Il Piano Akasico e il mistero del tempo - Esoterismo e Misteri

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Il Piano Akasico e il mistero del tempo

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Il Piano Akasico e
il mistero del tempo

Estratto dal libro "Oltre l'illusione" Edizioni Mediterranee.
Uno dei temi più difficili che sono stati svolti in questo insegnamento, arrivando ai confini delle possibilità della mente, nel superamento di ogni parametro temporale e spaziale, così come lo intendiamo noi. Eppure, nonostante questa difficoltà, come nessuno aveva mai fatto prima, Kempis è riuscito a rendere immanente un concetto che, di per se stesso, tocca la trascendenza.
E' un brano da studiare più che da leggere, e riflettere alla luce delle nuove intuizioni che, spero, possa far emergere.Diversamente è bene astenersi.

Il piano akasico


Ho detto che il piano akasico è il piano che recepisce gli individui: infatti, è questo piano che noi abbiamo sempre indicato sede della coscienza individuale, la quale si costituisce man mano che l'individuo, incarnandosi, ha delle esperienze. Giova ricordare per inciso che ad ogni incarnazione l'individuo ha un nuovo corpo fisico, un nuovo corpo astrale ed un nuovo corpo mentale; corpi che saranno abbandonati al termine di una vita.

La coscienza, invece, abbiamo sempre detto, fa parte di un tutto che accompagna l'essere individuale dall'inizio della sua evoluzione fino a quando egli sale a livelli di esistenza ultracosmica.

Dunque, possiamo identificare la coscienza per eccellenza con l'individuo, dal momento che oltre lo stato di esistere a livello cosmico non si può più parlare di coscienza individuale, ma si deve parlare di coscienza Assoluta.

Allora "evoluzione", riferito a coscienza e quindi ad individuo, significa sviluppo e più precisamente costituirsi; in altre parole acquisire un più vasto "sentire". Ecco perché il tempo del "mondo degli individui" segue una progressione che va da un "sentire" limitato ad un "sentire" sconfinato.

Nella coscienza si riassume la vita di tutto l'individuo, così come nel cervello si riassume la vita di tutto il corpo fisico.

I corpi mentale astrale e fisico non sono che strumenti, veicoli, mezzi atti a far evolvere la coscienza individuale, cioè il "sentire" dell'individuo; alla fine di ogni incarnazione, come strumenti logori, vengono abbandonati. Che cosa ha, l`individuo, da essi? Per mezzo di loro viene messo a contatto con certi ambienti, certe esperienze che realizzano in lui un grado maggiore di "sentire".

Voi sapete che quando l'individuo è a livello di esistenza delle vite inferiori (minerale, vegetale, animale) lo abbiamo definito "centro di sensibilità e di espressione" perché non ha consapevolezza di sé; invece quando l'individuo è a livello di vita umana lo abbiamo chiamato "centro di coscienza e di espressione" perché egli allora ha consapevolezza di essere. La coscienza è una cosa diversa dalla consapevolezza.

La coscienza corrisponde all'evoluzione raggiunta. Ad esempio la consapevolezza di un uomo incarnato non abbraccia tutta la sua coscienza, cioè tutta l'evoluzione raggiunta. Ecco perché gli atti eroici a volte sono compiuti da persone che non mostravano particolare vocazione all'altruismo. La consapevolezza mette a contatto l'individuo con il piano di esistenza in cui ha il veicolo più grossolano. Se egli è incarnato la sua consapevolezza sarà volta nel piano fisico e l'individuo identificherà se stesso con il suo corpo fisico, così come l'uomo sente di avere una mano senza rendersi conto che quella sensazione si riassume nel cervello (secondo la scienza umana; per noi addirittura nel corpo mentale).

Dunque egli crede di essere nel piano fisico, ma non sa che il suo centro di coscienza è nel piano akasico dov'è riassunta tutta la vita individuale.

Nel piano fisico, che noi sappiamo essere un insieme di fotogrammi, cioè di situazioni, egli osserverà il sorgere ed il tramontare del sole, l'orologio segnare le ore e non sapendo che ciò avviene solo in quei fotogrammi che sta sperimentando, farà del tempo fisico un tempo oggettivo. Crederà che la sua epoca sia vissuta solo da coloro che egli crede viventi ora, senza rendersi conto che il calendario segna quella data ogni qualvolta si sperimentano i fotogrammi di quell'epoca e che sono viventi in questo momento, nel senso che  "sentono", non coloro che io vedo nei miei stessi fotogrammi, ma solo coloro che hanno il mio stesso "sentire" in qualunque   zona, in qualunque epoca si trovino.

