Il mistero della Flotta Templare - Esoterismo e Misteri

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Il mistero della Flotta Templare

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Il mistero della Flotta Templare

di:
Enrico Baccarini

Continua la nostra indagine sull'Ordine del Tempio.
Dove e cosa occultarono i Poveri Cavalieri?

Da secoli gli storici si sono interessati ai mille misteri che si legano all’ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, conosciuto comunemente come Ordine dei Cavalieri Templari.
Misteri che si legano agli oscuri riti di iniziazione cui giovani apprendisti si sarebbero dovuti sottoporre, e che si legano alle conoscenze che si affermava fossero detenute dalle alte sfere dell’Ordine.
Pochi ricercatori si sono chiesti però che fine fece la flotta navale dell’Ordine del Tempio, flotta che nei secoli precedenti era stata uno dei motori trainanti non solo delle crociate, ma anche del commercio e della sicurezza nei mari da essa controllati. Oggi sappiamo quasi tutto, o almeno più plausibilmente riteniamo di conoscere quasi tutto, di questo affascinate Ordine avvolto nel mistero e nelle mille interpretazioni e riadattamenti che la storia conosce.
Tra le ipotesi avanzate poche si sono però soffermate a prendere in considerazione quale fu la rotta finale delle principali navi dell’Ordine, quale fu il loro ultimo carico e soprattutto chi e cosa riuscì a mettersi in salvo.
Diversi studiosi si sono interessati negli ultimi anni alla risoluzione di questo enigma, proponendo interessanti ipotesi che potrebbero realmente spiegare molti lati oscuri relativi alla fuga degli ultimi esuli dell’Ordine.
Il mistero e il fascino che si legano ai cavalieri dal bianco mantello hanno fatto nascere nel corso dei secoli decine di leggende su conoscenze segrete, antichi riti e rotte impossibili, fino a palesarci scenari certe volte incredibili e altre volte assurdi, ma in alcuni casi estremamente validi seppur scartati o "non considerati" dalla storiografia ufficiale per le più disparate ragioni. In questa categoria entra a pieno titolo il mistero della scomparsa della Flotta Templare, non tanto per la curiosità di sapere dove potessero essere scomparse le navi in questione, quanto piuttosto per sapere cosa potessero celare.
Il mito moderno sorto su questi cavalieri, definito solitamente "templarismo", ha i suoi albori verso la metà del XIX secolo quando un vero e proprio revival cavalleresco-conoscitivo portò diversi individui a costituire, e a sviluppare o a sfruttare, il nome ed i pochi dati sui Templari per propugnare a vario titolo le loro presunte conoscenze o i loro segreti. A questo oggi si assommano le centinaia, se non migliaia, di libri che anche nel nostro paese sono stati pubblicati al riguardo.
Teorie più o meno fantasiose si assommano a nuove scoperte o ad ipotesi stimolanti ed interessanti. Tale guazzabuglio rende però difficile trovare la strada verso quella che potrebbe essere l’effettiva realtà storica. Il compito degli studiosi è proprio quello di compiere questo minuzioso lavoro di studio e di ricerca per rendere poi disponibili i risultati delle ricerche e i nuovi dati che ne emergono.
Per quanto riguarda la marina templare di essa oggi possediamo poche informazioni, per lo più tramandateci dai ben pochi documenti rimastici e dalle narrazioni del periodo. Comunque si voglia dipanare questa matassa è comunque fondamentale constatare come, data la sua importanza ed il ruolo svolto in veste di protettrice della fede cristiana e dei suoi pellegrini, la flotta templare dovesse essere costituita da navi ben equipaggiate e dotate di strumenti difensivi ed offensivi notevoli.
Migliaia di pellegrini, i crociati, lo stesso re francese San Luigi, utilizzarono le navi templari per i loro spostamenti. (1)
La domanda che da sempre attanaglia gli studiosi ed i curiosi dei Templari è se sia realmente esistito, e se esista a tutt’oggi, un tesoro appartenuto a questo Ordine. Quale potrebbe essere la sua natura, i suoi segreti e le sue ricchezze?
Dai documenti storici sappiamo che l’Ordine Templare fu, nel momento di massimo splendore, la forza più potente che tutto il mondo allora conosciuto avesse mai visto.
Immense ricchezze erano depositate presso il Tempio di Parigi, come in molte altre commanderie sparse per tutta l’Europa. I traffici commerciali e marittimi erano sinonimo di sicurezza se ci si affidava alle navi templari.
I primi sistemi bancari a "lettere di credito" erano frutto dell’ingegno economico dell’Ordine e lo stesso possedeva beni immobili in tutta l’Europa.
