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I miracoli dei cartografi

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I miracoli dei cartografi

Estratto dal libro
"Il mistero della genesi delle antiche civiltà"

di Alan F. Alford


La cartografia moderna iniziò con l'età delle scoperte - un periodo durante il quale gli esploratori ottennero grande fama grazie alle loro spedizioni in territori sconosciuti.
L'epoca prese l'avvio con i tre viaggi di Colombo alle Bahamas, Portorico e Haiti tra il 1492 e il 1498. Nel 1500-1501 ci fu il viaggio dell'esploratore fiorentino Amerigo Vespucci (a cui il continente americano deve il suo nome), il quale costeggiò l'attuale Venezuela e il Brasile per poi tornare indietro non appena raggiunse le coste dell'Uruguay. Tra il 1519 e il 1522, il navigatore portoghese Magellano costeggiò praticamente tutta l'America meridionale
(4). E nel 1530 Francisco Pizarro, un avventuriero spagnolo, salpò da Panama ed arrivo in Peni; anni dopo tornò per conquistare ed esplorare questo territorio sia verso l'interno sia lungo la costa. Si attribuisce a questi grandi viaggi la scoperta di nuovi mondi mai prima esplorati o mappati (ci viene chiesto di non badare troppo al fatto che lì comunque, c'erano già delle popolazioni). Ma nel Museo TopKapi di Istanbul ci sono due mappe straordinariamente precise note come "Piri Re'is", contemporanee dell'età delle scoperte e che dunque, secondo i paradigmi storici, non dovrebbero nemmeno esistere.

La prima mappa reca una data musulmana equivalente al 1513 d.C., accompagnata da un'annotazione che fa riferimento alle carte adoperate da Colombo. Questa mappa copre la penisola iberica, la costa occidentale dell'Africa, le Isole Canarie, le Azzorre, l'Oceano Atlantico, le Indie occidentali, la costa orientale del Sudamerica e quella antartica fin quasi all'Africa.

La seconda mappa Piri Re'is, datata 1528, riguarda Groenlandia, Labrador, Terranova, la costa orientale canadese, la costa orientale del Nord America sino alla Florida, e Cuba. Si ritiene che possa essere esistita una terza carta geografica riguardante Europa, Asia e Oceano Indiano
(5). L'aspetto straordinario delle mappe Piri Re'is è il loro livello di accuratezza. La costa orientale del Sudamerica, nella mappa del 1513, arriva alla punta della Patagonia, una costa che nella sua interezza avrebbe dovuto essere sconosciuta, a quel tempo.

Uno studio compiuto da Charles Hapgood conferma che questa carta geografica mostra in modo corretto la catena delle Ande e i fiumi che scendono a est da essa (per esempio il Rio delle Amazzoni), zone che nessuno degli "scopritori" di quei tempi aveva tentato di esplorare
(6). Hapgood riscontrò che erano state disegnate talune zone della costa pacifica del Sudamerica, e dichiarò che "i disegni delle montagne indicano che esse sono state osservate dal mare, da navi che costeggiavano quelle zone e dunque che non sono state immaginate".

Ancor più notevole è il fatto che le mappe Piri Re'is raffigurano in modo accurato le caratteristiche fisiche del continente antartico - isole, fiumi e coste. Ma il continente antartico è da millenni ricoperto da ghiaccio spesso qualcosa come 1500 m
(7). Ufficialmente questa terra è stata scoperta soltanto nel 1820, ed è tra il 1957 e il 1960 che un'esaustiva esplorazione sismica ha rivelato la natura vera di quel continente, descrivendolo appunto dotato di alte montagne (8). Dato che le mappe Piri Re'is sono state scoperte nel 1929, 28 anni prima che la scienza moderna fosse in grado di appurare cosa ci sia sotto quei ghiacci, non possono certo essere il Prodotto di inganno.

Non meno incredibile della raffigurazione di Antartica si è dimostrata eccezionale accuratezza del posizionamento in quelle mappe delle diverse aree geografiche. Per esempio, Gibilterra viene data a 35° di longitudine nord e a 7° di latitudine ovest; a fronte degli studi geografici moderni la differenza è non più di uno o due gradi rispettivamente. Analogamente, le Canarie venivano segnalate con differenze di un grado in entrambe le direzioni rispetto alle carte moderne
(9).
Un'indagine svolta dal cartografo americano Arlington Mallerey trovò inizialmente che tutte le caratteristiche fisiche indicate nelle Piri Re'is erano giuste ma situate nei posti sbagliati. Successivamente, con l'aiuto di Walters, dell'ufficio idrografico della Marina Americana, Mallerey elaborò un reticolo ricavato dalle mappe e lo traspose su un globo. L'accuratezza della mappa risultante indicò una conoscenza della trigonometria sferica così profonda da lasciare sbalorditi gli scienziati
(10).

In seguito agli ulteriori studi compiuti su queste mappe venne tenuta il 28 agosto 1958 una conferenza stampa, sponsorizzata dal cartografo della Marina. Gli organizzatori dichiararono: "...non riusciamo a capire come abbiano potuto ottenere delle mappe di tale precisione senza l'aiuto di mezzi aerei. Rimane il fatto che queste mappe le hanno effettivamente disegnate e che, inoltre, hanno calcolato i gradi di longitudine in modo totalmente esatto, qualcosa che noi siamo riusciti a fare soltanto da 200 anni a questa parte"
(11).

Ma le mappe Piri Re'is non sono un caso isolato. Altre carte geografiche antiche del mondo, quali la mappa Oronteus Finaeus del 1531 e la mappa Zeno del 1380, sono state sottoposte a studi analoghi e hanno dato analoghi risultati. A proposito della mappa di Oronteus Finaeus, che mostra anche caratteristiche geografiche e fisiche del continente antartico oggi invisibili, il capitano Burroughs, capo della us Air Force Carto-graphic Section, ha dichiarato: "È nostra opinione che l'accuratezza delle caratteristiche cartografiche mostrate dalla mappa di Oronteus Finaeus indica, oltre ogni dubbio, che è stata disegnata traendo notizie precise da altre mappe esistenti del continente antartico".

Alcuni degli antichi cartografi attribuivano in modo esplicito le loro conoscenze a mappe ancora più antiche, ed è del tutto possibile che queste risalissero al tempo dei Fenici, i grandi navigatori del i millennio a.C.(12). Ma i Fenici dove attinsero queste conoscenze? Tutte queste carte geografiche hanno provocato una profonda rivalutazione di ciò che le antiche civiltà sapevano. Charles Hapgood ha riassunto così i risultati delle sue ricerche: "Appare evidente che gli antichi navigatori andavano da polo a polo. Per quanto incredibile possa sembrare, tutto lascia intendere che taluni popoli antichi esplorarono il continente antartico in un epoca in cui le sue coste erano libere dai ghiacci... le documentazioni rappresentate dalle mappe antiche sembrano suggerire l'esistenza, in tempi remoti, cioè prima del sorgere delle culture a noi note, di una vera e propria civiltà progredita che aveva sede in una precisa zona ma con commerci che interessavano tutto il mondo, oppure che rappresentava una vera e propria una cultura di tipo mondiale".


4.-Magellano prese la via più breve passando per lo stretto che porta il suo nome invece di costeggiare l'estremità della Patagonia a Capo Horn.
5.-Si può dedurre l'esistenza di questa mappa andata perduta dal fatto che le altre due S(->no in parte strappate, e paiono essere state parti di una carta geografica più grande.
6.- C Hapgood, Maps of thè Ancient Sea Kings, Philadelphia-New York, Chilton Books, 1966.
7.-Si ritiene che i ghiacci antartici si siano formati intorno al 4000 a.C. Vedi ivi, pp. 96 e 98
8.-All'esplorazione condotta nel 1957 (l'Anno geofisico internazionale) fece seguito Quella della SDedizione antartica ando-svedese del 1960.
9.-Queste piccole differenze possono forse essere spiegate dal fatto che le mappe sono state più e più volte ricopiate nei secoli; è possibile che la carta originale fosse invece del tutto esatta.
10.-La trigonometria sferica è il metodo per proiettare caratteristiche sferiche su una superficie piana.
11.-Warren, l'organizzatore della conferenza, citato in E. von Daniken, In Search ofAn-cient Gods, Souvenir Press, 1973, pp. 136-7.
12.-I Fenici abitavano i tenitori del Libano e della Siria attuali; si dice che nei loro viaggi raggiungessero la Cornovaglia, le Isole Scilly e che circumnavieassero l'Afrira.



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Last Update: 17/01/2017
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