Edimburgo Il Fantasma del Maggiore Thomas Weir - Esoterismo e Misteri

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Edimburgo Il Fantasma del Maggiore Thomas Weir

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Il Fantasma del Maggiore Thomas Weir - Il mago del West Bow di   Edimburgo

Edimburgo è una città davvero singolare, ricca di misteri, epopee, di storie intriganti e spettri come poche altre al mondo nel vecchio continente.
Ma, diversamente dalle altre, i racconti, le visioni, i ricordi ed i miti in aria di leggenda sanno trasformarsi in una silenziosa guida lungo gli stretti e umidi vicoli della città vecchia, tra le vetuste eleganze dei palazzi reali e la spigolosa essenzialità di un castello che di medievale ormai porta quasi quasi solo il ricordo, tra forme architettoniche che ostentano i vari mutamenti di un tempo che è andato, ma che, in qualche modo, è rimasto lì a raccontare particolari di sé, a dispetto dei ritmi odierni.
I claustrofobici e ripidi viottoli, tra le volte basse e strette della città vecchia, illuminate dalle fiamme tremolanti di consunte lampade a olio, nel perpetuo tentativo di strappare ombre contorte dalle mascelle dell'oscurità sono ancora lì... tutto è ancora lì, basta solo lasciarsi guidare.
Sono le vere effimere presenze di Edimburgo, le reali apparizioni misteriose, invisibili alla forma, esili, sfuggenti, che resistono a tutto, attraverso le epoche ed i mutamenti, a dispetto della discutibile modernità che il senso pratico degli scozzesi ha imposto.
Fantasmi... o forse no... chi può dirlo!
Storie di uomini e donne... vicende interne alla storia... episodi negli avvenimenti... forse sono spettri o forse altro ancora.
Quale possa essere la realtà più vera ancora non ci è dato sapere: anime dannate senza pace oppure essenze spirituali in cerca di uno sguardo.
No, non ci è dato sapere, eppure gli scozzesi sembrano esserci abituati... senza paura...forse è una delle sfumature del loro senso pratico!
Vi sono talmente tante storie di fantasmi, apparizioni e testimonianze di fenomeni paranormali che sarebbe estremamente lungo anche solo elencarle. Ci limiteremo, in questa circostanza, a raccontare di quello che viene considerato come il fantasma più famoso di Edimburgo e dell'intera Scozia. Si tratta di Thomas Weir, maggiore dell'esercito e pastore presbiteriano, vissuto nel 17° secolo, che cadde in disgrazia e finì sul rogo dopo aver inaspettatamente confessato atti di bestialità, stregoneria e incesto.
Nato nel Lanarkshire alla fine del XVI secolo, da genitori di buon livello sociale[1], il maggiore Weir iniziò la sua carriera nell'esercito dei Covenanter, una milizia ideata per mantenere l'indipendenza dei presbiteriani dalla Chiesa cattolica, combattendo, in seguito, anche nell'esercito di Cromwell al fine di contrastare il cattolicesimo in Irlanda.
Nessuna parte di Edimburgo era piena di caseggiati antichi come il West Bow, una strada, che partendo dal Grassmarket, sale tortuosa verso la collina in direzione del castello, alle cui porte, tradizionalmente, il re David, nel XII sec., dispensava giustizia al suo popolo e ogni giorno la sua regina distribuiva il pane ai poveri.
              