Queste erano le ricchezze "pubbliche" a cui Filippo IV detto il Bello avrebbe attinto per risanare le disastrose finanze del suo regno. Ma Filippo si aspettava anche di trovare un altro tipo di tesoro, fatto di oro e chissà quali altre ricchezze. Quando le guardie del re entrarono nel Tempio di Parigi la sorpresa fu seconda solo all’ira di trovare il quartier generale dell’ordine quasi totalmente vuoto. L’immenso patrimonio culturale ed economico contenuto nella più importante commaderia dell’ordine era semplicemente sparito.
Sulla rotta che avrebbe preso questo "tesoro" fiorirono successivamente molte leggende che sembrano perdurare fino ad oggi.
Se da un lato esistono ipotesi inverosimili che vorrebbero tali ricchezze trasportate in America e sotterrate nel pozzo canadese di Oak Island, ipotesi proposta nel 1999 dal ricercatore Steven Sora (2), è possibile comunque rinvenire un numero non esiguo di documenti storici, leggende e tradizioni che potrebbero effettivamente spiegare il mistero dietro la scomparsa del tesoro del Tempio.
Ma che cosa conteneva realmente il tesoro perduto del Tempio?
Ovviamente la distanza temporale, una politica oscurantista perdurata per diversi secoli e soprattutto il riserbo che fin da allora ammantò le ricchezze dell’Ordine non ci permettono oggi di sapere con precisione l’esatto contenuto del Tesoro, su cui possiamo solo fare ipotesi.
Essendo una parte dei Templari uomini provenienti dalle più importanti famiglie dell’aristocrazia europea, e possedendo nella loro regola il vincolo della povertà, è altamente probabile che nel Tempio di Parigi fossero custodite ingenti quantità d’oro e di preziosi frutto di cessioni, donazioni e lasciti vari.
Allo stesso tempo i Templari erano stati i primi banchieri ad introdurre le "Lettere di Cambio", un sistema che permise la rapida ascesa, sia economica che al potere, dell’Ordine stesso. Le rendite delle proprietà immobiliari, poi, non venivano versate in toto nelle casse centrali parigine ma, in un’ottica di investimento economico "ante litteram", venivano in buona parte convogliate nelle commanderie stesse per favorirne la crescita. Parte di questi soldi comunque era indirizzata alla "casa madre".
L’enorme fioritura del commercio sia terrestre che marittimo, in cui la flotta templare primeggiava, aveva permesso inoltre molti contatti tra paesi distanti e la consequenziale fioritura di scambi economici. Le rendite di tali scambi commerciali avevano costituito, insieme al trasporto di truppe e pellegrini durante le crociate, un’ulteriore fonte di reddito per l’ordine dei "Poveri Cavalieri". Poveri lo erano infatti nominalmente, e forse anche singolarmente, mentre l’Ordine stesso costituiva un vero e proprio stato nello stato, forse il più potente (dopo quello della Chiesa Cattolica) che il mondo di allora possa ricordare.
Il tesoro del Tempio era costituito però anche da documenti, carte e. probabilmente. anche da dettagliate mappe di navigazione marittima che avrebbero, successivamente, aiutato il re portoghese Enrico il Navigatore (1394 - 1460) nelle sue successive scoperte. (3)
Nel precedente articolo "I Templari ed il Tempio di Salomone" abbiamo altresì cercato di raccogliere prove e testimonianze storiche di possibili scoperte che i Templari avrebbero compiuto durante la loro prima permanenza nella spianata del Tempio, l’antico Tempio di Salomone.
I primi nove anni dell’Ordine sembrano essere infatti celati da una cortina di silenzio e segretezza veramente impenetrabile. Se da un lato personaggi come Hugues de Payens, primo Gran Maestro dell’Ordine, viaggiavano per tutta Europa in cerca di nuove adesioni, il fulcro centrale dell’Ordine, costituito da non oltre nove cavalieri con al seguito un esiguo numero di scudieri, era rimasto a Gerusalemme con il compito ufficiale di proteggere i pellegrini dalle scorrerie dei predoni.
Ma come facevano, e ce lo saremo chiesti migliaia di volte, solo nove cavalieri a proteggere migliaia di pellegrini dalle razzie?
Che aiuto potevano dare al già presente Ordine di San Giovanni questo esiguo numero di uomini?
Questi sono stati solo alcuni degli argomenti che ci hanno condotto, noi come molti altri, ad ipotizzare una missione iniziale ben differente e forse finalizzata alla riscoperta di qualche antico documento o conoscenza segreta.
Il mito successivo, forse in parte di derivazione eziologica, ha visto in questi scavi e nei successivi ritrovamenti la scoperta dei più antichi manufatti o reliquie che l’ebraismo ed il cristianesimo potessero ricercare.
L’Arca dell’Alleanza, il Sacro Graal, la vera Croce, la Sindone, la Menorah (4), vasellami e suppellettili d’oro e antichi documenti sapienziali sono solo alcune tra le attribuzioni che vengono oggi assegnate agli scavi compiuti dai Cavalieri Templari.
Se il mito molte volte costituisce una esasperazione di fatti reali, è comunque indubbio che la permanenza dell’Ordine a Gerusalemme portò alla riscoperta di antichi manufatti e documenti che sarebbero poi stati, ovviamente, trasportati nel Tempio centrale a Parigi.
Filippo il Bello riuscì ad impossessarsi del tesoro del Tempio? Molto probabilmente no, o almeno non trovò il tesoro che si aspettava di trovare.
La apparente "non reazione" dei Templari all’arresto, avvenuto all’alba del 13 Ottobre del 1307, potrebbe essere spiegata dal fattore sorpresa ottenuto dall’azione repentina. Allo stesso tempo se i Templari fossero stati avvertiti dell’imminente arresto, cosa altamente probabile secondo alcune recenti ricerche, avrebbero potuto avere tutto il tempo per mettere in salvo il loro tesoro, o almeno la maggior parte di esso.
Ma dove finì?
Abbiamo visto come alcune recenti teorie pongano lo stesso nell’altro continente, ipotesi che personalmente riteniamo poco credibile e altamente dispendiosa, sia umanamente che organizzativamente.
Esistono oggi però due filoni principali che potrebbero darci una risposta.
Il primo chiama in causa la nota località di Rennes-le-Chateau, già trattata recentemente, ed uno dei Gran Maestri dell’Ordine del Tempio.
Secondo molte leggende locali parte del tesoro del Tempio di Gerusalemme (in oro e documenti) era stato spostato dalla Terra Santa ai Pirenei nel 1160, quando oramai la situazione in Palestina non la rendeva più una zona sicura. A spostare il tesoro sarebbe stato quel Bertrand de Blachefort il cui lignaggio avrebbe costituito uno dei motori nevralgici del successivo mistero legato a Rennes-le Chateau.
Ipotesi più accreditate tendono però a vedere nei Pirenei più una zona di passaggio di questo tesoro, avente direzione finale verso il Tempio di Parigi, nelle stanze segrete di quell’imponente fortezza che svettava sulla città con le sue sette torri.
La seconda ipotesi ci conduce verso il porto di La Rochelle, sito sulla costa atlantica della Francia.
Secondo tradizioni fortemente radicate in Scozia, quando ebbe inizio la persecuzione ai danni dell’Ordine Templare una flotta composta da non meno di diciotto navi sarebbe salpata in tutta fretta dal porto francese per dirigersi verso alcuni possedimenti scozzesi ed irlandesi.
A capo di queste navi vi sarebbe stato un alto dignitario dell’Ordine, che qualcuno indica come il Precettore di Normandia. Ma perché proprio la Scozia?
La risposta forse più plausibile chiama in causa il re Robert Bruce che, scomunicato da poco dalla Chiesa, lottava per creare uno stato scozzese indipendente dalla monarchia britannica. Essendo scomunicato, Bruce non godeva più di quei privilegi che ogni regnante possedeva e questo rendeva "de facto" la Scozia come un porto franco, una terra che per scomunica era abitata "da diavoli e esseri maligni". L’Ordine avrebbe quindi raggiunto un luogo in cui quasi nessuno sarebbe andato a cercarlo, ma dove soprattutto avrebbe potuto celare i propri segreti ed il proprio tesoro.
Questa ricostruzione storica forse possiede alcune lacune, ma a tutt’oggi sembra essere l’unica a poter chiarire quasi totalmente i misteri legati alla scomparsa del tesoro templare e della loro flotta.
A questo riguardo due ricercatori (5) inglesi nel lontano 1989 riuscirono a ricostruire un quadro storico coerente e plausibilmente reale sulle vicende che avrebbero legato i Templari fuggiaschi alla Scozia.
I due ricercatori trovarono inoltre numerose prove e dati storici a favore della possibilità che una parte di questi Templari fuggiaschi si fossero uniti al re Bruce per l’indipendenza scozzese. (6)
Da questi dati storici, celati da leggende e miti, è nato oggi l’interesse per una località che avrebbe costituito il luogo finale di sepoltura per il tesoro del tempio, la cappella di Rosslyn.
Non entreremo nel merito in questo articolo e ci riserveremo l‘interesse di sviluppare il discorso in un prossimo futuro, ma basti sapere che in questa cappella sita a pochi chilometri a sud di Edimburgo (e costruita verso gli inizi del XV secolo) si può respirare a pieni polmoni il mistero e il retaggio dell’Ordine del Tempio.
Che dire allora dei misteri legati a Rennes-le-Chateau e alle ipotesi che legano il tesoro templare ai Pirenei?
Trasportare tutto il tesoro in un unico luogo sarebbe stato forse troppo rischioso, mentre suddividerlo in due, o forse più parti, in località distanti tra loro avrebbe costituito un ottimo sistema per preservarne almeno una parte di esso se uno dei contingenti fosse stato intercettato.
Dietro le ipotesi e le teorie che vi abbiamo presentato esistono purtroppo oggi pochi dati storici, o prove oggettive, che possano confermarlo.
L’iter e gli studi che decine di ricercatori stanno seguendo in tutto il mondo sembrano delinearci ogni giorno di più un quadro sempre più ricco e soprattutto comprovante una pur minima sopravvivenza dell’Ordine del Tempio, una sopravvivenza forse accompagnata dal segreto di un tesoro nascosto in qualche luogo...

