Forme Pensiero ed Egregore - Esoterismo e Misteri

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Forme Pensiero ed Egregore

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"Forme Pensiero"
ed
"Egregore"

Si sente molto parlare oggi di "Egregore" e "Forme-Pensiero".
Ma cosa sono davvero, alla luce della Tradizione?

Se il Creatore non si può separare dalle sue creazioni se non con il medesimo imperiale atto di volontà che le ha generate, analogamente l’uomo non può farlo con le sue creazioni mentali se non con uno sforzo.
L’uomo è un creatore, sia su questo piano con l’energia dell’Eros (con gli organi sessuali), sia su piani eterici con l’energia mentale di Filos (Padre), ed è quindi capace di emanare forme energetiche di pensiero.
Si tratta di un’espressione ignorata dalla psicologia moderna, ma è un argomento tenuto da sempre in grandissima considerazione dalla Tradizione, che ben conosce le dinamiche del pensiero, i poteri occulti e incompresi della mente umana, e le conseguenze della direzione dell’attività mentale.
Se tutto l’Essere si basa sull’energia, sull’irradiazione e sulla vibrazione, ogni pensiero umano, sia esso positivo o negativo, mira a divenire attivo e non muore facilmente, permanendo nell’astrale (sub-conscio) individuale e collettivo.
Ciò che noi crediamo è sempre una forza dominante. Le nostre credenze danno origine agli avvenimenti giornalieri. Se un numero sufficiente di noi crede, è possibile far esistere una cosa nuova. Lo stesso corpo fisico è il risultato della cristallizzazione della forma-pensiero originaria di Adamo su sè stesso. L’atmosfera mentale in cui l’uomo vive è piena di illusione, ed è campo di contatto con forme-pensiero di ogni genere.
Ve ne sono centinaia ad influenzare in modo sottile tutte le nostre scelte di vita: alcune di esse sono antichi ideali ormai superati, ma che permangono; altre sono del tutto nuove, poco potenti ma dotate di grande forza di attrazione, capaci di crescita se nutrite nel modo giusto; alcune sono intime e personali, altre dominano la collettività umana nel suo complesso.
Sono le forme assunte dalla paura, dal desiderio, dalle emozioni, dalla sensibilità all’ambiente, dall’aspirazione crescente e dai vecchi ideali, condizionamento potenti che impediscono alla luce dell’anima di illuminare la coscienza di veglia, e tengono schiava l’umanità generando annebbiamento astrale.
Le più potenti e negative sono tre:
(1) la forma-pensiero di Dominio, atta a danneggiare il campo energetico di un’altra forma considerata più piccola e modesta di sé stessi. E’ strettamente correlata al vizio Orgoglio e all’esaltazione del falso Ego;
(2) di Sottomissione o di Inferiorità, opposta a quella di dominio, che conduce a sminuire sé stessi e a perdere fiducia in sé stessi, facendoci divenire facile preda di chi al contrario è dominato dalla forma-pensiero precedente;
(3) di Annientamento, che fa credere nella distruzione, nella morte, nell’invecchiamento, nel tempo inesorabile e nella malattia, distogliendo l’anima dal ben più reale principio dell’immortalità.
Tutte sono state create dall’uomo nei diversi stadi del suo sviluppo individuale e razziale.
Ogni pensiero è energia -l’energia discende sempre dal pensiero- e cerca un canale attraverso il quale può esprimere ciò che esso racchiude in sé, producendo due effetti: una vibrazione radiante e una forma fluttuante.
Una forma-pensiero può essere dotata, quindi, di un’alta o bassa qualità vibrazionale; ciò dipende dagli ideali di chi la emana. L’effetto di questa vibrazione su sé stessi e sugli altri dipende dalla precisione del pensiero-emozione, e dalla quantità di forza ivi contenuta.
La durata della vita di una forma-pensiero dipende:
(1) dalla sua intensità iniziale (forza ivi contenuta), e (2) dall’energia che continua ad esserle fornita mediante la ripetizione del pensiero (abitudine mentale), sia da parte del suo creatore che da parte di altri.
Quanto più spesso un pensiero sarà ripetuto, tanto più intenso l’effetto. La sua vita può essere continuamente rinforzata vampiricamente dalla ripetizione del pensiero, ed una forma-pensiero nutrita regolarmente acquista una grande stabilità. Essa ha l’istinto di prolungare la propria vita, per cui reagisce sul suo creatore, tendendo ad eccitare in lui la ripetizione dello stato emotivo che l’aveva creata. Agisce allo stesso modo, sebbene meno efficacemente, con tutti gli individui con cui può venire a contatto. Se l’uomo comprende questo meccanismo perverso, può sottrarre energia alla forma-pensiero, bloccando con la forza di volontà (dominio di sè) quei meccanismi mentali che lo conducono a pensare o a desiderare qualcosa, o ad essere e comportarsi in un certo modo. Privata di energia, la forma-pensiero è sempre più debole, e tortura sempre meno il proprio creatore, fino a dissolversi. Come un atto di volontà crea attivando un circolo vizioso, un atto di volontà ancora più forte è capace di estinguerla attraverso un circolo virtuoso. Solo l’Intento (io voglio) può consentire di trascendere una forma-pensiero negativa e distorta. Quando si attiva l’Intento di dissolvere una forma-pensiero, si trasmutano le frequenze nelle quali esiste questa forma-pensiero, all’interno del proprio campo astrale. La forma-pensiero tende, infatti, ad assumere la forma di una larva energetica, o peggio di una sanguisuga, e ad attaccarsi al campo energetico umano al fine di drenare energie emozionali.
Tra le diverse discipline mentali volte ad evitare la formazione di forme-pensiero dannose (demoni), e il dissolvimento di forme-pensiero pre-esistenti ed ereditarie, vi sono due efficaci espressioni di vigilanza interiore.
La prima è induista: il Raja Joga del grande Patanjali. La disciplina regale della mente è una splendida forma di auto-disciplina mentale, il cui scopo è determinare le cause delle forme-pensiero (klesa o afflizioni) che ci dominano e torturano, e poi apportare un rimedio adeguato che consiste soprattutto nella sospensione dell’attività mentale volta a proiettare, e nel non-attaccamento tipico anche della disciplina mentale buddhista. Il Raja Joga tenta di bloccare le sovrapposizioni mentali, cancellare quelle vecchie e ridurre la mente all’essenza (Io vero, Purusha): la non-mente dei maestri Zen. Cerca di capire perché compiamo sempre gli stessi gesti, perché reagiamo a determinati stimoli ambientali sempre nello stesso modo. La causa è la “vrtti”, la forma-pensiero, ma noi diremmo che ciò è conseguenza anche dell’archetipo (imprinting), tendenze istintuali innate somma di tutte le sovrapposizioni delle vite precedenti che ci dominano dalla nascita alla morte, e che ci fa credere di essere qualcosa o qualcuno, attributi-qualità di cui l’Io puro non ha alcun bisogno e che lo ottenebrano. Con l’età adulta, l’uomo perde la purezza di pensiero tipica del fanciullo, e suscita, rafforzandoli continuamente, tutta una serie di “blocchi” psichici che appesantiscono il suo campo astrale, fondamentale ponte verso il divino. P.Matthiesen insegnava che: “ben presto il limpido occhio del bambino viene obnubilato da idee e opinioni, preconcetti e astrazioni,cosicchè il semplice libero essere si ricopre della pesante armatura dell’ego. Solo dopo anni si percepisce d’istinto di essere stati privati del fondamentale sentimento del mistero”.
