Fatture e Malocchi - Esoterismo e Misteri

<br />        
Vai ai contenuti

Menu principale:

Fatture e Malocchi

Archivio > Culti, Pratiche e Riti
Fatture e Malocchi
di Umberto Ridi


Nelle persone vedo tanta insicurezza e paura; vedo che, nel loro dolore, sperano in un mondo magico, il quale possa risolvere tutti i problemi, oppure, peggio, temono che il mondo magico sia all'origine di questi.
Quello che auspico è che si possa capire che la fonte della magia è in noi stessi, e tutto quello che vediamo, subiamo o ci procuriamo dall'esterno, in realtà, è sempre un riflesso del nostro intimo.
Incolpare altri è la cosa più facile, ma ottiene solo il risultato di rimandare il problema.
Purtroppo la maggioranza delle persone non cerca spiegazioni, ma soluzioni. E qual'è la soluzione più semplice di incolpare, dei nostri mali, qualcuno o qualcosa e trovare chi possa eliminarli?
Così si alimentano paure e speranze illusorie, che non possono farci uscire dal circolo vizioso dei nostri pensieri.

Il discorso è complesso e lo inizio con una storia che ho solo immaginato, ma ritengo più vera di quello che può apparire.
...La stanza è silenziosa, in penombra. Dall'esterno, ad intervalli, si sente l'abbaiare di un cane.
Questo, però, non disturba una donna troppo grassa, di un'età indefinibile che, con gesti misurati e sicuri, sta finendo di modellare una bambolina di cera.
"Andrà tutto bene?". La domanda viene da un angolo della stanza, dove, su una sedia, una giovane freme di impazienza, un po' intimorita dall'ambiente. Un gufo impagliato sembra guardarla con aria di rimprovero; le candele accese, il fumo dell'incenso, insieme a strani simboli sparsi dappertutto, creano un'atmosfera irreale.
"Ha portato quello che le avevo chiesto?" replica il donnone senza rispondere.
La ragazza si alza e, dopo aver frugato nella borsetta, consegna una busta da cui viene sfilata una ciocca di capelli che chiaramente non le appartengono.
La maga sistema i capelli sulla testa della bambola, appena finita di modellare, e inizia così uno strano rituale su quell'immagine di cera.
Nulla appare.
Niente sembra scaturire da quei gesti se non i gesti stessi.
Eppure, in un altro luogo, qualcuno subirà dei cambiamenti. Qualcosa, da quella stanza, da quei gesti, si è mosso, ed è andato a colpire una persona lontana.

Ciò che è stato compiuto sull'immagine, per analogia, è come se fosse stato compiuto sull'individuo.

Assurdo?


Forse!


Eppure quante infinite correnti di energie sconosciute ci sollecitano, ci stimolano o ci inibiscono?
Siamo immersi in un ambiente, per la maggior parte, ancora da scoprire, in una materia la cui misteriosa natura ancora non è stata svelata. E le antiche saggezze ci avvertono, ci indicano la via, ci spiegano, in un linguaggio arcano, la meravigliosa realtà.
"Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per compiere i miracoli della cosa-una".
Questa è una della frasi della "Tavola di Smeraldo" (scritta dal Ermete Trismegisto) che propone una chiave per scoprire lo spirito attraverso la materia, l'inconoscibile attraverso ciò che si conosce, la meravigliosa vastità dell'essere eterno attraverso la macerante sensazione del limite nella materia.

Infatti indica un'analogia costante, eterna, tutto pervadente che collega ogni cosa ed ogni evento che vediamo esprimersi, a qualcosa che appartiene ad altri livelli e piani di manifestazione. Vuole dire che ciò che si vede e si conosce, indica che esiste un controvalore invisibile e sconosciuto, e ciò che è invisibile e sconosciuto, ha sempre un analogo nella materialità.

Questo concetto è chiaro se si pensa che ogni essere ha un'anima e uno spirito che, certamente, sono a livelli diversi dal suo corpo fisico. Diventa più complesso capire che anche ogni nostra azione, pensiero, organizzazione e strutturazione fisica, corrispondono, per analogia, a principi animici e spirituali a cui fanno capo.
"Conoscere sé stessi è conoscere Dio." è stato detto.
Forse che noi siamo Dio?

Non è proprio così; ma in noi sono contenuti i principi e i fondamenti della natura divina, cioè di tutto l'universo divino di nostra appartenenza. Ecco che così si spiega anche la frase che l'uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio.
Capire questo vuol dire superare ogni separazione ideale, vuol dire sentirsi partecipi e protagonisti del grande evento della vita,che ci appartiene intimamente e di cui siamo responsabili in prima persona.

