Il mistero del sogno - Esoterismo e Misteri

<br />        
Vai ai contenuti

Menu principale:

Il mistero del sogno

Archivio > Paranormale

Il mistero del sogno

di Umberto Ridi

Nella ricerca del mistero che rappresenta l'uomo, i sogni indubbiamente sono da mettere al primo posto. Nei sogni, infatti, si è veramente liberi di esprimere il nostro comportamento più autentico.
Si può dire, citando Pier Daco', che "Dalle pieghe più nascoste della notte si affacciano le più profonde verità".
In una vita media l'uomo passa più di sette anni sognando.
Per sette anni l'individuo frequenta un mondo radicalmente diverso dalla realtà quotidiana, sperimenta passioni ed esperienze così profonde da non aver paragone con nessun'altra e le vive con un'intensità che solo il ricordo da sveglio fa impallidire.
Molti affermano di non sognare; in realtà queste persone sognano come gli altri, ma non ricordano i loro sogni.
Infatti sappiamo l'importanza terapeutica del sogno. La soppressione di questo, nelle cavie, ha determinato prima un comportamento aggressivo, poi l'insorgenza di allucinazioni, e infine la morte per insufficienza surrenale.
Il sogno dunque non è utile solo per la nostra sanità mentale, ma addirittura per la nostra stessa vita.
Sorge quindi il problema che se il sogno è così importante per la nostra salute, quali sono i significati di quelle che, da svegli, appaiono fantasie senza senso?
Non si può dire che l'uomo abbia trascurato questo problema.
Infatti, la più antica chiave dei sogni risale alla civiltà egiziana del Medio Impero, circa 2000 anni prima di Cristo. Successivamente ci furono i Babilonesi con un'opera scritta verso il 650 a.C., poi i Greci, gli Arabi, ma si trovano anche interpretazioni frammentarie nella letteratura persiana, indiana, cambogiana, cinese e giapponese; fino ad arrivare all'epoca moderna con l'interpretazione dei sogni di Freud, pubblicata nel 1900, a cui segue, nel 1938, la nuova scuola di Jung.
Queste due ultime scuole, ancora oggi, insegnano e dirigono le principali correnti interpretative. Per molti aspetti sono concordi, per molti altri si discostano. Sintetizzando si può dire che mentre Freud, nel sogno vede principalmente lo scarico delle nostre tensioni, e vede l'inconscio come una specie di "pattumiera" del nostro essere, Jung, invece, ne coglie l'aspetto creativo e spirituale ritenendolo "il Sapiente" che è in ognuno di noi, il quale aiuta non solo a realizzare nel sogno i nostri desideri repressi, ma può anche indicare vie nuove che non ci è possibile trovare da svegli.
Con non troppa fantasia si può arrivare anche a pensare che un mondo diverso, che appartiene allo spirito, con un linguaggio spesso misterioso, ci parli e ci guidi.

Ma perché deve essere così misterioso e incomprensibile?


Perché il linguaggio è quello della nostra anima, ed il dialogo necessariamente rimane segreto per l'uomo, fino a quando, però, il nostro impegno non ci porti a voler conoscere l'alfabeto delle passioni e delle aspirazioni umane, cioè l'alfabeto dell'anima che, ripeto, è l'unica a poter dialogare con la dimensione più profonda dello spirito e che fa da ponte di congiunzione fra questo e il nostro io cosciente.
Così, quando il corpo riposa e il pensiero, condizionato dai sensi sovraeccitati, si quieta, ecco che dall'ignoto qualcosa emerge portando alla luce la vera natura delle nostre aspirazioni e desideri: dolci malinconie, struggenti richiami, paradisi perduti, sentimenti ritrovati. E dietro tutto questo c'è il vero burattinaio che sapientemente ci mette in evidenza ciò che siamo e dove stiamo andando aiutandoci non solo a capirci, ma anche a scegliere ciò che è giusto per noi.
Egli non ha linguaggio, non ha schemi comportamentali, non ha etica né morale, ma è la vera radice della vita che noi esprimiamo, è il vero nostro essere che rappresentiamo in maniera parziale ed estremamente ridotta.
Non può, dunque, arrivare a noi se non con il linguaggio della nostra anima spesso repressa e insoddisfatta, ed egli la guida nel sogno facendo trapelare tutti i messaggi e le illuminazioni che noi gli permettiamo.
Come sarebbe bello se, quietate le passioni, sedati i tumulti egoistici della mente, il vero essere potesse arrivare puro alla coscienza; sarebbe certamente la totale illuminazione, il vero spirito che potrebbe manifestarsi nella sua, seppur relativa, totalità.
D'altra parte i nostri limiti sono voluti per, poi, comprendere meglio l'illimitato, e a questi ci dobbiamo attenere. Ma abbiamo anche il dovere di superarli là dove uno spiraglio si apra ad indicarci la via.
Sono convinto che ogni situazione ha sempre due spiegazioni: quella razionale e quella del cuore.
Forse il limite del razionale può scivolare nel pensiero immaginifico riunificando le prospettive.
Per me il sogno rappresenta questa riunificazione, la porta del trascendente, non mai varcata ma indicativa del movimento della nostra anima che chiede la libertà che le è propria.
Forse, però, non siamo ancora pronti.