La seconda forma di vigilanza è di origine egizia: la Psicostasia. I mistici medievali (e non solo) attuavano il cd. esame di coscienza, il corrispondente dell’antichissima psicostasia egiziana, la cui scienza iniziatica raggiunse il suo più alto momento negli esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola. Tutti questi metodi puntano a rendersi consapevoli dei movimenti della coscienza per bloccare i dèmoni personali (pensieri, negativi, ossessioni), osservando tutto il proprio mondo reattivo psichico, così da trasformarsi in un Vigilante, uno che veglia su di sè e attua uno degli insegnamenti-chiave di Gesù: “Siate vigilanti”, al fine di pervenire allo stato di “Re del Mondo”, ossia dominatore del proprio mondo interiore e dell’esterno. I pensieri sono semi che cadono nel perispirito astrale e poi nell’anima umida. Se non vengono riconosciuti in tempo, cominciano a germogliare e a portare quei frutti che corrispondono alla loro specie, o vanno dove agiscono grandi campi energetici che hanno un’analoga irradiazione a quella del pensiero di chi lo ha inviato. Quindi, essi passano nel Regno dei Pensieri (Akasha) da dove richiamano pensieri simili, affini vibrazionalmente e di natura analoga, costruiti da altri dominati dalla stessa illusione, forme-pensiero che si attraggono e si uniscono come goccie d’olio nell’acqua, producendo una forma di grande energia ed intensità. Essi si aggregano, formano un complesso di energia eccezionalmente potente, nota come “egrègora” o “aggregato di energia-pensiero”, e ritornano a coloro che hanno inviato il pensiero, li influenzano e cercano di provocare ciò che essi eventualmente temevano.
Non si confonda il principio dell’egrègora con gli Egregòri (gr. Egregoroi), citati nel Libro dei Segreti di Enoc XVIII:1, termine che corrisponde all’ebr. “Ir (Vigilanti)” : “Mi innalzarono al terzo cielo e là vidi una numerosa milizia, gli Egregori (Vigilanti)”. Un Egregoro è un essere celestiale, un Vivente, mentre un’egrègora è un aggregato energetico di origini umane, un’ameba energetica, dipendente da coloro che la crearono. Ad onor del vero, non esistono solo le forme-pensiero umane ma, nell’ambito di quest’universo materiale, le più potenti sono quelle generate dai corpi stellari e planetari attraverso quella che gli antichi chiamavano “musica delle sfere” : potenti irradiazioni di natura elettro-magnetica. Le stelle e i pianeti non sono corpi morti ma esseri viventi dotati di una loro coscienza, quindi capaci di generare forme pensiero dotate di un quid vibrazionale, di una certa portante, e di una precisa radianza elettro-magnetica talmente potente da influire entro distanze considerevoli. Le loro forme sono modelli di interferenza elettro-statica che mantengono l’uomo perpetuamente rinchiuso nella limitazione della coscienza. Gli influssi delle forme d’onda dei pianeti e delle stelle sui destini e sui comportamenti umani erano noti agli astrologi iniziati dell’antichità, ma oggi sono totalmente sconosciuti. E’ un argomento che approfondiremo nel seguito della trattazione.
E’ noto che i pensieri rivolti all’aspetto materiale sono vibrazioni molto basse in frequenza. Negli edifici di culto, questo genere di vibrazioni abbondano, poichè i fedeli tendono a chiedere favori materiali per la soddisfazione dell’anima animale, anzichè doni finalizzati all’evoluzione spirituale e al nutrimento della parte spirituale dell’anima. Queste vibrazioni impregnano le statue ove i fedeli pregano, e creano quella che viene detta “egrègora”. Un egrègora è di fatto un’ameba energetica, un’essenza totalmente priva di intelligenza, il cui unico scopo è preservarsi sottraendo energie. Queste energie vengono sottratte a tutti i fedeli che si prostrano nei pressi della statua, senza che neanche se ne rendano conto. Questa ameba nel corso del tempo può divenire qualcosa di estremamente potente. Non sono discorsi da fantascienza. Il grande Mosè, da Supremo Maestro e conoscitore delle potenzialità del pensiero umano, proibì al suo popolo una simile forma di adorazione, ritenuta per i motivi di cui sopra, assolutamente pericolosa, nonchè immorale e per niente rispettosa del Dio interiore. Più in generale, Mosè proibì di adorare i simulacri (contenitori), spingendo occultamente a venerare l’essenza di ogni cosa. In tal senso, coloro che non comprendono questo concetto, venerano il corpo fisico anzichè il dio interiore; e credono che il Graal sia una coppa (contenitore) anzichè il suo contenuto (acqua di vita), tant’è che il termine “vaso (gradale)”, in tedesco “veissel”, rimanda al ted. wasser e all’ingl. water che significano “acqua”.
L’invito della Tradizione è volto alla generazione di forme pensiero d’amore e legate ad ideali eterni (archetipi divini), anziché a quelle composte di bassa materia astrale.
Arthur Powell scrisse con grande autorevolezza sulla natura delle forme-pensiero: “L’astrale e il mentale sono i corpi maggiormente interessati nella produzione di ciò che chiamiamo le forme-pensiero, le quali possono essere costituite di sola materia mentale, o mentale e astrale come è nella maggior parte dei casi…Un pensiero puramente intellettuale ed impersonale sarebbe costituito solo di materia mentale.
Ma se contiene il minimo elemento di desiderio personale ed egoistico si avviluppa di materia astrale oltre che di quella mentale…Quando un uomo indirizza la sua energia verso oggetti desiderati, o è occupato in attività passionali e emotive, il corpo astrale (emotivo) proietta una parte di sé che si avviluppa di essenza elementale del piano astrale…Le essenze elementali dell’astrale reagiscono molto facilmente all’influenza del pensiero e del desiderio umano; per conseguenza, ogni impulso emanato dal corpo astrale-mentale viene immediatamente rivestito di un temporaneo veicolo di essenza elementale. Questi elementali divengono così, per un certo tempo, una specie di creature viventi, entità intensamente attive, animate dalle idèe che le produssero.
I chiaroveggenti inesperti le confondono con le vere entità viventi (Egregòri)…Tali forme pensiero-desiderio sono il frutto di Kama-Manas, la mente dominata dalla natura animale, Manas dominato da Kama…Una tal forma pensiero-desiderio ha per corpo l’essenza elementale e per anima il desiderio o la passione che l’ha prodotta, che è di per sé energia, una carica elettro-magnetica…La gran maggioranza delle forme-pensiero ordinarie hanno questa natura, perché ben pochi pensieri di uomini e donne ordinarie sono scevri di desideri, passione ed emotività… Se poi il pensiero ha un carattere spirituale, se è colorito di amore e di aspirazioni elevate o di profondi sentimenti altruistici, allora può entrarvi qualcosa dello splendore e della gloria divina” (Il Corpo Astrale). Quest’ultimo è il caso di alcuni ordini misterici (oggi di alcune scuole o arche iniziatiche) i cui membri creavano, tenendosi per mano e rispettando le polarità maschio-femmina, una catena atta a generare, tramite visualizzazione, una forma-pensiero legata ad una vibrazione-luce che diviene anche più della mera somma delle vibrazioni degli anelli della catena stessa. Essi sviluppavano una corrente nervosa, risultante della potenzialità di tutti i singoli. Questa egrègora poteva essere richiamata per diversi motivi, ed era atta a conservare perfino la storia e i segreti dell’organizzazione, essendo la somma delle menti e dei pensieri degli esseri che la emanarono. Perfino gli Esseni di Qumran e i Templari di Francia avevano la loro egrègora di gruppo, ancora vivente, e chi conoscesse il modo di evocarla, potrebbe attingere ai segreti degli Ordini. Quanto detto spiega una rivelazione criptica di Ferdinando Pessoa: “Gli ordini iniziatici sono difesi, ab origine symboli, da condizioni e da forze assai speciali che li rendono indistruttibili all’esterno.
Non intendo spiegare in cosa consistano queste forze e condizioni: mi basta indicarne l’esistenza” (Pagine Esoteriche).
Queste forze sono prettamente egregoriche. L’egrègora di un gruppo iniziatico composto da illuminati e da santi è di fatto una Sfera di luce e di energia.
Occultamente, essa è la protagonista del film “Sfera” di Barry Levinson, nel cui finale i protagonisti mostrano come sia possibile crearne una attraverso una meditazione-visualizzazione di gruppo in cui l’intento sia focalizzato e il proposito unanime; a dimostrazione del fatto che l’immaginazione (femminile) e la volontà (maschile) siano i più grandi talenti messi a disposizione dell’essere umano, sempre che siano ben utilizzati.
Il principio dell’egrègora è analogo a quello dell’inconscio collettivo di Jung. Essa è frutto della forza psichica dei gruppi umani, cosicchè ogni gruppo (politico, aziendale, sportivo ecc.) emana la sua egrègora, la quale deve nutrirsi delle emozioni del gruppo per poter sopravvivere. Alain Brethes è quello che meglio ha indagato il fenomeno negli ultimi anni.
Il ricercatore francese afferma che “un’egrègora“ è la risonanza vibratoria emessa dalla psiche di un gruppo di persone vibranti su una nota determinata. Gli atti, le emozioni, i pensieri e gli ideali di ogni singolarità costituente il gruppo, si fondono per edificare un tutto coerente, una foma di natura energetica avente una certa qualità vibratoria.
La tradizione esoterica la chiama forma-pensiero.
Benchè di essenza sottile e impalpabile, una forma-pensiero è molto più penetrante, inviluppante e percepibile di una presenza materiale. La durata di vita di un’Egrègora dipende da parametri identici a quelli validi per tutte le istituzioni umane. Quanto più esse sono vitalizzate (energizzate) e più è elevato l’impulso, tanto più sono rinforzate.
L’Egrègora è pur sempre dipendente dall’attività mentale del gruppo, per cui quando il gruppo cessa di esistere, l’egrègora non viene più alimentata e col tempo decade, a meno che non sia costituita da una grandissima forza di energia-pensiero. Ma neanche il gruppo può essere completo senza la sua egrègora” (Les Egregores). Il grave problema di quest’umanità dormiente ed impura è che l’etere è saturo di egregore negative, poichè la mente dell’essere umano è volta verso la profanità e la materia. Il problema oggi assume proporzioni apocalittiche, poichè la corruzione e la degenerazione delle forme-pensiero mai forse ha raggiunto in passato i livelli della civiltà moderna, semplicemente perché la gente sta generando più negatività di prima ed è sempre più legata all’aspetto materia.
Queste forme confluiscono nell’astrale che è sovrappopolato di forme-pensiero di paura, a tal punto che non riesce più a contenerle. Esse si attaccano alla negatività e la alimentano per sopravvivere e nutrirsi. La vera spazzatura orbitale non è data dai residui di satelliti, razzi vettori o altro, ma dalla demonìa collettiva, dalle forze del caos che un tempo erano note come “Gog e Magog” e che i Vangeli chiamano “Legione”.
Una delle segrete attività cosmiche del Cristo fu quella di purificare gli eteri da forme-pensiero distruttive che tuttavia oggi sono riapparse più forti di prima. Dal punto di vista delle gerarchie celesti, la purificazione, prima ancora che del pianeta, dovrà riguardare gli eteri. Un grande collettivo di esseri, alla fine del tempo, solo allorchè avrà sviluppato tutta la potenza del “verbo”, spazzerà via tutte le forme-pensiero corrotte e le forze egotiche planetarie, addivenendo ad un’operazione di bonifica dei piani astrali dai quali queste forme producono i loro nefasti effetti sulle menti umane.
Se l’umanità è dominata da queste egregore negative, non può certamente accedere ai mondi superiori e questo piano continuerà ad essere isolato (embargato); in tal modo, i mondi spirituali non riescono ad influenzare le attività di pensiero umane, soggiogate dall’Inconscio Collettivo o Guardiano della Soglia Planetario. Le egregore negative incombono come un’invisibile cappa soprattutto sulle città, ove lo psichismo di bassa natura è massiccio ed alimentato da un gran numero di menti, stimolate ad emanare pensieri di bassa natura da un intero sistema di potere asservito al Lato Oscuro.
I gruppi iniziatici e i mistici hanno sempre evitato di dimorare nei centri urbani e privilegiavano posti isolati per non essere contaminati o aggrediti dalle basse forme-pensiero delle masse profane.
Gli Esseni dimoravano in zone desertiche, i Templari nelle campagne tranquille del suolo francese, i mistici negli eremi. Sulle forme-pensiero che incombono sulle città, il padre della chiesa Evagrio Pontico, che dedicò un’intera vita a studiare il comportamento dei demoni, scrisse parole che possono essere facilmente estese all’abitudine degli Esseni di evitare le città e di prediligere i luoghi deserti e la solitudine per entrare in contatto con l’intimo: “Non è possibile riuscire a vivere da monaco e continuare a visitare le città, per tema che l’anima non si colmi di molte e varie immagini (forme-pensiero) che essa accoglie da fuori. Riguardo a queste, ho spesso pregato Dio perché non esistano o, se esistono, che almeno non siano tenaci. Poichè con facilità l’intelletto imprime dentro di sè le immagini e rovina, agitandosi, in pensieri diabolici” (Massime e Considerazioni lettera 41).
Non suoni blasfèmo, ma in molte religioni -compresa quella ebraica, musulmana e cristiana- l’adorazione di Dio nasconde l’inconsapevole adorazione di una gigantesca egrègora che essi chiamano YHWH, Dio o Allah.
Le masse profane hanno un approccio estremamente materialistico con la divinità, cosicchè creano gigantesce egrègore di bassa natura che poi si nutrono della forte emotività dei fedeli. Ciò che esse invocano per ottenere benefici materiali non è la presenza divina (che peraltro è in loro) ma l’egrègora cattolica, ebraica o musulmana.
Non conoscendo il nome della divinità o degli spiriti buoni, non conoscendo la giusta sonorità per invocarli, essi non fanno altro che agganciarsi all’egrègora del gruppo religioso che spingerà il gruppo a venerarla, a darle energia psichica di sostentamento. YHWH nell’Antico Testamento dice a più riprese che il suo nome non può essere conosciuto. Perfino la vocalizzazione giusta del Tetragrammaton (YHWH) è un mistero. Questo principio vale anche per un gruppo minoritario come i Testimoni di Geova. Quando essi invocano Geova, non fanno altro che richiamare l’egrègora della catena. E’ triste, ma è la pura verità conosciuta da quei pochi illuminati che sono a conoscenza della forza dello psichismo collettivo. Naturalmente, allo stesso modo in cui le forme-pensiero opprimono l’umanità che le crea, esse opprimono l’individuo che ne è l’autore, il quale nella maggior parte dei casi ha covato le sue forme-pensiero fino ad identificarsi con esse, al punto da non avere più un’esistenza indipendente.
La distruzione di questo complesso di forme-pensiero che lo tengono schiavo può avere effetti disastrosi, e ne può derivare il suicidio, una lunga malattia o una vita resa vana dalla frustrazione poichè la sua mente non vede altro che quella struttura che egli stesso si è costruita, paradossalmente con grande fatica, diventata col tempo una muraglia di pensiero con la quale si è isolato dal resto del mondo e dai suoi simili, e peggio, da sé stesso.
Occorre accettare una visione più ampia e avere una mente aperta; il che significa essere ricettivi all’universo dello spirito che sgretola tutte le certezze e i diritti apparentemente acquisiti, ma illusori perché impermanenti. L’uomo sarebbe in grado di modificare la struttura materiale e di ricondurre, a poco a poco, ciò che è raddensato in campi di vibrazione superiori, perché in lui dimorano le forze più elevate.
L’uomo ha il compito di vivificare queste forze di natura psichica-energetica e di applicarle in modo conforme alla Legge Cosmica, e per farlo deve prendere ogni misura necessaria tale da eliminare ogni ostacolo psichico all’espressione della volontà di Dio.
L’unico modo per dissolvere queste egregore che fungono da vero e proprio guardiano della soglia e che condizionano pesantemente il pensiero umano, è smettere di nutrirle bloccando l’attività-pensiero connessa e privandole gradualmente di energia. Ognuno di noi ha uno o più piccoli guardiani della soglia (doppleganger) da abbattere, corrispondenti alle ossessioni di cui è vittima. Questa è la vera maligna bestia di Apocalisse: l’ossessione che conduce alla possessione diabolica, un male generato dall’uomo stesso. Un incallito fumatore, tra i tanti esempi possibili, è aggredito dalla sua stessa ossessione, una potente forma-pensiero che si nutre delle emozioni scaricate dal fumatore stesso. Ogni volta che quest’egrègora vorrà nutrirsi, stimolerà il fumatore ad accendere una sigaretta. Solo il fumatore può distruggere la sua stessa emanazione, resistendo alla tentazione e indebolendo la forma-pensiero, a riprova che ognuno è causa del suo male ma al contempo salvatore di sè stesso attraverso l’utilizzo della forza di volontà (intento).
I veli di Iside, intesi come schermi o gusci dell’anima, non sono altro che forme-pensiero o proiezioni su di sé che velano lo splendore del corpo aurico e lo ricoprono di gusci eterici sempre più raddensati. La distruzione deliberata di tutto quello che impedisce il contatto con l’anima, le illusioni psichiche, implica il prendere quelle misure che elimineranno ogni ostacolo all’espressione della volontà di Dio. Si tratta di un lavoro di smantellamento (solve alchemico) che conduce inevitabilmente alla morte mistica, alla cancellazione di una illusoria e impermanente visione del mondo e di sé stessi. L’Antico Testamento mostra un YHWH sterminatore, e preso alla lettera, ciò potrebbe offrire l’idea di un Dio violento e partigiano. Ma lo spirito dice invece che YHWH è l’anima spirituale che sempre tenta di scrollarsi di dosso e sterminare, dentro di noi, le emanazioni della mente inferiore. Se l’Altissimo volesse riassorbire tutte le sue emanazioni (dirette o indirette), dovrebbe idealmente “sterminare” la creazione, ritraendosi in sé stesso e cessando di manifestarsi a sé stesso attraverso tutte le sue espressioni e qualità. Parallelamente, anche l’uomo potrebbe operare in tale direzione per esprimere l’Io Spirituale e conoscere sé stesso: sarebbe un distruggere per risorgere. L’iniziato che distrugge i veli non fa altro che scendere in sé stesso e penetrare nel nucleo più vero, dissipando l’annebbiamento astrale che lo legava all’aspetto materia. Ma per far questo, l’iniziato deve prendere consapevolezza di ciò che egli stesso ha creato in vite precedenti e che continua a produrre i suoi effetti nella vita attuale, secondo i più elementari princìpi della legge karmika. Saturno che divora i suoi figli è uno splendido simbolo iniziatico di questa distruzione psichica, un’immagine antica dello sforzo volto alla bonifica del proprio eterico impregnato di forme pensiero negative e ostacolanti. La mistica zoroastriana puntava proprio all’esaltazione del buon pensiero (vohu mana) per contrastare le emanazioni di Arhiman (sub-conscio) nel nostro essere, affinchè Ahura Mazda scendesse e penetrasse il fedele. Nel trattato gnostico Pistis Sophia, che testimonia di una sublime conoscenza dello psichismo da parte dei saggi di Alessandria, la mente infera, che il mazdeismo chiamava Arhiman, è chiamata “Arrogante”. Le emanazioni dell’Arrogante del nostro essere, il pensiero negativo da cui discende energia negativa, opprimono Sophia, l’anima spirituale, il vero Io: “Luce, libera le mie forze dalle emanazioni dell’Arrogante che mi opprimono” (46:24)



 
Last Update: 03/05/2017
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