Fantasmi Le dame Bianche - Esoterismo e Misteri

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Fantasmi Le dame Bianche

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Fantasmi : Le Dame Bianche

Manifestazioni e Apparizioni

Alcuni popoli primitivi legavano mani e piedi ai morti e li ponevano in urne o sotto una pesante pietra affinché non tornassero a turbare il sonno dei vivi. In alcuni casi li seppellivano anche a testa in giù, avvolgendo il corpo di rami di biancospino affinché non si risollevassero.
 
Ogni cultura, più o meno antica, più o meno evoluta, ha identificato due principali tipi di spiriti: quelli dei defunti e quelli non umani, ideando e praticando, all'occorrenza, dei rituali aventi lo scopo di liberare le anime dalla pesantezza della materialità e di difendersi da entità di altro genere.
 
E' una credenza assai profonda dal risultare come parte integrante di ogni fede, delle cui radici si trovano tracce anche nelle religioni babilonese e assira, che anticiparono il Giudaismo.
 
In vari testi sacri sono ben descritti preghiere e rituali utili a scongiurare o evocare le ombre dei defunti. Sappiamo che gli antichi Peruviani celebravano ogni anno due feste solenni per commemorare i loro estinti e che i sepolcri dei Greci riportavano epigrafi cariche di pietà per placare le ombre vaganti. I Maya e gli Aztechi se ne difendevano mediante ciondoli e amuleti o attraverso l'intercessione di uno sciamano. Le genti Arabe credevano all'esistenza di un mondo intermedio, posto tra cielo e terra, una specie di sottile passaggio percorso dagli spiriti in continuo moto di salita e discesa. I Romani, alla pari degli Egizi, tentavano di placare tali spiriti con dei sacrifici di sangue. I fantasmi della tradizione giapponese si chiamano yūrei o bōrei e, come per le controparti occidentali, sono anime di defunti, incapaci di lasciare il mondo dei vivi e raggiungere in pace l'aldilà. I Celti ed i Gaeli del Nord Europa, soprattutto in Irlanda, Scozia, e Galles concepivano la vita come qualcosa di ciclico, non lineare, e Samhain (tra il 31 ottobre e il 1º novembre) rappresentava la fine di un ciclo e l'inizio di quello successivo, ma anche momento in cui il velo tra vivi e morti, era pericolosamente sottile, ragion per cui si dovevano celebrare delle cerimonie atte ad ostacolarne il passaggio. La concezione dell'aldilà cinese è tale per cui i fantasmi esistono ma difficilmente sono anime dei defunti; più frequentemente si tratta di demoni.

Studi storici e antropologici rivelano chiaramente quanto sia sempre stata diffusa la comunicazione tra i vivi e i morti, e invano la scienza ha combattuto per convincere che si sia sempre trattato di pura e semplice superstizione.
 
All'interno di un panorama assai vasto e difficilmente codificabile le "Dame Bianche" sembrano essersi ricavato un loro posto molto speciale nella casistica fenomenologica delle apparizioni.
 
Si tratta di un tipo di manifestazione spiritica riscontrabile in più culture, anche se appartiene prevalentemente al folclore germanico ed è caratterizzata dalla comparsa di una figura eterea con sembianze femminili ed abiti di colore bianco più o meno luminescenti. In alcune occasioni è stata descritta come priva di occhi e bocca o con braccia e piedi nascosti alla vista, avvolta da una pallida luminosità, il cui passaggio rimane contrassegnato da tracce scure, mentre in altre circostanze la nitidezza dell'apparizione ha permesso diversi gradi di identificazione.
 
La prima testimonianza dell'uso di tale termine, per indicare apparizioni simili, risale al XV secolo e, analogamente all'irlandese "Banshee", è arrivato a definire lo spirito di una donna morta per eventi tragici o dolorosi, la cui comparsa costituisce una sorta di messaggio anticipatore e presagisce eventi nefasti ineludibili. In realtà il fenomeno, come vedremo, è ben più antico ma fu nel periodo medievale che assunse siffatta connotazione. E' anche interessante notare come tali voci iniziarono a circolare e diffondersi non tra il popolo, ma nel cuore delle dimore e dei castelli delle famiglie gentilizie.

Molti racconti, come è facile immaginare, sono abbastanza dissimili nella forma ma concordano nella sostanza, mentre in alcuni altri casi le dinamiche ed i comportamenti fanno supporre che si tratti di una diversa categoria o genere di manifestazione. Le Dame sono state viste aggirarsi con candele accese in mano, lavarsi la biancheria in luoghi appartati, fare trecce alla criniera dei cavalli, restando sempre e comunque mute a parte rarissime occasioni e mantenendo un caratteristico portamento dignitoso e verecondo.
 
Sono assai numerose le nobili famiglie europee legate a tali leggende.
 
Negli annali della casata Hohenzollern, una dinastia tedesca di principi elettori, reali di Prussia, sovrani di Romania ed imperatori di Germania, le cui origini risalgono al 1061, sono state registrate molte visioni di uno stesso fantasma che, nel tempo, è diventato celebre come la "Dama Bianca degli Hohenzollern".
 
La prima apparizione documentata è del 1486 nel castello di Bayreuth, ripetendosi poi nei decenni successivi in altre dimore della stessa famiglia, come quelle in occasione delle morti del principe Giovanni Giorgio di Brandeburgo (Berlino, 1598), del principe Ludovico Ferdinando (1806), evento testimoniato anche dal conte Carl von Nostiz, e di Federico Guglielmo IV di Prussia (1861). Solo in due occasioni la Dama Bianca in questione ha proferito parola: una prima nel 1728, nel palazzo reale di Berlino, pronunciando l’invocazione: “verrà a giudicare i vivi e i morti”ed una seconda nel castello di Neuhaus, per preannunciare cripticamente, ma con spietata precisione, la morte di una giovane principessa, che avvenne puntualmente dieci giorni dopo[1].
 
 
In merito allo stesso fenomeno sono rintracciabili, tuttavia, alcune cronache medievali anteriori.
 
Il 29 ottobre 1268, al castello bavarese di Landhut, la principessa Elizabeth di Wittelsbach (1231-1273), regina di Germania, contessa del Tirolo e vedova dell'Imperatore Corrado IV Hohenstaufen, vide una spettrale figura femminile con in mano una clessidra vuota. L'apparizione presagiva la morte del giovane figlio Corradino, ultimo erede maschio, che era stato catturato il 23 agosto dello stesso anno, durante la battaglia di Tagliacozzo tra Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò. Alla notizia della cattura Elizabeth era accorsa a Napoli per tentare di riscattarlo ma il suo intervento fu vano. L'apparizione avvenne alla vigilia del giorno in cui il giovane fu giustiziato a Napoli.

Andando ancora più indietro nel tempo, all'inizio dell'XI secolo, troviamo la testimonianza del vescovo imperiale sassone, storico e grande letterato Tietmaro di Merseburgo, uno dei primissimi a fornire particolari importanti sulle apparizioni, raccogliendo varie storie, delle quali attestò personalmente la veridicità, tra cui alcune trattano minuziosamente proprio il tema dei morti che si mostrano ad annunciare l'imminenza di un trapasso. Gli spiriti si manifestavano con suoni o apparizioni e, mentre alcune volte lo facevano in maniera totalmente anonima, in altre si lasciavano identificare. Uno dei testimoni di tali episodi fu un altro arcivescovo Waltaro di Magdeburgo che, nel 981, ricevette la visita notturna dell'arcivescovo Adalberto di Magdeburgo, deceduto da poco, manifestandogli l'indignazione per la nomina dell'arcivescovo Otrico come suo successore. Se consideriamo che la preferenza andò a Giselher di Magdeburgo possiamo supporre che il suo intervento sortì l'effetto desiderato! Più avanti, nel 1012, la defunta madre di Waltaro apparve alla sorella per annunciargli l'imminente morte dell'arcivescovo Tagino di Magdeburgo e la sua sostituzione con Waltaro che, in ogni caso, riuscì a ricoprire la carica per soli due mesi.
 