La strada saliva repentinamente fino a sfociare in Victoria Street, divenendo così un anello di congiunzione tra la città alta e la città bassa. I suoi antichi caseggiati, pieni di sculture araldiche e di targhe commemorative, fornivano materiale per i ricordi eroici di antiche famiglie, ma anche per sinistre leggende di fantasmi, spettri e diavolerie varie, narrate spesso dai più anziani.
Si raccontava, ancora nel 1800, che vi fossero le case appartenute ai cavalieri del tempio, e vi avesse abitato John Hamilton, della casa di Innerwick, un mercante del West Bow, nonché valoroso gentiluomo, perito nella battaglia di Pinkey del 1547, ma discendente dei Conti di Haddington, quella stessa famiglia uno dei cui membri, Sir Rober, la cui pietra tombale di epoca medioevale può essere ancora oggi vista nelle rovine del Priorato di Kirklees fu, secondo le leggende, il mitico Robin Hood. Lungo quella stessa via avevano sede la Libera Chiesa di San Giovanni e la sala dell'Assemblea Generale, mentre proprio di fronte resistevano, fino alla primavera del 1878, due vecchi e suggestivi caseggiati risalenti ai tempi di Carlo I (XVII sec.).
In uno di questi era letteralmente incastonata la "Major Weir's Land", ovvero la proprietà del maggiore Weir, anche se in realtà la casa vera e propria si trovava immediatamente dietro l'edificio affacciato sulla via. Per arrivarvi si doveva passare su di una breve rampa alla cui sommità vi era una targa con la scritta in latino, apposta nel 1604 dal proprietario della casa, un certo David Williamson. Si trattava di una gradinata di circa un metro e settanta d’altezza e larga poco meno di un metro che possedeva, si dice, la strana peculiarità per cui le persone che salivano avevano la sensazione di andare in discesa. Da lì ci si infilava in un basso passaggio con soffitto a volta e si giungeva, al di là di un'angusta corte interna, alla dimora - e anche il talamo - che il maggiore divideva con sua sorella Jean, più conosciuta con il nomignolo di Grizel.
Il maggiore Thomas Weir di Kirktown era nato a Carluke, Lanarkshire, nel 1599, paese dal quale si allontanò, per non farvi più ritorno, arruolandosi come tenente nell'esercito scozzese, fino a servire in Ulster durante la ribellione irlandese del 1641. Voci di paese mai smentite e mai sopite hanno sempre manifestato la convinzione che fosse stata sua madre ad insegnargli l'arte della stregoneria.
Nel 1650 ottenne il posto di comandante della Guardia della città di Edimburgo, acquisendo così il grado di maggiore. Risulta che, quando il generale realista Montrose, sconfitto e tacciato di tradimento, venne portato a Edimburgo per l'esecuzione, Weir lo trattò in maniera disumana durante tutto il periodo di detenzione.
The Old West Bow, Edinburgh by Henry Gibson DuguidEra un uomo magro, di statura elevata, nettamente superiore alla media dell'epoca, caratterizzato da sinistri lineamenti che incorniciavano un grande naso, e impenetrabili occhi castani, inseparabile dal mantello, scuro come un incubo notturno e dal nero bastone di prugnolo, dotato di presunti poteri magici[2]. Finse di essere un uomo profondamente religioso, tanto da far nascere il detto popolare che in una riunione di anche solo quattro presbiteriani, uno era sicuramente lui; ma in realtà il suo lato tenebroso ne dominava l'esistenza e la condotta; la storia terribile della sua vita segreta, si dice, siano servite a Lord Byron come ispirazione per la trama del poema drammatico: il Manfred, e successivamente a Robert Louis Stevenson[3] per: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.
Molti si recavano a casa sua per sentirlo pregare, anche se non poteva officiare un qualsiasi dovere sacro senza avere il suo bastone nero, oppure appoggiarsi ad esso.
                    
Tutti coloro che lo sentivano pregare, ammiravano la sua forza nella preghiera, tanto che alcune suore, lo appellarono l’angelico Thomas. Lo stesso quartiere del West Bow era considerato pieno di persone angeliche e per tutta la seconda metà del 17° secolo gli abitanti del Bow godettero di una fama particolare per la pietà e lo zelo, tanto che erano detti "Bow-head Saints", le persone sante del Bow.
Sembra invece che il maggiore avesse stretto un patto con il diavolo, che ovviamente si era preso gioco di lui.[4] Il demonio aveva promesso di tenerlo lontano da ogni pericolo ma non dal semplice bruciare; tanto che un giorno, quando era ancora comandante, un uomo casualmente chiamato Burn, (letteralmente Brucia), fece visita alle sentinelle del porto di Nether Bow e il maggiore nel sentire il suo nome sprofondò nel terrore; in un'altra occasione, trovandosi di fronte a un luogo chiamato Libberton Burn (ancora brucia), fu sufficiente a farlo tornare indietro tremante.
In concomitanza col suo pensionamento, nel 1670, accadde qualcosa di veramente inaspettato, le cui ragioni sono mai state comprese pienamente. Dopo un'esistenza caratterizzata da un'apparente sequela ininterrotta di atti di devozione e credo fervente cadde improvvisamente in una malattia grave e, febbricitante, cominciò a confessare una vita segreta dedita al crimine e al vizio, alla pratica negromantica e all'uso di arti magiche.
La confessione al suo capezzale sembrò, in un primo momento, così incredibile che Sir Andrew Ramsay di Abbotshall, Lord Provost[5] dal 1662 al 1673, si rifiutò di ordinarne immediatamente l'arresto. Evidentemente ritenne ammissibile che si trattasse di semplici vaneggiamenti, con il solo probabile reato di fornicazione incestuosa. Più avanti, tuttavia, il maggiore e sua sorella, insieme al magico bastone nero, furono arrestati e portati al Tolbooth[6] per essere interrogati.
Non c'è modo ormai di fare chiarezza sui contenuti e la cronologia delle confessioni o sulle reali cause che le indussero. Dall'analisi degli eventi e dei pochi riscontri si può solo dedurre come, al di la dell'uso o meno della magia, la vita segreta del maggiore Weir denoti tutta una serie di caratteristiche tipiche di chi agisce nell'ombra, non tanto o non soltanto per mascherare le proprie depravazioni, ma per fini più venali. Non sappiamo a chi fosse fedele oltre a se stesso, a chi prestasse i propri servizi ricoprendo il ruolo di comandante della guardia cittadina. Sappiamo che furono rinvenute diverse somme di denaro in dollari, avvolti in pezzi di stoffa nella sua casa. Un frammento di quest'ultima, gettata sul fuoco dal Bailie[7] in carica, risalì l'ampio camino generando un’esplosione simile ad un colpo di cannone, mentre i dollari, allorché il magistrato li recò in casa, iniziarono a turbinare con tale violenza che la demolizione della struttura sembrò imminente. A prescindere dalla stregoneria, elemento al quale si può credere o meno, da dove veniva tutto quel denaro? Per cosa era stato pagato?

Sappiamo che, mentre era in prigione, il maggiore confessò, senza farsi scrupoli, di essersi reso colpevole di un numero indicibile di crimini. Sarebbe interessante sapere, nel dettaglio, quali fossero: ma nessuna fonte ce li elenca!
Si racconta che fu la sua stessa coscienza a ferirlo in maniera così profonda da renderlo folle e che solo attraverso la confessione sembrò provare un po’ di conforto. Non si trattò, tuttavia, di confessione religiosa: ammise i suoi misfatti con il diavolo, ma si rifiutò rivolgersi al Divino per chieder perdono. A tutti coloro che lo esortarono alla preghiera rispose selvaggiamente di non tormentarlo, poiché si stava già abbastanza torturando da solo!
Si rifiutò di incontrare un sacerdote di qualsiasi credo, affermando, che secondo i Law's Memorials, la sua condanna era ufficiale e dal momento che doveva andare proprio dal diavolo, non lo voleva indispettire! Poco prima della fine Weir fece un’ulteriore confessione pubblica di incesto con la sorella.
Entrambi furono processati il 9 Aprile 1670, davanti alla corte di giustizia; lui fu condannato ad essere strangolato e bruciato, tra Edimburgo e Leith, mentre sua sorella Grizel ad essere impiccata in Grassmarket.
Neanche quando aveva oramai il collo stretto nel cappio del patibolo e di lì a poco il fuoco avrebbe consumato il suo corpo accettò parole di conforto o di perdono; è da li che pronunciò la famosa frase passata poi alle cronache: "Lasciatemi solo [......] ho vissuto come una bestia e devo morire come una bestia". Comunque sembra che fosse ancora in vita quando fu sciolto dal palo e calato nel rogo, perché si contorse a lungo e violentemente prima di giacere tra le fiamme insieme al suo bastone, consegnandosi al fuoco purificatore che forse, a torto o a ragione, considerava il solo modo di espiare i propri peccati. Il luogo preciso era a Greenside, sulla riva digradante, sul quale, nel 1846, venne eretta la nuova chiesa.
Quando uno dei giudici ritornò dall’esecuzione al Tolbooth, Grizel non credette che suo fratello fosse stato bruciato e nonostante la sua età, con sorprendente agilità e rabbia furiosa, si lanciò in ginocchio, pronunciando frasi orribili. Assicurò ai suoi carnefici che sua madre era stata una strega, e che, quando il marchio di un ferro di cavallo gli appariva sulla fronte – un marchio che lei stessa aveva – poteva prevedere il futuro.
I vaneggiamenti di Grizel al Tolbooth sono fra le più oscure tradizioni del West Bow.[8] Non confessò solo di essere una maga: tra molti dettagli incredibili, narrò di quando, molti anni prima, un carro di fuoco, invisibile agli occhi umani, venne in pieno giorno a casa di suo fratello. Uno sconosciuto li invitò ad entrare, e furono condotti a Dalkeith[9]. Durante il tragitto si aggiunse un secondo uomo che sussurrò qualcosa a suo fratello, il quale ne fu visibilmente colpito. Si trattava della notizia della sconfitta dell'esercito scozzese, quello stesso giorno, a Worcester. Era il 3 settembre 1651... una notizia che non poteva aver percorso 320 miglia in meno di un giorno! In effetti l'informazione giunse ufficialmente solo le settimana successiva. Mentre procedeva in direzione del patibolo, eretto per lei nella piazza a Grassmarket, una folle frenesia la pervase, facendole strappare con violenza le vesti, urlando ed inveendo furiosamente. A poco valse... perché il cappio venne stretto puntualmente ed inesorabilmente anche intorno al suo collo. Per nulla scoraggiate dal suo destino, altre dieci donne furono bruciate a Edimburgo nello stesso anno per presunto uso della stregoneria, mentre quello del maggiore Weir fu l'ultimo rogo di un uomo, per lo stesso reato, in Scozia.

Il professor George Sinclair, autore del libro Satan's Invisible World "L’invisibile mondo di Satana", stampato per la prima volta a Edimburgo da John Reid nel 1685, riferisce che un paio di notti prima dell'incredibile confessione del maggiore, la moglie di un vicino di casa, facendo ritorno verso la sua dimora intorno alla mezzanotte, dopo aver aiutato un parente al lavoro nel castello, percorreva la discesa del Bow accompagnata dalla sua cameriera che teneva una lanterna. Ad un certo punto, attraverso una finestra, notarono una scena davvero insolita: tre donne stavano ridendo, gridando e applaudendo. Poi, mentre passavano nei pressi della porta del maggiore Weir, videro uscire la bizzarra sagoma di una donna molto alta, almeno il doppio di una statura normale, che schiamazzava e si contorceva violentemente. La sinistra figura le oltrepassò imboccando il Stinking Close, un vicolo senza uscita. La curiosità sopravanzò la paura e le due si donne si fermarono a sbirciare dentro la stradina: lo stretto vicolo era illuminato con delle torce e vi risuonava la medesima risata inquietante, mentre nessuna luce era accesa nelle altre case; con immenso terrore corsero a casa a raccontare la loro storia bizzarra.
Per più di un secolo dopo la morte del maggiore la sua casa rimase disabitata ed il suo ricordo continuò ad essere lo spauracchio del Bow. Sembra che il suo spettro tornasse ad apparire molto spesso, quasi sempre col favore del buio, svolazzante come un'ombra oscura e silenziosa sulla strada. Dall'interno - anche se era noto che non vi vivesse nessuno - a volte intorno alla mezzanotte, balenavano bizzarre luci, il più della volte accompagnate da strani ululati e dal caratteristico ritmico rumore della filatura. A proposito di quest'ultimo dettaglio c'è da ricordare che una delle particolarità di Grizel era quella di riuscire a filare lo stesso quantitativo di quattro donne nello stesso tempo. Si credeva che dati i suoi poteri avesse a disposizione un Famiglio ad aiutarla.[10]

Alcuni testimoni avrebbero visto lo spettro del maggiore, sempre verso mezzanotte, uscire dal vicolo vicino alla sua casa, in sella ad un cavallo nero senza testa, e galoppare via in un vortice di fiamme. In altre occasioni molti degli abitanti del Bow si sarebbero risvegliati di buon mattino a causa del frastuono di una carrozza trainata da sei cavalli che arrivava sferragliando sul selciato del Lawnmarket, per poi tuonare giù lungo il Bow fino a fermarsi davanti alla casa degli Weir. Dopo qualche attimo di silenzio, con lo stesso urgente frastuono la carrozza ripartiva fulminea fino a scomparire del tutto in pochi istanti. Non poteva trattarsi di altro se non Satana, che veniva a riprende i due fratelli dopo che avevano trascorso una notte nella loro dimora terrestre! In estrema sintesi sembra che le apparizioni o manifestazioni paranormali, a prescindere da come le si voglia considerare, proseguirono senza soluzione di continuità per quasi due secoli.
Walter Scott narra nelle sue "Lettere sulla demonologia" del 1831, che "audace era il monello che si avvicinava alla tetra casa, con il rischio di vedere il bastone incantato del maggiore sfilare nell’appartamento desolato o sentire il ronzio della ruota da filatrice della sorella."
Sempre Scott racconta che all'inizio del 1800, quando già da molto tempo la casa di Weir era disabitata e cominciava ad apparire meno terribile, fu fatto il tentativo per trovarvi un nuovo inquilino. Un anziano soldato chiamato William Patullo, a causa della condizioni economiche precarie si trovò costretto a rischiare e vi alloggiò con la moglie. Dalle prime i coniugi erano lusingati dall'interesse suscitato, ma già dalla prima notte, non appena i due andarono a coricarsi, vigili e incerti, scorsero una luce fioca dirigersi verso di loro proveniente dalle braci del camino. Poi in un baleno la videro trasformarsi in qualcosa di simile ad un vitello, che si posizionò con le sue zampe anteriori sulla sponda del letto rimanendo a fissare a lungo i due malcapitati. Dopo averli contemplati per qualche interminabile minuto, per grande sollievo dei Patullo se ne andò e lentamente scomparve dalla loro vista. Com’è prevedibile, i due coniugi abbandonarono la casa già dalla mattina seguente e per un altro mezzo secolo non fu fatto nessun altro tentativo per rientrare nella casa stregata.

