Esistono i fantasmi? - Esoterismo e Misteri

<br />        
Vai ai contenuti

Menu principale:

Esistono i fantasmi?

Archivio > Fantasmi e Castelli

Esistono i Fantasmi !?



Quello sui fantasmi è un argomento che, da esoterista, ho trattato lungamente, arrivando infine a sviluppare una sorta di stanchezza... di assuefazione.
Non era proprio mia intenzione tornarvi sopra, sennonché dalla redazione di Esoterismo e Misteri mi si faceva decisamente notare come le tematiche riguardanti i fantasmi suscitino ancora un interesse tale da non potermi esimere dal parlarne.
E sia! Parliamone ancora!
Esistono i fantasmi?
Questa è la prima domanda che molti si pongono.
Si, esistono: questa è la mia risposta!
Ma se esistono, che cosa sono?


Per dare una risposta a questa seconda domanda non serve elencare tutta la serie di ipotesi, ricerche e tentativi di verifica svolte nel corso del tempo. Non serve cercare funambolici equilibri tra ragione e fede, tra possibilismo ed incredulità.
La figura del fantasma non è un fenomeno moderno. E’ qualcosa che ci portiamo dietro fin dai tempi più antichi: tempi in cui ancora non esisteva una così netta distinzione tra il mondo dei morti e quello dei vivi.
Due realtà quasi parallele nelle quali era possibile entrare ed uscire, e dove il mondo dei morti era, in fondo, una continuazione della vita stessa.
In questo senso ogni manifestazione da entrambi i lati era ritenuta normale ed ovvia.
Era normale interrogare i defunti, parlare con essi, poterli anche vedere; la letteratura di quelle epoche è straripante di esempi, tanto che la figura del fantasma è propria di ogni civiltà e di ogni cultura.

Perdonate la mia perentorietà, ma se mi si chiede di aggiungere qualcosa a quanto sia già possibile rintracciare tranquillamente su internet, in centinaia di siti web o in altrettanti testi su formato cartaceo, mi trovo costretto a sgombrare il campo dai pur legittimi dubbi degli scettici, dai particolarismi delle manifestazioni, dalle catalogazioni dei luoghi, dei modi, tempi e casistica in cui esse sono potenzialmente visibili.
Chi non crede a tutto ciò è liberissimo di continuare a farlo, ma a chi crede o cerca più risposte di quante fino ad ora ne abbia trovate, propongo un affondo alle radici del tema, che evada gli aspetti marginali del fenomeno, puntandone direttamente l’origine.

Il termine ha due principali derivazioni di origine greca: “phàinesthai” e “phantasma” da cui prende il significato generico di “apparizione” e "io appaio", intendenti l’immagine incorporea o semicorporea di una entità, creatura od oggetto che si presenta e all’improvviso scompare.

Ma ciò non è del tutto esatto!


Chi ha compiuto studi approfonditi nelle varie discipline esoteriche certamente sa come non vi sia nulla nella nostra dimensione fisica che possa essere considerato privo di vita o inanimato. Anche una comune pietra è viva, nella misura in cui, pur facendo parte di uno dei “regni inferiori”, si muove in direzione evolutiva, conservando non certo coscienza, ma memoria di se e di ciò che la circonda. Tale memoria è integrata nella consapevolezza della “coscienza collettiva” di cui fa parte.
Come conseguenza di ciò non si può che riferirsi ai fantasmi come a delle entità, "vitali".
Il fatto che vengano considerate come sopravvissute al corpo dopo la morte e quindi vive, ma relegate in una dimensione diversa o parallela alla nostra, è anch’essa una verità monca.
La morte, quale concetto da noi comunemente inteso, non esiste. Esiste solo la vita, anche se con modalità piuttosto variegate. La morte è solo una via, un punto di transito tra una realtà ed un’altra, tra un piano di esistenza ed un altro, tra diverse dimensioni.
Per "piani di esistenza" non si può e non si deve intendere spazi diversamente ubicati ma differenti stati di materie, più o meno sottili, che permeano tutto il creato; cosicché un piano si distingue dall'altro solo per la diversa densità della materia.
Come nel piano fisico l’uomo vive attraverso il suo corpo fisico, per ogni altro piano di esistenza ha un analogo veicolo.
Nel piano astrale ha il corpo astrale che presiede alla sua vita emozionale.
Nel piano mentale ha il corpo mentale che gli da tutte le facoltà che sono proprie della mente; nel piano akasico il corpo akasico, o coscienza, che riceve e trascrive, facendole diventare sua natura medesima.
L’uomo, in sostanza, non è identificabile con il suo corpo fisico, ed alla morte del medesimo egli non perisce, ma non avendo più un veicolo che gli permetta la vita nel piano fisico, trasferisce la propria consapevolezza nel piano astrale, quello immediatamente successivo, ove sperimenta una nuova fase di esistenza.
Una particolarità della materia del piano astrale rispetto a quella fisica è di plasmarsi sotto l'impulso del desiderio e delle emozioni: la prima evidente conseguenza è che chi ha basato la propria vita sulla ricerca di sensazioni o nel soddisfacimento di desideri primordiali o bassi istinti, rischia di ritrovarsi in una sorta di girone infernale perché tendono a crearsi, sotto i suoi impulsi, immagini di cose ardentemente desiderate in vita e che non può gustare senza il corpo fisico.


A tutto ciò dobbiamo aggiungere che la dimensione temporale è un fattore che ha un suo peso soltanto nel nostro universo fisico, mentre è totalmente ininfluente negli altri piani esistenziali.
Immediatamente dopo il distacco dal corpo la coscienza può tendere a permanere ad un livello di realtà, un limbo tra il fisico e l’astrale, dove si trovano anche dèmoni, entità meno evolute, spettri, larve, spiriti di Natura ed Elementali, oltre alle anime ancora legate alla dimensione materiale o che non si sono accorte del trapasso e non sanno dove sono e dove andare: tutti soggetti che potrebbero rimanere "incastrati" per anni (del piano fisico) nell'ambiente dove hanno vissuto o anche dentro l'involucro fisico, dove stazioneranno fino a che non verranno risvegliati da qualcuno o qualcosa e riusciranno finalmente a "passare oltre.
In questi casi l'entità tende a ripetere le azioni che conosceva, legata al corpo fisico e all'ambiente dove è vissuta; poiché i suoi corpi sottili sono ancora rivestiti di eterico, che mantiene la forma e l'apparenza del corpo fisico, può essere captata non solo da un veggente ma, in determinate situazioni, anche da una persona normale.
Questo spiega come mai molti raccontano di aver visto il defunto subito dopo la sua morte. Lo stesso vale per i fantasmi che si vedono nei castelli o nei luoghi infestati: si tratta di anime tormentate, che hanno rifiutato di staccarsi dalla Terra rimanendo legate alle loro abitazioni e alle loro abitudini: sono ciò che i gosth hunter chiamano “residui psichici”.
A mio modo di vedere sono questi ultimi i veri e propri fantasmi
.

I Poltergeist, le infestazioni, le Banshee
, le apparizioni da crisi, le proiezioni telepatiche, le entità in genere, quelle evocate nelle sedute medianiche e spiritiche e le entità demoniache appartengono a categorie  totalmente diverse che nulla hanno a che fare con i fantasmi e delle quali avremo modo di parlare in seguito.

Un consiglio pratico e totalmente gratuito ai novelli cacciatori di fantasmi: se vi viene in mente la geniale idea di dare la “caccia” a quello che supponete sia un fantasma, evitate di farlo nei giorni di Solstizio (21 giugno e 21 dicembre), in quelli di Equinozio (21 marzo e 23 settembre), nella notte a cavallo tra il 31 ottobre ed il 1° novembre (Halloween/Ognissanti) ed in quella tra il 30 aprile ed il 1°maggio (Beltane), perché vi potrebbe capitare di incappare in qualcosa di ben più insidioso di un fantasma e riportare a casa sani corpo e mente potrebbe essere più complicato di quanto potreste immaginare.
Perché vi dico questo?
Non voglio spaventarvi, non è mia intenzione. Vi voglio semplicemente rendere consapevoli delle difficoltà. Avremo modo di approfondire questi temi; per il momento e per quanto possa sembrare fantasioso, vi basti sapere quanto segue.
Gli Angeli si trovano sul piano eterico, che condividono con i dèmoni e gli Elementali, in un livello adiacente a quello delle anime dei trapassati.
Uno dei compiti degli Angeli è quello di formattare l'energia dei cinque elementi (Fuoco, Aria, Terra, Acqua ed Etere) trasmettendo le informazioni che si manifesteranno successivamente sul piano materiale e daranno vita alla materia.
Essi creano quindi una forma-pensiero che agisce sull'energia più densa, originando quelli che chiamiamo “spiriti di Natura”: nella cultura popolare li ritroviamo in miti fiabe e leggende sotto forma di geni, gnomi, fate, elfi, silfi, ninfe, ondine, nereidi, elfì marini, folletti e gnomi.
Sono collegati agli elementi (da cui il nome di Elementali) e conseguentemente al regno minerale, vegetale e animale.


Hanno un corpo astrale, spesso rivestito di eterico, che permette loro di interagire con il piano fisico e di rendersi visibili. Appartenendo all'eterico gli spiriti di Natura e gli Elementali sono anche le entità più facili da percepire. In quanto forme-pensiero non solo danno vita agli spiriti di Natura, ma sul piano astrale la danno anche alle nostre emozioni e ai nostri pensieri.
In questo caso, ogni paura, ogni ossessione, ogni desiderio, ogni; credenza singolare o collettiva, ogni idea lanciata nello spazio con forza e ripetitività fornisce l'energia necessaria a costituire e mantenere nel tempo queste creature eteriche, che acquistano sempre più consistenza, fino ad avere una vita propria.
Ecco quindi che, a volte, le entità "negative" che percepiamo intorno a noi altro non sono  che la proiezione delle nostre disarmonie che prendono corpo e vita. C'è anche qualcos'altro di peggiore!
Esiste un'ampia gamma di spiriti ineffabili, apparteneti a diversi gradi evolutivi e che non hanno mai conosciuto incarnazione: entità inumane che non possiamo considerare buone o cattive ma solo pericolose e spietate per il semplice fatto che non ci conoscono e non comprendono la nostra fragilità.
Ma come fare a distinguere un pericolo reale da qualcosa creato dalle nostre stesse paure? Come facciamo a sapere se ci troviamo di fronte un demone, un’entità, un fantasma o un elementale?
Si può riuscire, anche se mai a sufficienza, ma non è né semplice né immediato. Ci vuole rigore, spiritualità e predisposizione.
E’ una lunga e difficile via, una strada che non tutti possono percorrere.
Se è solo la curiosità a muovervi rinunciate subito e limitatevi a fare tesoro dell’esperienza di altri.


Articolo di  Claudio Dionisi

18 Maggio 2010

Articolo soggetto a Copyright - Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata



Share

 
Last Update: 06/01/2017
Powered by Esoterismo e Misteri.com  -  Copyright © 2010-2015 All Rights Reserved
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu