Gli effetti del pensiero - Esoterismo e Misteri

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Gli effetti del pensiero

Archivio > Filosofia Esoterica
Charles Webster Leadbeater

Gli Effetti del Pensiero

Estratto dal saggio “Il lato nascosto delle cose”
Charles Webster Leadbeater (1854-1934)
BIS Edizioni

« Che cosa è dunque il pensiero e come si manifesta?
Alla vista del chiaroveggente esso si manifesta per primo nel corpo mentale e appare come una vibrazione della materia di cui questo è costituito, vibrazione che produce vari effetti i quali tutti collimano con ciò che l'esperienza scientifica del piano fisico porterebbe a prevedere. Prima di tutto vi è l'effetto prodotto sul corpo mentale stesso, che consiste anzitutto nel generare un' abitudine. Nel corpo mentale vi sono molti diversi tipi di materia e sembra che ciascuno di essi abbia un ritmo di vibrazione suo proprio al quale è più abituato, onde vi risponde prontamente e tende a ritornarvi il più presto possibile quando questo ritmo è mutato da qualche forte irruzione di pensiero o di sentimento. Un pensiero sufficientemente forte può temporaneamente far vibrare con lo stesso ritmo tutta una sezione del corpo mentale, e ogni volta che ciò accade la ripetizione di simile vibrazione si produce più facilmente. Si sta formando nel corpo mentale l'abitudine di vibrare con quel ritmo, onde l'individuo ripeterà molto facilmente quel dato pensiero.
In secondo luogo vi è l'effetto prodotto sugli altri veicoli dell'uomo, superiori o inferiori per densità al corpo mentale. Sappiamo che sul piano fisico i movimenti che hanno luogo in una specie di materia si comunicano prontamente a un altro tipo: che, per esempio, un terremoto produce una possente onda nel mare e che un disturbo atmosferico causato da una tempesta produce immediatamente nell' oceano delle increspature che tosto divengono grandi onde. Precisamente nello stesso modo un disturbo che ha luogo nel corpo astrale di un uomo (vale a dire ciò che si chiama comunemente un'emozione) induce delle vibrazioni nel corpo mentale e causa dei pensieri corrispondenti a quella data emozione. Reciprocamente, la vibrazione del corpo mentale tocca, se è di un tipo capace di toccarlo, il corpo astrale; vale a dire certi tipi di pensiero provocano prontamente un'emozione. Precisamente come la vibrazione mentale agisce sul corpo astrale che è più denso, così essa agisce anche inevitabilmente sulla materia del corpo causale che è più tenue del corpo mentale, onde il pensiero abituale di un uomo forma delle qualità anche nell' ego stesso.
Fin qui abbiamo soltanto trattato dell'effetto del pensiero sull'individuo che lo genera, e abbiamo visto che, in primo luogo, esso tende a ripetersi, e in secondo luogo che agisce non soltanto sulle emozioni, ma anche permanentemente sull'individuo stesso. Osserviamo adesso gli effetti che il pensiero produce all'esterno, vale a dire sopra l'oceano di materia mentale che circonda tutti precisamente come l'atmosfera.
Ogni pensiero produce una vibrazione che irradia in tutte le direzioni, e che può essere semplice o complessa secondo la natura del pensiero che l'ha generata. Questa vibrazione può, sotto certe condizioni, essere limitata al piano mentale, ma può anche produrre un effetto sui piani al disotto e al disopra. Se il pensiero è solamente intellettuale e impersonale (se, per esempio, colui che pensa è immerso nella considerazione di un sistema filosofico o nella soluzione di un problema di algebra o di geometria) l'onda della vibrazione toccherà soltanto la materia mentale. Se il pensiero è di natura spirituale, se commisto di amore e di aspirazione, o di profondi sentimenti altruistici, esso si innalzerà nella regione del mentale superiore o perfino potrà parzialmente rivestirsi della gloria o dello splendore del livello buddico, combinazione che lo rende eccessivamente potente. Se, d'altra parte, il pensiero è commisto con qualche considerazione egoistica o qualche desiderio personale, la sua vibrazione discende in basso e la maggior parte della sua forza si esplica sul piano astrale.
Tutte queste vibrazioni agiscono ai loro rispettivi livelli precisamente come una vibrazione di luce o di suono sul piano fisico; esse irradiano in tutte le direzioni diminuendo di intensità in ragione della loro distanza dall'origine. Conviene rammentare che le irradiazioni toccano non solo l'oceano di materia mentale che ci circonda, ma agiscono altresì sopra i corpi mentali che si trovano in tale oceano. A tutti è noto l'esperimento in cui facendo suonare una nota sul piano o sul violino si ottiene la risposta della nota corrispondente di un altro istrumento della stessa specie accordato nella stessa chiave. Precisamente come la vibrazione iniziata in un istrumento è trasmessa attraverso l'aria e agisce sopra l'altro istrumento, così la vibrazione del pensiero iniziata in un corpo mentale è trasmessa alla materia mentale circostante e si riproduce in un altro corpo mentale, il che significa da un altro punto di vista che il pensiero è contagioso. Torneremo più tardi su questa considerazione.
In quarto luogo ogni pensiero produce non solo una vibrazione, ma anche una forma, un oggetto definito e separato, dotato di forza e di vitalità di una certa specie, il quale in molti casi si comporta in maniera non dissimile da quella di una creatura dotata di vita temporanea. Questa forma, come la vibrazione, può essere soltanto sul piano mentale, ma più di frequente scende sul piano astrale e produce il suo più grande effetto nel mondo delle emozioni.[………]
Per il momento non ci occupiamo della loro apparenza, ma dei loro effetti e del modo in cui possono essere utilizzati.
Esaminiamo separatamente l'azione di queste due manifestazioni del potere del pensiero. La vibrazione può essere semplice o complessa secondo il carattere del pensiero, ma la sua forza è riversata principalmente sopra l'uno o l'altro dei quattro livelli di materia mentale, i quattro sottopiani che costituiscono la divisione inferiore del piano mentale. La maggior parte dei pensieri dell'uomo ordinario si aggira intorno a lui stesso, intorno ai suoi desideri e alle sue emozioni; essi sono perciò vibrazioni del più basso sottopiano di materia mentale; invero la parte del corpo mentale corrispondente a essi è la sola che per ora sia completamente sviluppata e attiva nella gran maggioranza degli uomini. Non bisogna dimenticare a questo riguardo che la condizione del corpo mentale è molto diversa da quella del veicolo astrale. L'uomo colto della nostra razza ha il corpo astrale pienamente sviluppato come quello fisico e può usarlo come un veicolo di coscienza. Non ha ancora l'abitudine di usarlo molto e per conseguenza è timido e diffidente dei suoi poteri; ma i poteri astrali sono presenti ed è solo questione di abituarsi a usarli.
Quando l'individuo funziona sul piano astrale, sia durante il sonno che dopo la morte, è capace di vedere e di udire e può muoversi ovunque a suo talento.
Tuttavia nel mondo celeste egli si trova in condizioni ben diverse, poiché il corpo mentale non è ancora pienamente sviluppato, essendo la razza umana occupata attualmente appunto a evolverlo. Il corpo mentale può essere adoperato come veicolo solo da quelli a cui è stato insegnato a usarlo da qualche istruttore che appartiene alla Grande Fratellanza degli iniziati; nell'uomo ordinario esso è solo parzialmente sviluppato e non può essere adoperato come veicolo separato e cosciente. Nella maggioranza degli uomini le parti più alte del corpo mentale sono tuttora inattive, anche quando le parti inferiori sono in piena attività. Ciò implica necessariamente che mentre tutta l'atmosfera mentale è in stato di violente vibrazioni appartenenti ai sottopiani più bassi, vi è per ora relativamente poca attività sopra i sottopiani più alti, fatto che converrà tenere a mente quando veniamo a considerare la possibilità pratica del potere del pensiero. Tal cosa ha pure una grande influenza sulla distanza a cui può giungere un' onda di pensiero. Per meglio comprendere questa cosa possiamo prendere un'analogia dall'azione della voce di un oratore: egli può farsi udire fino a una certa distanza che dipende dalla potenza della sua voce e che nel caso di una forma-pensiero dipenderebbe dalla forza delle vibrazioni; ma la distanza a cui si possono comprendere le parole dell'oratore è questione affatto diversa, e dipende spesso più dalla chiarezza della sua enunciazione che dalla portata della sua voce.
Nel caso di una forma-pensiero la chiarezza di enunciazione è rappresentata dalla chiarezza e dalla precisione dei suoi contorni. Più di un individuo che non è stato educato nell'arte di parlare in pubblico potrebbe emettere un grido capace di penetrare a grande distanza, pur essendo assolutamente inintelligibile. Precisamente nello stesso modo un uomo che sente fortemente, ma non è educato nell'arte di pensare, può generare una potente forma-pensiero capace di trasmettere fortemente il sentimento che l'ha ispirata, un sentimento di timore, di terrore o di sorpresa, eppure questa forma-pensiero sarebbe così incerta nei suoi contorni da non poter trasmettere alcuna idea della natura o della causa dell'emozione. È quindi evidente che la chiarezza del pensiero è altrettanto necessaria quanto l'intensità di esso. Di nuovo la voce dell' oratore può essere chiara e forte, e le sue parole perfettamente udibili da un punto in cui un individuo si trova, eppure le parole non avrebbero senso se questo individuo fosse assorto in qualche altra occupazione e non prestasse alcuna attenzione a esse. Anche questo ha la esatta corrispondenza nel mondo del pensiero. Si può generare un pensiero chiaro e forte e anche dirigerlo intenzionalmente a un' altra persona, ma se la mente di questa è interamente occupata da altre cose la forma-pensiero non può produrre alcuna impressione sul suo corpo mentale. Spesso gli individui che si trovano in uno stato di timor panico non odono nemmeno i consigli o gli ordini che son loro dati ad alta voce; sotto la stessa influenza essi sarebbero ugualmente inaccessibili alle forme-pensiero. Tuttavia la maggior parte degli uomini non sa pensare affatto, e anche quelli che sono un poco più avanzati raramente pensano con chiarezza e con intensità, salvo nei momenti in cui sono occupati in qualche affare che richiede tutta la loro attenzione. Di conseguenza possiamo dire che gran numero di menti intorno a noi si trovano in uno stato di vacuità, pronte a ricevere qualsiasi seme che gettiamo in esse.»

Charles Webster Leadbeater
 
Last Update: 03/05/2017
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