Qui di seguito inserisco un dialogo interessante estratto dal libro "Maestro Perchè" - Edizioni Mediterranee.



Che cosa accade nel momento in cui noi ci addormentiamo?

Vi è come uno svincolamento. Allo stato di veglia, l'uomo è costretto a certe regole, non può creare liberamente delle situazioni oniriche come fa quando sogna. Allora, nel momento in cui si addormenta, si svincola veramente e propriamente da questa situazione fisica ed ha una maggiore libertà di esprimere i suoi motivi, che possono anche essere non validi.        
Non sempre il sogno racchiude un significato psicologico profondo; a volte ottempera semplicemente all'esigenza di uno sfogo.
Avrete fatto caso che, durante il periodo della veglia, ci sono delle persone più fantasiose che si incantano, seguono un loro pensiero e fanno una loro storia; talora prendono degli episodi della storia della loro vita, li trasformano e cominciano a sognare ad occhi aperti che le cose vadano nel modo che le soddisfi. Ecco, questo è nè più nè meno che uno sfogo psicologico. Ciò avviene, in misura maggiore, nel sonno.        
Questi sfoghi non sono cose importanti, che riguardano problemi esistenziali; spesso riguardano stati d'animo transitori; per esempio, il bisogno di essere ascoltati dagli altri, i superiori, i notabili e così via, può costruire un sogno ad occhi aperti nel quale ci si rappresenta mentre si risponde loro in modo molto efficiente, molto convincente, e si è ascoltati con molta attenzione. Ciò deriva dallo svincolarsi da quella che è la realtà fisica, la quale non obbedisce immediatamente al desiderio e lascia spazio per uno sfogo a delle necessità  psicologiche: sia il sogno diurno ad occhi aperti che quello notturno vero e proprio.          
Praticamente, non succede niente. Non è vero che, durante il sonno, il veicolo astrale si allontani sempre dall'individuo e giri per il piano astrale incontrando questo e quello. Ciò può succedere oppure, per la maggior parte delle volte, non succedere. In genere, l'individuo  rimane ripiegato su se stesso, con i sensi del corpo fisico assopiti, la consapevolezza riguardante il piano fisico allentata, isolata; egli rimane in un suo mondo interiore, il quale esprime certi bisogni psicologici o segue certe fantasie che la mente libera può mettere in atto.       
Talaltra, più di rado, può accadere che l'individuo durante il sonno si allontani con il suo veicolo astrale; e sono quelli i sogni di un certo significato.  
Tali sogni si possono riconoscere: ad esempio, sognare di volare è indice e traduzione proprio di un piccolo volo astrale. Ora, il fatto di viaggiare nel piano astrale non comporta però una visione chiara di quello che può star facendo o vedendo.  
La mente svincolata dall'appiglio che è il piano fisico può tradurre certe cose con simboli assurdi e di difficile decifrazione, al momento del risveglio. Solo conoscendo i tranelli della mente e la simbologia dei sogni, con un po' di acume e con molta fantasia ed intuizione si può riuscire a capire, dietro il velo simbolico, il significato delle immagini oniriche.  
Ma ci vuole molta cautela nell'interpretare i sogni, perchè i simboli cambiano da un individuo all'altro, sono per ciascuno diversi. Oltre ad uno studio approfondito, bisogna avere una grandissima intuizione per riuscire a capire il messaggio cifrato.

Perchè si sognano di rado le persone che ci hanno o abbiamo amato mentre se ne sognano altre che ci sono indifferenti?