Note:

1. Esistevano comunque altri ordini che misero a disposizione le proprie flotte per tali utilizzi, ma il ruolo principale venne svolto dalla marina dei Cavalieri Templari.
2. "Il Tesoro Perduto dei Templari", di Steven Sora, Ed. Piemme - Casale Monferato 1999.
3. È doveroso ricordare che esuli templari si rifugiarono sotto l’ala protettrice della corte di Portogallo nel momento in cui l’Ordine venne sciolto e perseguito.
4. La Menorah è il candelabro a sette braccia, completamente rivestito d’oro, sacro alla religione ebraica. È da notare come però l’attribuzione di questo mito sia totalmente infondata. Nell’arco di Tito presente a Roma è infatti visibile, in uno dei numerosi bassorilievi, l’entrata trionfale che il futuro imperatore fece a Roma con il Tesoro rinvenuto nel Tempio di Salomone. In uno di questi bassorilievi è chiaramente visibile la Menorah portata trionfalmente dentro le mura di Roma. Successivamente l’invasione dei Visigoti di Alarico (circa 410 d.C.) portò alla razzia del tesoro di Roma in cui erano probabilmente custoditi antichi manufatti del Tempio di Salomone, Menorah compresa.
5. Michael Baigent e Richard Leigh che scrissero successivamente il best-seller "Il tempio e la loggia", Ed. Newton & Compton - Roma 1998.
6. La più importante forse fu quella che venne dalla battaglia di Banockburn in cui un contingente di cavalieri rimasto ignoto alla storia entrò nel campo di battaglia sbaragliando gli inglesi, ma soprattutto utilizzando tecniche di guerra conosciute solo dall’elité della cavalleria templare.

BIBLIOGRAFIA

- Enrico Baccarini, "I Templari ed il Tempio di Salomone".
- Michael Baigent e Richard Leigh, "Il tempio e la loggia", Ed. Newton & Compton - Roma 1998
- Steven Sora, "Il Tesoro Perduto dei Templari", Ed. Piemme - Casale Monferrato 1999


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Enrico Baccarini

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Last Update: 03/05/2017
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