Nella primavera del 1878 la Commissione per il Miglioramento, istituita per bonificare e riqualificare tutto il quartiere, utilizzò le 400.000 sterline stanziate per abbattere e ricostruire totalmente i vecchi caseggiati che comprendevano anche la sala dei Cavalieri di San Giovanni (dove furono trovati passaggi segreti e scheletri umani) e gli edifici dove era situata la casa dello stregone.
Ma dov'era esattamente?
Nel corso del tempo sono state effettuate molte ricerche, ad opera di studiosi ed appassionati locali, ma chi sembra essersi guadagnato il merito del ritrovamento è il dottor Jan Bondeson[11], il quale è giunto alla conclusione che lo spazio fisico della vecchia dimora è oggi occupato dalla Quaker Meeting House, in Victoria Terrace e, ancor più precisamente, le aree adibite a servizi igienici adiacenti alla sala riunioni.

Articolo di  Claudio Dionisi
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Fonti:
Walter Scott - Demoni e Streghe - Donzelli Editore
Walter Scott - Racconti del Soprannaturale - Bollati Boringhieri Torino 1989
James Grant - Old and New Edinburgh Vol. II
George Sinclair - Satan's Invisible World Discovered, 1685
George Hickes - The Spirit Of Fanaticism... - Paperback, 2013
Robert Chambers - Traditions of Edinburgh,1802-1871
Gordon Rutter - Paranormal Edinburgh -Paperback, 2009
Robert Graves - La Dea Bianca - Adelphi, 2015

NOTE:
[1] Discendeva da una delle più rispettate e antiche famiglie della contea, figlio di Thomas Weir, Laird di Kirkton, e di sua moglie Lady Jean Somerville che aveva fama di essere maga e chiaroveggente.
[2] Il prugnolo, dal latino Bellicum, è sempre stato considerato un albero infausto. Il "bastone nero" (così veniva denominato) era spesso usato da maghi e streghe.
[3] Anche Robert Louis Stevenson fa parte del corredo paranormale della capitale scozzese: sembra che si manifesti sovente sotto un enorme albero nella casa in cui trascorse la fanciullezza a Colinston.
[4] George SINCLAIR, Professor of Philosophy in the College of Glasgow - Satan's Invisible World Discovered, 1685
[5] Il titolo di Provost indica un'autorità politica locale scozzese, titolo equivalente al Mayor, ovvero il sindaco inglese.
[6] L'Old Tolbooth è stato un importante palazzo municipale della città di Edimburgo per più di 400 anni. La struttura medievale, che si trova all'angolo nord-ovest della Cattedrale di St Giles collocata all'estremità ovest del Luckenbooths sulla High Street nel centro storico, è stata fondata nel 14 ° secolo da Royal Charter. Nel corso degli anni ha servito una varietà di scopi, come sede del Consiglio, per i primi incontri del Parlamento della Scozia e della Court of Session. Il Tolbooth era anche il principale carcere del borgo dove le punizioni corporali e la tortura venivano condotti di routine.
[7] Un Baillie o Bailie è un ufficiale civile nel governo locale della Scozia
[8] George SINCLAIR, - Satan's Invisible World Discovered, 1685
[9] Una città nel Midlothian, in Scozia, sul fiume Esk
[10] Il Famiglio o Familiar è il fedele compagno di Streghe, Stregoni e Sciamani. Il più comune è animale ma ce ne sono vari altri tipi, come piante, spiriti elementali o di natura. La pianta come Familiar non è molto comune, ma è usato da molti che lavorano con le erbe e la guarigione. I Familiar sono usati per rafforzare il proprio lavoro magico, per avvertire del pericolo, per guidare nei viaggi sciamanici, per la guarigione e per aiutare a mantenere la connessione con la magia.
[11] Dott. Jan Bondeson (17/12/1962) è un medico svedese, specializzato in reumatologia, ricercatore e scrittore. Docente presso la Scuola di Medicina dell'Università di Cardiff.
 
Last Update: 03/05/2017
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