La mente, quando sogna, si sgancia da quella che è la logica della veglia, per cui indagare i sogni con la logica che l'uomo conosce e segue nella veglia  è seguire e cercare qualcosa con uno strumento non adatto.             
La domanda sarebbe giusta se i sogni non fossero che il ricordo di impressioni avute durante lo stato di veglia; allora avrebbe senso domandarsi come mai si sognano certe persone e non altre. Quelle più vicine, infatti, dovrebbero essere più sognate di quelle che, invece, si vedono più raramente.
Ma siccome  il sogno è solo in minima parte il ricordo di situazioni della veglia, allora la domanda cade: infatti, se il sogno non è un ricordo della veglia, che cosa andare a cercare nel sogno che appartenga alla veglia? Ben poco.         
Piuttosto, si sognano certe persone non perchè sono particolarmente legate dall'affetto - e può essere anche - ma perchè sono simboli di un certo stato d'animo che chi sogna collega a quelle persone. Si può trovare il simbolo della madre non nella figura della madre di chi sogna, per esempio, ma in un albero di fico: sì, perchè il fico, allorchè si taglia una foglia, geme del latte; e in questa immagine del latte che viene fuori dalla parte staccata c'è il collegamento con la figura materna.
Ecco che cosa sono i sogni: qualcosa che una scienza, anche approfondita, non riuscirà mai a chiarire completamente, perchè ciascun uomo che sogna ha un suo simbolismo, un suo modo di collegare le immagini ai concetti.

Sui sogni che non si ricordano.

Non c'è dubbio, si sogna sempre, dormendo. Sempre.
Il fatto di non ricordarselo riguarda la contingenza.
Posso dire che quando non si ricorda il sogno è perchè esso ha una dinamica molto viva, non vorrei dire tragica, benchè generalmente i sogni siano dei piccoli drammi. Se il dramma colpisce il ricordo, uno se ne ricorda; ma quando si tratta di sogni che non hanno una dinamica interessante, un soggetto che non colpisce l'attenzione di chi sogna, allora è facile dimenticarsene.         
C'è anche questo da dire: colui che ha raggiunto un certo equilibrio può darsi benissimo che abbia dei sogni più pacifici e quindi li ricordi meno.

Su certi fenomeni tra la veglia e il sonno: senso di irrigidimento del corpo, impressione di precipitare nel vuoto.

Queste sensazioni corrispondono a quelle che si provano nello sdoppiamento, sentendosi liberi per la prima volta dal corpo fisico. Capita che l'improvvisa sospensione e l'inconsueto rapporto con la materia crei la paura di precipitare o di annegare o di soffocare. Siccome nell'astrale tutto ciò che si pensa con una certa emozione avviene, si possono originare situazioni spiacevoli anche se fittizie. Non è pertanto consigliabile forzare i tempi, ma piuttosto lasciare che l'evoluzione e la comprensione di certi fenomeni sviluppi la forza di pensiero e la chiarezza necessarie per avviarsi a queste pratiche.         
Nelle antiche scuole di iniziazione si facevano le famose prove dell'aria, dell'acqua e del fuoco proprio per verificare la cessazione di certe paure istintive prima di insegnare agli adepti lo sdoppiamento.

Sul sonno e le facoltà paranormali. Sogni premonitori e contatti coi trapassati.

Durante il sonno possono venire alla superficie  e all'uso le facoltà cosiddette paranormali. Non a tutti, certo, ma a coloro che hanno una certa predisposizione. E' facile perciò, durante il sonno, che si abbiano delle forme di veggenza e di premonizione di avvenimenti che poi si verificano.
Si colgono più, facilmente avvenimenti legati ad uno stato di emozione, e per questo a chi fa sogni profetici accade spesso che sogni avvenimenti dolorosi o che comportino sensazioni dolorose, che del resto sono le più avvertibili e quelle che meglio si ricordano.
Durante il sonno è poi possibile vedere anche cari trapassati, e vederli vivi, in condizioni migliori di  quanto lo fossero prima di trapassare.  
Molte volte questi sogni sono veritieri, non sono dovuti solo al desiderio di rivederli. E sapete come si può fare per distinguere una creazione del proprio desiderio dal vero contatto con questi cari trapassati? Se li sognate sofferenti, con la stessa età nella quale sono trapassati, o come se non fossero ancora morti, cioè come  se si trattasse proprio di un ricordo che conservate di loro, allora è un vostro desiderio che vi spinge a sognarli. Mentre quando li vedete sorridenti, felici, pieni di salute, allora è chiaramente un loro contatto, vero e reale.

Su luoghi visti in sogno e poi visti nella realtà come erano stati sognati.

La veggenza ha varie forme. I poteri extrasensoriali, i poteri del corpo astrale non si manifestano mai in modo netto, inizialmente. Essi hanno un'evoluzione che comprende fasi molto rudimentali, all'inizio, e poi fasi nitide e ben delineate. Così, all'inizio la cosiddetta veggenza può essere un semplice intuito. Ed è già una buona cosa, perchè non tutti gli uomini hanno l'intuizione.
Ma l'intuizione non è ancora la visione: è il contenuto della notizia senza vederne i particolari. Andando avanti nella scala dei poteri psichici, si trova la veggenza vera e propria.          
Tanto l'intuizione che la veggenza vera e propria possono essere spaziali e temporali. Che cosa vuol dire? Se hai la percezione che un tuo amico giace a letto ammalato, tu hai una forma di intuizione semplicemente spaziale, che non va al di là del tempo. Mentre la forma di intuizione e di veggenza temporale è quella che può riguardare avvenimenti - rispetto al tuo tempo - antecedenti o successivi: puoi vedere una scena della rivoluzione francese o una scena dell'umanità del Duemila.             
Ciò non va confuso con la reminiscenza: in questo caso si tratta di rivedere luoghi conosciuti in un lontano  passato, con tutti i particolari che riguardano quell'epoca.

Come riposano i corpi astrale e mentale.

Sapete quanto sia difficile non pensare a niente. Chi vi riesce?           
Concentrarsi significa pensare ad una sola cosa e solamente a quella: con la propria mente fissare quella cosa, e ordinare alla mente di pensare quella cosa senza che essa svicoli, senza che sfugga, che crei od operi di fantasia.

Il corpo mentale è un corpo che non ha riposo.          

Anche il corpo astrale segue un cielo di riposo, nel senso che a delle sensazioni violente cerca di far seguire delle sensazioni tenui: tra periodi di euforia e periodi di depressione è il riposo del corpo astrale.          
Mentre il corpo mentale non ha mai riposo. Per  sua natura è vivissimo, prontissimo, duttile e malleabile, abituato ad essere sottoposto ad una infinità di sollecitazioni,  che vengono dal corpo fisico e dall'astrale, e anche dalla coscienza, quando c'è, e più ancora dal Sè spirituale.              
Direi quasi che il riposo del corpo mentale è in questo continuo mutare.           
La concentrazione non è tanto difficile a raggiungersi quanto a mantenersi; e non stanca tanto il voler concentrarsi quanto il voler continuare nella concentrazione: perchè concentrarsi è dare una nuova direzione all'attività del corpo mentale, quasi una nuova natura.

Il sonno e il sogno.

Nel periodo del sonno, quando l'individuo non dirige neppure in minima parte l'attività del corpo mentale, ecco che le immagini si scatenano: ed ecco i sogni. Il sogno non è che il pensare allo stato libero, spontaneo, del corpo mentale.          
Non è il cervello che sogna: questo dovete tener sempre presente.         
Vi sono anche sogni astrali. Il corpo astrale è ansioso di nuove sensazioni: ad un ciclo di sensazioni gioiose cerca di far seguire un cielo di sensazioni dolorose, anche piangendo. E quante volte avete sognato di piangere, e con quanta soddisfazione! Questo è un sogno astrale: è uno stimolo, una necessità del  veicolo astrale, non dominato da voi, il quale segue la sua vita naturale e cerca di soddisfare le sue necessità inventando  qualcosa.         
Quando l'individuo dorme, cioè abbandona la ristretta possibilità che ha di dirigere l'attività del suo corpo mentale, ecco che il veicolo mentale segue tutto un insieme di impulsi che vengono non solo dalla parte consapevole ma anche inconsapevole o subconsapevole: anche impulsi telepatici, reminiscenze di altre incarnazioni, eccetera.


Articolo di: Umberto Ridi
Proveniente da: [link:3]http://www.facebook.com/groups/101850800148/[/link:3]
Copyright - Tutti i diritti riservati all'autore - Riproduzione vietata


Share


 
Last Update: 20/04/2017
Powered by Esoterismo e Misteri.com  -  Copyright © 2010-2015 All Rights Reserved
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu