Il ricco ufologo e il povero scettico - Esoterismo e Misteri

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Il ricco ufologo e il povero scettico

Archivio > Paleoastronautica e Ufologia

Il ricco ufologo
e il povero scettico
di
Pablo Ayo


Questo più che un articolo è una considerazione, o una serie di considerazioni, sul mestiere dell'ufologo. Come prima cosa va precisato che è un termine a mio avviso superato: non si dovrebbero più studiare gli UFO, ossia i dischi volanti o i velivoli di vario tipo con cui arrivano qui i visitatori, ma i visitatori stessi. Alieni, extraterrestri, EBE, esseri non umani o come vogliamo chiamarli, dovrebbero essere loro il centro del nostro interesse, non le loro macchine volanti. Un giorno chi studia questo campo verrà definito "alienologo" o qualcosa del genere, sarà meglio. Ma alcune cose invece non cambieranno mai.

Da troppo tempo infatti frequento il variopinto mondo dell'ufologia italiana e anche quella internazionale. La cose stranamente cambiano poco, anche se come prevedibile a casa nostra è sempre un po' peggio. A fronte dei 4 - 5 grandi gruppi ufologici americani, ad esempio, noi svettiamo con oltre 50 mini gruppi e gruppettini di ricerca composti talvolta da 3 persone. Ma l'importante è distinguersi. Di certo non lavorare in pieno accordo con gli altri. E perché mai, dato che il fattore comune del 90% dei ricercatori UFO internazionali ma sopratutto nostrani è un EGO spropositato? Questo non sarebbe neppure del tutto un male, se non fosse per tre motivi.
Primo, l'ego fa sì che le nostre teorie o conclusioni o metodi di ricerca siano ovviamente le migliori e quelle degli altri tutta roba da buttare alle ortiche.
Secondo, i continui litigi e batibecchi furiosi da anitre starnazzanti dei vari gruppetti ufologici italici o anche dei singoli ricercatori, con continui riferimenti a fattacci e sgarbi del passato, finiscono per confondere ed infastidire chi si interessa genuinamente a questi argomenti. Anzi, spesso gettano nella depressione e nella costernazione chi vorrebbe saperne di più e si vede suo malgrado coinvolto in una rissa tra portinaie (con tutto il rispetto per le portinaie).
Terzo, la maggioranza degli ufologi lavora per pompare il proprio ego e per pura vanità, e sapete perché? Perché non esiste quasi nessun altro movente o spinta motivazionale per gettare ore, mesi e anni dietro libri, ricerche internet, notti di skywatching all'addiaccio o lunghe sessioni di litigate furiose con i colleghi. Oddio, certo, esiste anche chi è motivato forse da una mite, discreta e genuina voglia di sapere la verità, di comprendere meglio con mente serena e obiettiva alcuni dei misteri più grandi dell'universo. Ma sono solo il 10% del totale. La maggior parte degli ufologi la verità la sa già, anzi ci è nato con la verità addosso e la deve sparare a zero sugli altri, come fosse un proiettile, per eliminare la concorrenza. Poco importa se dati scientifici o anche il più elementare buon senso indicano che le cose siano differenti. L'importante è far vedere a tutti che siamo i migliori, i più intelligenti, i più sarcastici, i più minuziosi, i più coraggiosi persino. Ma a ben vedere è una lotta tra folli nella maggior parte dei casi.

Dal lato opposto di questa specie di selvaggio West dove il ridicolo è pane quotidiano e tutti o quasi sono convinti di avere ragione a prescindere e di aver capito tutto del fenomeno ET senza averne mai visto uno, ci sono gli scettici. Che di extraterrestri neppure loro ne hanno visti, nè di dischi volanti, e di rado si fermano a leggere qualche libro sull'argomento o a porsi domande davvero razionali. Lo scettico di base ha paura, vive nel terrore che quelle follie di cui parlano gli ufologi possano essere in qualche modo vere, e non hanno pace se non riescono a screditarle. Solo cosi dormono sonni tranquilli e riescono a sentirsi in pace con sè stessi. Anche in questo caso, l'obiettività è una chimera. Se lo scettico ha deciso che la verità è quella, ogni prova e testimonianza portata a conforto dell'esistenza degli ET è pari a zero. Einstein disse di credere negli alieni? Scherzava. Cinque ex Presidenti degli Stati Uniti hanno visto degli UFO e credono negli alieni? Sono degli scemi. Premi nobel e scienziati hanno avuto incontri ravvicinati e lo hanno raccontato? Loro (gli scettici) non lo hanno letto, ma se gli dai il libro neppure lo aprono. Il Primo Ministro Medvedev dice che gli alieni sono tra noi? Ma no, scherzava, è ovvio. Oltre 20 tra i maggiori paesi industrializzati del mondo hanno mantenuto per un periodo variabile tra i 10 e i 50 anni un ufficio governativo dedicato al fenomeno UFO? Vabbè era per mangiare i soldi dei contribuenti... Insomma non esiste un ragionamento o prova o testimone valido per gli scettici, a prescindere: se loro hanno deciso che è tutto falso già in partenza, spareranno a zero su tutto e tutti, spinti dal loro atavico terrore dei visitatori.

Eppure c'è qualcosa che ai poveri scettici non quadra: perchè tanta gente continua a studiare gli UFO, talvolta seriamente, per anni e anni, senza requie, togliendo tempo e spazio alla famiglia, allo svago, ad altre cose? Noi la risposta l'abbiamo già data: per un 10% di persone è sincero interesse dell'argomento, per il restante 90% è egocentrismo narcisistico di stampo megalomane. Ma per i poveri scettici non è chiaro come concetto, nè semplice da spiegare, non ci arrivano nella loro separazione razionalistica dell'universo. E allora cosa si inventano? Qualcosa di ancora più inverosimile o fantascientifico degli stessi alieni: affermano che gli ufologi fanno tutto questo per DENARO.

Che cosa meravigliosa, che invenzione letteraria stupenda, pura poesia. Uno schizzo a carboncino, un  acquarello settecentesco, una prosa goldoniana, che tratteggia l'ufologo come un basso individuo legato al vile denaro, che se scoprisse di poterne guadagnare di più facendo altro lascerebbe immediatamente la ricerca della vita extraterrestre, puro mercenario del soldo facile.

Chi legge forse non lo sa, ma io si. Frequento gli ufologi da più di 15 anni. Grandi ufologi, sia nazionali che internazionali, persone che hanno scritto dozzine di libri e fatto ricerche ovunque nel mondo, che hanno scritto articoli o aperto riviste, ricercatori che sono andati spesso in tv e che sono chiamati ovunque in conferenze per parlare di queste affascinanti tematiche. E sapete cosa ho scoperto?
Sono TUTTI alla canna del gas. Parlo di difficoltà nel pagare le bollette o nel fare la spesa, parlo di confische di case, parlo di macchine vendute. Parlo di buoni impieghi fissi persi perchè si parlava troppo di argomenti scomodi. Parlo di madri e padri che non sanno come sfamare figli. Parlo di persone malate che non possono permettersi cure. Non faccio nomi e cognomi ma vi assicuro che sto parlando di dozzine di casi che conosco a menadito. Parlo della categoria di ricercatori forse più dequalificata, insultata e vilipesa del pianeta, quella che perde il lavoro con una scusa qualsiasi delle autorità, che i soldi non si ricorda neppure come sono fatti e che sono riusciti nella vita a perdere talvolta anche casa e famiglia per seguire un sogno impossibile. Una corsa al massacro, un delirio ossessivo che spinge le persone oltre i limiti della logica e del buonsenso. Spesso propulsi in maniera fanatica dal proprio ego delirante, altre rare volte mossi da una volontà di conoscenza genuina, ma come la giri, tutti gli ufologi sono caratterizzati da una povertà tremenda. Certo, c'è chi ha un lavoro indipendente e riesce a tenerselo, c'è chi fa l'ufologo solo nei weekend. Chi lavora per il comune o in una azienda ospedaliera con ben scarsi controlli e sfrutta il tanto tempo libero (e remunerato) a disposizione per scrivere o compiere indagini sul web. Sono tanti che lavorano così, a spizzichi e bocconi, senza però riuscire mai a superare una certa approssimazione e una mancanza di professionalità. Ma chi invece è salpato con tutti i sentimenti per lande lontane sulla zattera dell'ufologia ha visto i suoi mezzi scarseggiare sempre di più, fino ad essere costretto spesso a tornare indietro e ad abbandonare la ricerca della verità. Ricerca che, per essere condotta veramente bene, necessiterebbe invece di soldi, e tanti. Di tutti quei soldi che i poveri scettici ci invidiano, e che noi ufologi, ricchi solo di tanta buona volontà, non avremo mai. Almeno fino a quando le cose non cambieranno. Per adesso i dischi volanti sembrano quasi delle monete d'argento che sfrecciano nel cielo stellato, tanto più inafferrabili quanto sempre più inadeguati sono i mezzi con cui dovremmo raggiungerli.



 
Last Update: 20/04/2017
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