Le ore 23,30 del giorno 19 dicembre di quest'anno sono per me che sto vivendo questi fotogrammi, ma per chi ha la mia stessa evoluzione, il mio stesso grado di  "sentire", il calendario può segnare ora l'anno 20000 avanti Cristo, o l'anno 2500 della vostra epoca, indifferentemente, perché il passato o il futuro esistono ed hanno senso solo per chi, sperimentando un determinato spazio-tempo, diventa termine di paragone e di raffronto per definire passato e presente, senza del quale tutto esiste contemporaneamente.

Tempo del piano akasico o della coscienza


Questa sera vogliamo insieme esaminare che cosa accade del Cosmo se lo si osserva dalla parte del "mondo degli individui", cioè seguendolo con il tempo del mondo degli individui.

Naturalmente il comune esame non può che essere limitato non dico al piano fisico, ma neppure ad una piccolissima parte del piano fisico, cioè neppure alla Terra, ma solo ad una parte della sua storia che corrisponde ad un'epoca dello spazio-tempo fisico. Che cosa vediamo? Voi sapete che è trascorsa una certa storia; non sapete quale altra storia dovrà trascorrere, insomma siete nella posizione di colui che, ritto in piedi alle spalle di uno scrittore, segua la scrittura, la composizione di un libro; legga, cioè, rigo dopo rigo, quello che lo scrittore scrive. E' vero? E questa è la posizione con la quale fino ad oggi abbiamo guardato lo svolgersi della storia nel piano fisico che, ripeto, è un atto di questo piccolo pianeta, il quale a sua volta è una piccola parte dei piano fisico - o, se volete, del Cosmo fisico - il quale è una piccolissima parte di tutto il Cosmo. Che cosa sia poi il Cosmo nei confronti dell'Assoluto, lo lascio immaginare.

Allora, voi state in piedi alle spalle dello scrittore e lo seguite mentre egli verga la storia, parola dopo parola. Ogni lettera dell'alfabeto corrisponde ad una forma di vita: le "A" le forme più semplici, le "Z" le più evolute nel senso spirituale. Ma se guardiamo che cosa accade nel "mondo degli individui" in cui vi è un tempo diverso, seguendo quel tempo che cosa vediamo? Vediamo comparire prima, tutte le lettere A in qualunque pagina del libro siano disposte a formare parole differenti, poi tutte le lettere B, poi tutte le lettere C, e così fino a completare l'alfabeto. Comprendete che cosa vuol dire questo?

Prima di avventurarci in questa spiegazione dobbiamo dire, per completare l'esempio, che una volta che tutte le lettere dell'alfabeto sono comparse e quindi l'intera storia è stata scritta, v'è l'ultima fase di leggere, di apprendere, di cogliere il significato di tutto il racconto. Il nostro esempio sta a significare che ciascun "sentire" fa capo nel piano fisico a corpi fisici in qualunque spazio-tempo si trovino; ciascun corpo fisico, o meglio essere vivente, esprimerà la sua evoluzione, cioè il suo grado di "sentire" per cui potrà chiamarsi pianta animale o uomo; ma la successione secondo la quale ciascuno percepisce la propria esistenza non discende da una priorità derivante dal tempo astronomico, cioè dal fatto che è nato ora, come si dice, ma dal tipo di "sentire" che ciascuno rappresenta.

Così prima saranno percepiti i prodromi del "sentire", quelli legati ai processi di cristallizzazione corrispondenti all'evoluzione della materia. Dov'è ubicato, nel Cosmo fisico, lo svolgimento di questa evoluzione? Ovunque, in ogni luogo ed in ogni tempo, nell'anno 0 e nell'anno X, all'inizio dei tempi o al termine.

Ed ecco le lettere A che vengono impresse tutte contemporaneamente ovunque si trovino o debbano trovarsi per dare senso compiuto al racconto.

Sarà, poi, percepita la fase successiva del "sentire" che per comodità poniamo corrisponda alla forma di vita che voi chiamate pianta. Dove è ubicata questa forma di vita chiamata pianta? In tutto lo spazio cosmico, in ogni pineta ove sia stato, vi sia o vi sarà l'ambiente favorevole. Dovunque, nello spazio e nel tempo, vi siano le condizioni perché a forma di vita sussista. Infatti la forma di vita della pianta è ubicata in tutto lo spazio cosmico ed in tutto il tempo cosmico. Così noi troveremo "sentire-pianta", non solo all'inizio dei tempi, ma anche verso la fine dei tempi, verso i limiti del Cosmo fisico.

Ecco quindi che se questo "sentire" noi lo facciamo corrispondere a tutte le lettere C o D che compongono il racconto scritto, esse compariranno tutte insieme in qualunque rigo siano o debbano trovare posto per dare poi, al termine, un senso compiuto alle parole ed alla storia.

Se così non fosse come si potrebbe spiegare che alla fine dei tempi, prima che il Cosmo fisico sia riassorbito, vi sono ancora forme di vita inferiori all'umana? Dove continuerebbero la loro evoluzione quegli individui che ancora apparentemente non hanno raggiunto il livello umano? Mentre noi vi diciamo che quelle forme di vita inferiore che allora saranno viste in effetti sono già state vissute dai rispettivi individui perché costituiscono fasi antecedenti nella scala dei "sentire" degli individui.

Quando noi osserviamo la fase dell'evoluzione individuale detta dell'autocoscienza, ossia quella fase di evoluzione che conduce l'individuo dalla condizione di uomo a quella di superuomo, notiamo che quel tipo di evoluzione comprende varie incarnazioni da uomo in corpi fisici ubicati nello spazio-tempo che corrisponde a circa 50.000 anni, incarnazioni che avvengono nel medesimo pianeta.

Intendo dire che, mentre per l'evoluzione inferiore all'umana (minerale vegetale animale) lo spazio-tempo è Vastissimo e può occupare diversi pianeti ed un gran numero di anni, l'evoluzione da uomo a superuomo si svolge per ogni razza in uno stesso pianeta e si svolge nell'arco di 50.000 anni.

Altra particolarità che c'è da aggiungere è che la progressione del "sentire" individuale segue nel suo progredire per l'uomo la progressione del tempo. Mi spiego: se noi esaminiamo un arco di tempo che va dall'anno 10000 a.C. all'anno d.C., troviamo sulla Terra vite inferiori e vite umane. Se prendiamo in esame una di queste vite individuali possiamo trovare che l'incarnazione da animale è ubicata nell'anno 2000 d.C. mentre la prima incarnazione da uomo è ubicata nell'anno 10000 a.C. Però tutte le altre incarnazioni umane saranno sempre ubicate in un tempo successivo fino a ricoprire un tempo di 50.000 anni, dal 10000 a.C. in poi.

Così, se la scienza ha scoperto che un milione, o due o dieci milioni di anni fa apparvero sulla Terra i primi "ominidi", non vuol dire che quei "sentire-ominidi" appartengono alla prima razza. No! Le forme ominidi non fanno parte dell'evoluzione dell'autocoscienza, ma fanno parte dell'evoluzione inferiore all'umana, che si chiama evoluzione della forma.

Cosicché può darsi benissimo che una razza futura, cioè che ancora per voi deve venire, abbia avuta la sua evoluzione sub-umana negli ominidi di un milione di anni fa, allo stesso modo come dicemmo per le piante o per gli animali. E' solo l'evoluzione dell'uomo, dell'autocoscienza che è legata a questi confini di tempo e di spazio. Di tempo, perché abbiamo detto deve essere compresa in un arco di 50.000 anni, e di spazio perché deve avvenire su un pianeta ed in quel pianeta.

Oltre, poi, l'evoluzione dell'uomo, viene abbandonata la ruota delle nascite e delle morti: l'evoluzione del superuomo non si svolge più sulla Terra. Con il piano fisico viene abbandonato il piano astrale ed il piano mentale, e il "sentire individuale" prosegue nel piano akasico la sua scala evolutiva.

Tempo del piano fisico o della consapevolezza


Quanto è facile cadere, pur non volendolo, in un modo di pensare ormai divenuto abitudine e così, nel momento in cui da un vecchio modo di vedere delle cose si sta passando ad un nuovo concepire, si può dire di essere in una fase delle più difficili e nelle quali più facile è errare, più faticoso è avere la chiarezza. Tuttavia certe affermazioni che possiamo fare oggi, se fossero state fatte una volta vi avrebbero lasciati esterrefatti.

Prendere ad esempio quello che vi abbiamo detto della Terra, e cioè che al termine di un periodo durante il quale è ricettacolo dell'incarnazione di diverse razze, sarà sommersa dalle acque.

Così è scritto nella storia del piano fisico, del Cosmo fisico.

Ebbene se, guardando nel tempo del "mondo degli individui", vi dicessi che mentre voi "sentite" questi fotogrammi che rappresentano la Terra quale voi la vedete, vi sono altri individui che sentono e vivono fotogrammi nei quali la Terra è rappresentata sommersa dalle acque, ed essi la stanno circumnavigando con un veicolo siderale, certo che voi comprendereste come ciò può avvenire. Ma questa stessa notizia detta a chi non sa che il Cosmo fisico è già tutto emanato, può destare enorme stupore.

Tuttavia anche voi quando, inconsapevolmente, ricadete nel vecchio modo di pensare e di vedere il mondo fisico, siete disorientati. Vi sembra che tutto quello che avete saputo fino ad oggi non sia più valido. Noi vi diciamo: "Guardate diritto davanti a voi al concetto che c'è da capire, senza soffermarvi e voltarvi indietro a cercare di ricollegare questa nuova cosa che dovete capire con quello che già sapete; perché così facendo accade che, inconsapevolmente, siete portati a ragionare secondo il vecchio sistema ed è facile per voi, allora, cadere in confusione.

Se v'è da capire un problema, mirate a quello. Non cercate di ampliarlo sconfinando per collegare e trovare l'armonia con quanto già sapete, che vi abbiamo detto. Lasciate questa fase a quando avrete ben compreso il problema che sta di fronte a voi. Allora vedrete che tutto è più che mai vero. Occorre sempre allargare la conoscenza. E se per fare questo è necessario dimenticare quello che fino ad oggi abbiamo saputo, momentaneamente dimentichiamolo: concentriamo le nostre energie in quello che c'è, ora, presentemente, da capire".

Vogliamo ancora precisare bene il concetto di Scintilla divina, individualità, individuo. Vi abbiamo detto che il "piano degli individui" è il piano akasico, il piano della coscienza, il piano del "sentire", è vero? Vi abbiamo anche detto che questo "sentire", inteso come consapevolezza, scende nei piani più densi nei quali l'individuo ha ubicato un veicolo; così se noi prendiamo in esame un individuo incarnato, la sua consapevolezza è nel piano fisico, piano più denso nel quale egli ha un veicolo.

Alla morte di questo veicolo fisico, non essendovi più un veicolo nel piano fisico, la consapevolezza dell'individuo passa nel piano astrale e così via; abbandonato il veicolo astrale, passa nel piano mentale. Che cosa vuol dire "alla morte del veicolo fisico"?

Vuol dire che quando l'individuo avrà spostato la sua consapevolezza a quei fotogrammi del piano fisico nel quale il suo corpo fisico è rappresentato moribondo ed infine morto - cioè chiuso a percepire il piano fisico - la sua consapevolezza passerà ai fotogrammi del piano astrale nei quali il suo veicolo astrale è rappresentato come ridestantesi al mondo che lo circonda. E poiché così è rappresentato, percepirà cosa è attorno a lui, al corpo astrale, nel piano astrale.

Che cos'è l'individuo? Nominalmente l'individuo è quello che noi abbiamo definito "corpo akasico", è vero? Ma dico "nominalmente, perché questo corpo akasico può essere collegato ad un corpo mentale, un corpo astrale ed un corpo fisico, è vero? Comunque il "clou" è il corpo akasico; e questo torna con quanto vi abbiamo fino ad oggi detto e cioè che l'individuo è un essere, un abitatore del Cosmo. In altre parole, l'individuo non prevarica il Cosmo.

L'individualità dov'è ubicata? Vi abbiamo detto che l'individualità - ancora lo ripetiamo - è Giano bifronte. E', per così dire, al confine, al limite del Cosmo. Ne è al di fuori in quanto non segue una successione; né la si voglia considerare successione di "sentire", né tanto meno successione di tempo, per così dire, che poi abbiamo visto non esistere. Se una successione, c'è, l'unica è quella del "sentire individuale" ed è attraverso a questa successione del "sentire individuale" che si percepisce illusoriamente la successione del tempo nel piano fisico. Non è, quindi, l'individualità appartenente al Cosmo, perché in lei non vi è una successione di "sentire"; pur tuttavia, vi è una rappresentazione di varie fasi tutte vissute e sentite in un unico "sentire". Abbiamo detto "contemporaneamente", ma possiamo dire "in una sola volta". In una sola volta, "simultaneamente", come preferite. In questo "unico sentire in una volta", vi sono però tante fasi di "sentire" che vanno da un sentire "potenza" ad un sentire "atto".

L'individualità ha una fase della sua vita, del suo "sentire", che fa parte dell'Assoluto ed è la Scintilla divina; la Scintilla divina che è oltre il Cosmo ed oltre i limiti del Cosmo. Fra Scintilla divina - che è virtuale frazionamento dell'Assoluto - e Assoluto esiste tuttavia un'enorme differenza di esistere. Non vi sono parole per trovare distinzione fra l'Assoluto per antonomasia e l'Assoluto definito come Scintilla divina; comunque pensate che, in qualche modo, la Scintilla divina, dell'Assoluto, ne è un virtuale frazionamento. Cerchiamo, per distinguerla, di definirla - se è possibile - in questo modo. Ed infine vi è l'Assoluto per antonomasia  che tutto comprende: il Tutto, è vero, figli e fratelli? Il Tutto, che è più della somma del Tutto.

E questo lo sapete, abbiamo tante volte parlato di questo argomento difficilissimo.

Qualcuno di voi si domanda quale rapporto v'è fra l'individuo e l'individualità. Abbiamo cominciato a farvi intendere che l'individuo non è che la proiezione dell'individualità nel Cosmo. Che cosa vuol dire? Vuol dire che quel compendio di "sentire", proiettato in un ambiente "relativo", si sciorina, esiste, scorre una fase dopo l'altra. Questo vuol dire.

Cosicché l'individualità che comprende tante fasi di "sentire", che vanno dal "sentire potenza" al "sentire in atto", proiettata in un ambiente limitato quale è il Cosmo, si presenta - come possiamo dire? - esiste in questo susseguirsi da una fase di "sentire" più semplice ad una fase di "sentire" più complessa e cioè ad una fase di "sentire" coscienza cosmica.

Dunque l'individualità non si proietta tutta nel Cosmo, perché l'individualità ha la fase di coscienza assoluta, la Scintilla divina, è vero? Ma il Cosmo, che è limitato, non può contenere ciò che è infinito: e la fase di "sentire assoluto" della Scintilla divina, come un galleggiante, si ostina a rimanere al di fuori del Cosmo.

Se noi considerassimo il limite del Cosmo come un pelo d'acqua ponendo al di sotto di questo pelo il Cosmo vero e proprio ed al di sopra l'Assoluto, noi vedremmo l'individualità, la cui testa si perde nell'ambiente che sta al di sopra del pelo d'acqua, adagiata sul pelo dell'acqua. Mi seguite? Questi sono esempi pedestri, ma non so come farmi intendere diversamente.

Questa è l'individualità che ha la fase di "sentire" definita "atto", nell'ambiente al di sopra del pelo dell'acqua, ed invece tutte le altre fasi, fino alla più piccola "potenza", dispiegate sul filo dell'acqua. Se noi volessimo, allo stesso modo, rappresentare l'individuo (dico "individuo" ma più preciso è una serie di  individui facenti capo ad un'individualità) secondo questo esempio non dovrei fare altro che - tenendo ferma la testa indefinita nell'ambiente al di sopra del pelo dell'acqua - ruotare di 90 gradi questa individualità ed immergerla al di sotto del pelo dell'acqua, nell'ambiente cosmico. Così l'individualità, proiettandosi nell'ambiente cosmico, diventa individuo; e l'individuo non è che la proiezione dell'individualità nel Cosmo, nel tempo e nello spazio.

Perché dico nel Cosmo? Certo: in primo luogo nel piano akasico ed ecco che nel piano akasico vive, esiste secondo una successione di "sentire" che vanno dalla potenza all'atto, che sono tutti contemporanei fra i vari individui, quelli di eguale intensità.

Però l'individuo può essere legato ad altri corpi ed ha una consapevolezza che lo pone in contatto con il mondo nel quale ha il suo corpo più denso. Se la scala del "sentire" crea una gradualità che abbiamo definita "tempo del mondo degli individui", la consapevolezza a cui è legato ciascun "sentire individuale", crea l'illusione di un altro tempo, del tempo nel piano nel quale la consapevolezza dà cognizione. Ed ecco lo scorrere dei fotogrammi. E poiché la rappresentazione di questi fotogrammi è fatta in un certo modo e secondo un certo susseguirsi, ecco che l'individuo, quando è legato a questi fotogrammi, oltre che seguire il tempo della sua evoluzione del "mondo degli individui", segue la successione del tempo del piano fisico, o del piano astrale, o del piano nel quale ha ubicato il suo veicolo più denso che in quel momento possiede.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

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Estratto dal libro "Oltre l'illusione" Edizioni Mediterranee
Maestro Kempis

Proveniente da:
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/il-piano-akasico-e-il-mistero-del-tempo/
154464507923085


 
Last Update: 20/04/2017
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