Lo stesso Tietmaro fu testimone più volte di manifestazioni sonore che descrisse come sussurri nel buio della notte o fragori simili ai tronchi d'albero che cadono e furono sempre presagi di decessi imminenti. In altri passaggi si parla dell'apparizione notturna di interi gruppi di spiriti e di altre varie forme di apparizioni, ma è opportuno notare come, nella maggior parte dei casi, i morti rimangano invisibili, senza svelarsi attraverso immagini, nemmeno in sogno, ma solo mediante luci, sinistri bagliori, strani rumori o vocii. Altri autori del XII secolo, a proposito della moltiplicazione delle apparizioni, esprimono pareri più espliciti, motivandole e collegandole al progressivo sviluppo del culto dei morti in via di formalizzazione proprio in quel periodo storico.

 
Tra le più famose Dame Bianche europee non si può evitare di citare la contessa Perchta von Rosemberg (1429-1476), apparsa anch'essa in molte occasioni e sempre ben identificata; solo in una circostanza il fantasma venne riconosciuto come la contessa Agnese di Orlamunde, vedova di Ottone III di Orlamunde, tristemente celebre in vita per essersi macchiata di infanticidio per poter seguire Alberto di Norimberga, di cui era innamorata. Finì col pentirsene e fondò il monastero cistercense di Himmelkron, di cui divenne badessa.
 
A circa 100 chilometri a sud di Praga sorge un castello in stile gotico, risalente al XIII secolo, chiamato Cesky Krumlov, un bellissimo esempio di borgo medievale, caratteristico dell'Europa centrale, in cui storia e architettura coprono un arco di tempo superiore ai cinque secoli.
 
Vi trovò i natali Perchta von Rosemberg e, come era usanza dell'epoca fu concessa, contro la sua volontà, quale giovanissima sposa a Jan Von Liechtenstein, un attempato vedovo, violento e rozzo. E' superfluo spendere molte parole per spiegare quanto il suo matrimonio e la sua condizione di vita fossero indesiderati, tanto da arrivare a scrivere una serie di lettere disperate al fratello chiedendo invano di essere portata via. Solo alla morte del marito poté tornare a Cesky Krumlov dove divenne mecenate e donna caritatevole verso gli indigenti. Morì nel 1476, all'età di 49 anni, e di lì a poco cominciarono a diffondersi racconti di persone che sostenevano di averla vista in sogno o di aver incontrato il suo fantasma nei castelli di Cesky Krumlov, Rožmberk e altre proprietà dei Rosenberg nella regione. Fu lo storico gesuita Bohuslav Balbín (1621 - 1688) il primo a parlarne, attingendo a racconti già circolanti, ma fu avvistata anche successivamente, in molte occasioni, passeggiare lungo i corridoi con indosso un semplice abito bianco: le volte in cui si manifestava con il viso sorridente presagiva buona fortuna, mentre quando indossava guanti neri e l'espressione era solenne prediceva disastri imminenti o morte. Sempre lei, accompagnata da un'altra nobildonna di nome Johanka, era solita apparire anche al castello di Červená Lhota presso Jindřichův Hradec.[2] La sua presenza divenne assai nota e, si narra, che uno dei suoi "impegni" fu quello di prendersi cura, sorvegliare e proteggere i bambini della famiglia. L'ultima apparizione di cui si ha notizia risalirebbe al periodo della seconda guerra mondiale, quando i tedeschi occupavano la Cecoslovacchia e Cesky Krumlov era divenuta la loro base nella zona. Durante una delle varie cerimonie dell'alzabandiera, due ragazze che vi partecipavano, fuggirono precipitosamente dopo averla vista improvvisamente apparire.
 
 
Alcuni avvistamenti di un'altra Dama Bianca sono stati riportati anche dai membri della famiglia reale Asburgo d'Austria, al castello di Schönbrunn, tra cui spiccano quello del 1867 concomitante con la fucilazione di Massimiliano d'Asburgo in Messico o del 1889 per il suicidio del principe Rodolfo d'Asburgo-Lorena e della baronessina Maria Vetsera a Mayerling.
 
Nel castello di Bernstein, in Austria, apparirebbe fin dal 1859 una Dama Bianca che sarebbe il fantasma di Giovanna de' Frescobaldi, appartenente alla nobile famiglia fiorentina dei Frescobaldi, infelicemente coniugata nel 1485 con il feudatario Lorenzo von Ujlaky. Il tragico episodio, al quale si fa riferimento riguarda l'uccisione, da parte del marito, del suo amante italiano e la sua successiva sparizione.

Un'altra Dama Bianca risiederebbe nel castello di Levoča, in Slovacchia: si tratta dello spettro di Juliana Korponaiová-Géciová, una nobildonna del XVIII secolo, condannata a morte per aver indicato ai ribelli guidati da Francesco II Rákóczi una via d'accesso segreta al castello.
 
Nel castello di Padernello (Brescia), ha preso vita la leggenda di una Dama Bianca che, ogni dieci anni, la stessa notte della sua morte, ricompare, con in mano un libro aperto dorato contenente il suo segreto. Varie testimonianze la identificano come Biancamaria Martinengo (1466-1480), che morì il 20 di luglio precipitando nel fossato.
 
Una Dama Bianca venne anche avvistata il giorno che precedette la decapitazione di Maria Antonietta di Francia e proprio da tale resoconto ci perviene l’unica descrizione di questa figura con il volto livido, priva di occhi, naso e bocca, che lascia dietro di se tracce di colore scuro.
 
Non potevano mancare, naturalmente, fantasmi di Dame anche nel Regno Unito, ed infatti ne troviamo almeno due: una al castello di Rochester in Inghilterra e l'altra al Castello di Edzell in Scozia.
 
L'elenco naturalmente non finisce qui!
 
Anche volendo rivolgere lo sguardo alla sola Italia si registrano apparizioni al castello di Duino, sito nel comune di Duino-Aurisina (Trieste), al castello di Carpi (Modena), ogni volta che sta per morire un discendente della famiglia dei Pio, al castello di Pergine Valsugana (Trento), in quello di Pellegrino Parmense, a Villa Foscari e alla Malcontenta di Mira (Venezia), al castello di Piea (Asti), al castello di Gorizia, al castello di Serravalle (San Marino), alla fortezza di Montepulciano, in centro città a Massa Carrara, a Palazzo Tursi e Vico Brignole a Genova, al castello della Manta di Cuneo, a quello di Monte Sant’Angelo a Foggia, al castello Visconteo di Trezzo sull'Adda, ed in alcuni altri luoghi.
 
In Italia l'appellativo di Dama Bianca viene dato anche alle Fate Benefiche, di cui si hanno molteplici testimonianze. Una tra le più famose è presente in Val d'Aosta, ed appare con lunghe vesti bianche nei prati, sulle alture ed ai margini dei boschi. Sembra voler proteggere gli abitanti del piccolo paese di Issime, avvisando pastori e paesani di eventuali pericoli attraverso prolungati lamenti e acute grida. Ma non è l'unica: altre Dame Bianche sono segnalate sul Monte Bianco, sul Monte Rosa ed in altre località dell'arco alpino.
 
 
Nella maggior parte dei casi citati fin ora le apparizioni denotano comuni assonanze, tali da evocare alla memoria elementi provenienti da culture lontane nel tempo. Non è molto difficile notare come tali presenze siano, in qualche modo, assimilabili ad alcune divinità del mondo classico. Basta pensare alle Moire greche (Cloto, Lachesi e Atropo), dee del destino, equiparabili alle Parche romane e alle Norne norrene. Negli scritti di Omero ve ne è solo una, ma nella Teogonia di Esiodo tornano ad essere tre e vengono menzionate quali figlie della Notte o, secondo un'altra genealogia, quali figlie di Zeus e Temi, a rappresentare la personificazione del destino inevitabile, con il preciso compito di tessere il filo del fato di ogni uomo, svolgerlo ed infine troncarlo segnandone la morte.
 
Per riprendere il discorso sulla distinzione fenomenologica che avevamo anticipato e che ora può risultare di più semplice comprensione, facciamo notare come, in base alle testimonianze e ai vari resoconti, più o meno attendibili, solo una parte delle molteplici Dame Bianche finalizzino le proprie apparizioni ad un obiettivo, comunicando un messaggio, positivo o negativo che sia ed operando in qualche modo a scopo protettivo nei confronti di una persona, di una stirpe o di un luogo. Le altre, al contrario, appaiono, agiscono ed in qualche caso comunicano, ma senza trasmettere nulla se non le emozioni derivanti dalle manifestazioni stesse. In alcuni casi non si raccolgono elementi sufficienti per far supporre che l'entità abbia consapevolezza della presenza di testimoni di un "mondo" diverso dal proprio. Ne consegue che solo una parte sia effettivamente annoverabile nella categoria delle Dame Bianche; per il resto possiamo parlare solo di apparizioni spiritiche.
 
C'è da notare ancora, peraltro, che la caratteristica di comunicare un imminente sventura non è loro appannaggio esclusivo. In alcune descrizioni di apparizioni, provenienti da molti nobili della Lorena, si parla di un "Lucente Guerriero" che, alla vigilia della morte di qualche membro della famiglia, comparirebbe sulla torre più alta del castello.
 
 
Per i regnanti di Francia l’apparizione più frequente era quella di un “Uomo Rosso” che profetizzava varie tipologie di disgrazie. La più famosa, testimoniata anche da alcuni storici coevi, riguarda la morte di Enrico III di Valois, re di Francia, che fu annunciata dalla sua comparizione, nella reggia, e da più testimoni fu ripetutamente visto vicino al re mentre gli sussurrava qualcosa all’orecchio. A poco servì perché il 2 agosto 1589 fu accoltellato da Jaques Clement. Di una storia molto simile si parla in concomitanza degli omicidi di Enrico IV (1610), di Luigi XVI all’inizio della Rivoluzione e del presidente Marie François Sadi Carnot (1894). Perfino Napoleone recevette la visita dell'“Uomo Rosso”, documentata anche dal suo consigliere di Stato, nel periodo antecedente il declino.
 
Nel Nord America, in mancanza di castelli e dimore sufficientemente antiche, le Dame Bianche fanno la loro occasionale comparsa in spazi aperti come foreste, laghi, fiumi e strade.
 
In Canada è celeberrima la Dama Bianca della cascata Montmorency, a pochi chilometri da Quebec. L'anno era il 1759 e lo scenario vedeva gli inglesi del generale James Wolfe all'attacco della città, respinti infine dal generale Louis Joseph de Montcalm proprio nei pressi di Montmorency. La storia narra la vicenda di Mathilde e Louis, due giovani innamorati coinvolti nella battaglia. La vittoria della milizia canadese, nella quale il giovane si era arruolato, non gli evitò di rimanere ucciso durante i combattimenti; il cuore della giovane non resse al dolore ed in preda all'immensa disperazione indossò il suo bel vestito bianco, scelto per le future nozze e si lanciò nel vuoto della cascata. Da allora, ogni mese di settembre, gli abitanti del luogo affermano di vedere una "bianca figura" aggirarsi dapprima nell'area del vecchio campo di battaglia fino ad andare a lanciarsi nelle acque tumultuose della cascata.
 
La Pennsylvania è spesso citata come uno degli stati americani dove sovente vengono rilevati più casi di infestazione. Dai monti Allegheny, una parte della più vasta catena dei Monti Appalachi, che attraversano il paese da nordest-sudovest, arrivano due storie abbastanza interessanti, tramandate dagli abitanti del posto e dai viaggiatori già da molto tempo e che continuano ad arricchirsi sempre di nuove testimonianze ed avvistamenti. Entrambe riguardano il fantasma di una donna vestita di bianco che appare e scompare lungo le impervie strade che attraversano i boschi e mettono in comunicazione i vari paesini.
 
La prima riguarda la “Dama Bianca” della montagna Wopsononock, generalmente abbreviata in Wopsy Mountain. Si tratterebbe dello spettro di una donna di alta borghesia che verso la fine del 1800 ebbe un tragico incidente presso il Devils Elbow (gomito del diavolo), mentre viaggiava in carrozza insieme a suo marito e suo figlio. Fu sbalzata fuori dalla carrozza prima che questa finisse nel burrone, salvandosi così la vita, ma quando si addentrò nel folto della foresta, alla ricerca della sua famiglia, non trovò più la via per uscirne.
 
Molte persone affermano di averla vista camminare al centro della statale per poi scomparire in uno sbuffo di nebbia bianca nel momento in cui si ci avvicina. In alcune notti si può scorgere una fievole luce, simile a quella di una candela che si sposta lentamente nella folta vegetazione. I testimoni hanno spesso descritto questa apparizione come una donna dai fluenti capelli castani vestita di un lungo abito bianco.
 
Sebbene la strada sia oggi molto più agevole di allora, i guidatori sono sempre molto cauti quando si avvicinano al Devils Elbow, non soltanto per il pericolo oggettivo ma anche per la strana sensazione che si prova quando si giunge in prossimità della zona dell’incidente: viene da tutti descritto come un profondo senso di oppressione, un brivido leggero e sinistro che persiste per un lungo tratto di strada.
 
L'altra storia riguarda una Dama Bianca che vaga lungo la strada che costeggia il Monte Buckhorn. E' una via diventata famosa per una triste sequela di suicidi: risulta che solo nell’ultimo secolo siano oltre trenta le persone che hanno deciso di farla finita gettandosi nei burroni che costeggiano il percorso, impiccandosi ai rami degli alberi o in auto dopo aver parcheggiato in uno degli spiazzi di sosta. Alcuni anni fa venne anche aperto un locale proprio nella zona dei suicidi, chiamato “The White Lady Tavern”, e furono molti dei clienti che lo frequentavano ad aver testimoniato la maggior parte degli avvistamenti: una giovane ragazza vestita di bianco che attraversa la strada a pieni nudi per andare a gettarsi nel precipizio. Il fenomeno viene spesso accompagnato da una temporanea intermittenza o tremolio dell'illuminazione stradale e, non di rado, tra la fitta vegetazione si può udire una voce femminile farfugliante, un flebile lamento o un pianto.
 
 
Volendo trovare un senso ed una qualche possibile conclusione a quanto detto fino ad ora bisogna ribadire che la credenza nel soprannaturale e negli spiriti è sempre stata diffusissima in ogni epoca. Il Medioevo è stato anche il periodo storico in cui tali fenomeni sono stati percepiti in modo più intenso e diffuso, in quanto le apparizioni stesse si sono andate a legare al meccanismo della "memoria dei defunti", composto di riti, invocazioni e preghiere, destinato ad agevolare e regolare il passaggio e la separazione dei defunti dal mondo dei vivi a quello dei morti.
 
Non si trattò di una novità assoluta perché tale necessità era, evidentemente, stata già sentita in passato tanto da portare alla compilazione del Libro Tibetano dei Morti, testo classico del Buddismo tibetano e del Libro Egiziano dei Morti in cui erano contenute formule magico-religiose che dovevano servire per proteggere il defunto ed facilitarlo nel suo viaggio verso l'aldilà. Nell'Europa cristianizzata tale lavoro ebbe iniziò in maniera organica proprio alla soglia del primo millennio, innescando nella psiche delle genti alcuni meccanismi tali che, nell'immaginare spiriti erranti e anime dolenti muoversi nel livello intermedio tra vita e morte, ad inquietare le coscienze dei vivi, svilupparono dei nuovi archetipi. Dall'interno di un panorama fenomenologico rimasto di per se immutato emersero così delle figure nuove, che vennero successivamente catalogate e, in qualche caso, ritenute preposte a funzioni particolari. Le Dame Bianche rientrano in questa categoria che, nell'immaginario popolare, nacque intorno al 1400 ma la cui funzione, come abbiamo visto è ben più antica e niente affatto esclusiva.
 
Articolo di Claudio Dionisi
 
Articolo soggetto a Copyright - Tutti i diritti riservati - Riproduzione vietata
 
Pubblicato il: 02 Ottobre 2016

NOTE
[1] La giovane principessa della casa degli Hohenzollern era davanti allo specchio e, senza voltarsi, chiese alla cameriera, che nel frattempo era uscita, che ora fosse. Le rispose invece la Dama bianca che era apparsa alle sue spalle dicendole:"Sono le dieci, mia cara".La principessa mori dieci giorni dopo.
 
[2] Jindřichův Hradec (in tedesco Neuhaus) è una città della Repubblica Ceca, capoluogo del distretto omonimo, nella regione della Boemia meridionale.
 
 
Last Update: 20/04/2017
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