Questo postulato fondamentale è quello su cui si basano quasi tutti i rituali magici che agiscono sulle forze spirituali della natura e degli uomini. Per questo l'azione è valida anche a distanza; l'energia-pensiero, se giustamente smossa, non conosce barriere, se non quella della mancanza di affinità (vedi in seguito) o, appunto, dell'analogia.
Non tutti, però, sono in grado di smuovere queste forze senza un appoggio, un simulacro, una parte che rappresenti la persona su cui operare. Ecco allora che una fotografia, un modello di cera o altro che abbia in sé un testimone (capelli, unghie, ecc.) appartenente all'interessato, serviranno allo scopo. Per analogia la bambolina diventa la persona, e ciò che sarà fatto alla bambolina, con un'adeguata forza-pensiero, sarà come farlo alla persona stessa.
Sembrerebbe così molto facile agire e operare su chiunque; ma se veramente lo fosse, metà del genere umano sarebbe preda e sottomesso all'altra metà, e forse la proporzione sarebbe ancora più tragica.
Ma, a parte la capacità operativa della persona, si deve tener conto che la legge di analogia ha in sé il principio che "il simile agisce sul simile".
Un pensiero emesso ha, in sé, qualità particolari: sentimenti come l'amore, l'affetto, la tenerezza, il rimpianto, la delusione, il malumore, l'odio ecc.; o anche idee volitive di ottimismo, vitalità, forza fisica, calma, fermezza, con tutti i loro contrari. Queste qualità andranno a colpire ed esaltare tutto ciò che troveranno di simile nella persona a cui sono destinate; più materiale analogo troveranno, più saranno efficaci. Se, invece, non troveranno nulla di simile, "rimbalzeranno" con eguale forza, ritornando alla fonte che le aveva inviate e scaricando lì le loro caratteristiche.
Ecco perché gli operatori di magia nera devono stare molto attenti a ciò che fanno, in quanto rischiano di subire lo stesso maleficio che hanno inteso fare ad altri.
Infatti nell'antichità i maghi o le streghe si procuravano alcuni animali, come il gatto nero o la civetta, perché pensavano che questi potessero avere la caratteristica di attirare e scaricare molte forze negative che si trovano nell'ambiente. Così essi si difendevano dall'eventuale "effetto di ritorno" dei loro rituali, inoltre così erano anche difesi da vendette di altri maghi o streghe.

Lasciando stare i gatti neri o le civette, gli amuleti o i talismani, resta un'importante riflessione da fare, e cioè che nulla possiamo ricevere che non sia, in qualche modo, già nostro; che nessuna preghiera di amore per noi, può veramente aiutarci se, in noi non vi è, almeno un po', quel sentimento di amore. Così come nulla di male può toccarci, se i nostri pensieri non si cullano su un'onda nera di negatività.

Appurato che, in una certa forma, queste energie possono anche esistere e avere la loro efficacia, li dobbiamo temere e combattere?  E se sì, in che modo?
La risposta dovrebbe essere implicita nel discorso iniziale, ma vorrei essere più chiaro per evitare interpretazioni dettate da insicurezze o paure.Ogni evento che ci colpisce ha una sua ragione nello smuovere l'individuo da una situazione stagnante in cui si trova o, comunque, per donargli quella comprensione che ha maturato la possibilità di acquisire per qualcosa che, in un altro tempo, ha fatto nell'incoscienza e nell'ignoranza. (leggi Karma).

Dunque niente ci viene che non sia per il nostro vero bene e per una nostra reale maturazione.
Le fatture e i malocchi non escono fuori da questa regola e se trovano il modo di colpirci (anche se ho detto prima che non è così semplice), vuol dire che trovano in noi la debolezza e il materiale adatto da "esaltare" e portare alla luce le negatività che sono già in noi.

Lo ripeto perchè è importante: per la legge di analogia, niente ci può colpire se non trova qualcosa di "analogo" in noi, e ci colpisce esaltando quello che già c'è.
Ne dobbiamo dunque avere paura? O paradossalmente dovremmo ringraziare quell'evento che ha potuto far scoprire una parte nascosta di noi in modo tale che se ne possa prendere atto e quindi superare?
Se siamo ottimisti dovremmo pensarla in quest'ultimo modo, e se non lo siamo, allora, l'unico modo di combattere fatture e malocchi è, prima di tutto, diventarlo.

Bisogna considerare che ogni nostro pensiero emette un'energia che, se mantenuta a lungo, può creare una sorta di Forma-pensiero autonoma e indirizzabile dal suo stesso emanatore. Ma le circostanze per cui questo possa avvenire, devono essere molto particolari e caricate di una determinazione tale che ho dei grossi dubbi possa essere di un operatore a pagamento.  Inoltre queste forme-pensiero tendono a mantenersi e scaricarsi sul loro stesso autore, in quanto affini per caratteristiche, e sono più tendenti a creare una sorta di "coazione a ripetere", cioè un circolo vizioso di pensieri che può creare ossessioni della stessa natura.

Ecco che diventa importante cercare di avere sempre pensieri positivi e cercare di superare ogni atteggiamento vittimistico.
Siamo tutti soggetti a vivere un ambiente di pensieri e forme-pensiero nostre e altrui. E' la nostra atmosfera astrale e mentale, così come l'aria è la nostra atmosfera fisica. Questo non vuol dire essere soggetti a tutte queste influenze, ma semplicemente avere la possibilità di cogliere e alimentarci con quelle più affini alla nostra natura e, specialmente, con ciò di cui, in quel momento, abbiamo bisogno.
Così come la pelle e i vari anticorpi ci difendono dalle aggressioni esterne, le quali non sono compatibili con il nostro equilibrio biologico, così il nostro Corpo Eterico e le nostre predisposizioni astrali e mentali, ci salvaguardano da ogni interferenza esterna che non sia affine con l'equilibrio che noi stessi abbiamo instaurato.

Dunque le eventuali fatture non possono avere nessuna possibilità di colpirci se non per quell'aspetto che noi stessi abbiamo evidenziato come debolezza e stiamo coltivando come esperienza.

Ancora una volta rimane valido il detto che noi e solo noi, siamo gli artefici del nostro dolore, così come lo possiamo essere della nostra rinascita.
E' solo un atto di volontà, la giusta forma-pensiero, che sappia spazzare via ogni altra cristallizazione negativa che la nostra sofferenza potrebbe aver creato nel tempo.

 
Last Update: 21/04/2017
Powered by Esoterismo e Misteri.com  -  Copyright © 2010-2015 All Rights Reserved
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu