro uno spirito impuro”, mentre il testo italiano afferma che quest’uomo era “posseduto da uno spirito impuro” e traduce il termine greco “en” proprio con “posseduto da”. Come è possibile tradurre un complemento di stato in luogo come “en” in un verbo come “posseduto da” ?

Non è solo una questione di termini. Qui entra in ballo una situazione sostanziale. Affermare che un uomo è “dentro” uno spirito impuro, significa avere la consapevolezza che quest’uomo era inserito in un’atmosfera impura, identificabile con la Sinagoga ebraica. Infatti Gesù libererà le persone proprio dalla legge ebraica simboleggiata dalla Sinagoga, per ridare loro la libertà piena e affrancarle da una legge farisaica diventata, ormai, “impura”. Ce lo conferma Paolo quando scrive ai Galati, al capitolo 4,4-5. Affermare, invece, che quest’ uomo è “posseduto da uno spirito impuro”, significa creare, dal nulla, una situazione di possessione demoniaca che il Vangelo esclude categoricamente. Che cosa significa tutto questo, alla luce di quanto abbiamo detto? Se lo “spirito impuro”, in Marco, è ben altro che non il demonio, se ne deduce che lo stesso spirito impuro, che in Matteo viene identificato con il “daimonizomènous”, è lo stesso di Marco è cioè la legge ebraica che ha imprigionato gli esseri umani. Ora, è logico che, se una persona vive continuamente in un ambiente impuro, ne assume, con il passare del tempo, la stessa mentalità e diventa schiava di questa. Capita spesso, ad esempio, di parlare di mentalità acquisite. Se un uomo nasce e vive in un ambiente malvagio, ne assorbirà tutte le connotazioni. Se il padre gli ha insegnato che per vivere bisogna rubare e uccidere, è possibile che il ragazzo, crescendo, riterrà rubare e uccidere una cosa normale. Ebbene quest’uomo non sarà posseduto dal padre ma dalla “mentalità” trasmessagli dal padre, il che è sostanzialmente diverso. E’ un esempio per capirci meglio. Gesù, allora, scaccia dal cuore di questa persona proprio questa mentalità che la tiene in catene e non uno spirito personale cattivo.

La differenza è sottile ma sostanziale.
Una cosa è affermare che una persona è posseduta da una mentalità acquisita, un’altra cosa è dire che è posseduta da uno spirito personale malvagio. Questi errori, però, si pagano a caro prezzo. Tutto questo significa aver creato, nel tempo, una mentalità che contempla la presenza del demonio, di cui nei Vangeli non c’è traccia. Questo errore è veramente clamoroso, qui c’è una vera e propria manipolazione della Scrittura. Marco, come abbiamo già affermato, è stato il primo a scrivere il Vangelo. Matteo e Luca riprendono molti termini da lui. Se il “pnèumata akatàrto” di Marco significa mentalità impura acquisita dalla sinagoga ebraica, a maggior ragione lo è il “pnèumata” che Matteo e Luca hanno ripreso da Marco, anche se, in questi ultimi, lo stesso termine viene identificato con “daimonion” e con il derivato”daimonizomènous”.
Noi stiamo analizzando, in modo specifico, quei vocaboli che ci interessano e che, negli altri passi, hanno lo stesso significato. Aver compreso, però, dai testi greci primitivi, che i termini analizzati hanno significati che non corrispondono per nulla alla traduzione italiana, ci assicura della veridicità della nostra analisi anche per gli altri passi non analizzati, che contengono gli stessi vocaboli, talvolta anche con varianti, ma senza cambiare la sostanza. Compito del lettore è quello di applicare, da sé, questi nuovi significati ai restanti capitoli dei Vangeli, al fine di riscoprire tutta la bellezza e la freschezza di una Parola Divina che, come affermavano i Padri antichi, è una lettera d’Amore scritta dalla Trinità agli uomini-donne di tutti i tempi.
Resta da interpretare il termine “inferno” che, nei Vangeli in lingua italiana, incontriamo insieme ai suoi pseudonimi (geenna, inferi, maledizione eterna, fuoco eterno, pianto e stridore dei denti, perdizione).
Abbiamo già considerato il vocabolo “geenna”; ora prendiamo in esame due passi Evangelici, nel primo incontreremo la parola ”inferi”, nel secondo la parola ”inferno”... ]


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Estratto dal Saggio omonimo di
Amedeo Gaetani
"Dogma allo Specchio"

Rupe Muteviole editore

Il testo completo per gentile concessione dell'autore
è contenuto nella nostra biblioteca

 
Last Update: 20/04/2017
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