La porta magica di Piazza Vittorio - Esoterismo e Misteri

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La porta magica di Piazza Vittorio

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La porta magica di
Piazza Vittorio
***

Una Porta
Un Mistero lungo 333 anni
Una Chiave

***
Articolo di
Antonio Mosca

Ho vissuto a Roma dal 1992 al 2008, ed ero solito passeggiare a Piazza Vittorio.
L’idea di scrivere un libro nasce da questa "porta", posta in un angolo nascosto della Piazza, protetta da alte inferriate.

Un giorno, chissà perché, la Porta ha attirato la mia attenzione e le sue misteriose incisioni mi hanno intrigato. Tornato a casa, ho effettuato una ricerca su Internet per saperne di più… e il mistero ha cominciato a infittirsi: sulla porta, infatti, sono scolpiti scritte e simboli che da più di 300 anni nasconderebbero un segreto.

Così ho incominciato a indagare, fino a ritrovarmi davanti tanti tasselli di un puzzle che ho potuto mettere insieme soltanto ricorrendo a un po’ di fantasia, scrivendo il romanzo intitolato “La Chiave di Cristallo”.

Alla ricerca degli autori delle incisioni, mi sono imbattuto nella biografia del cavalier Francesco Giuseppe Borri.
Pochi altri click, ed ecco comparire sulla scena Cristina di Svezia, Athanasius Kircher, Massimiliano Palombara, Decio Azzolino e tutti gli altri personaggi del libro, tanto famosi all’epoca quanto a noi sconosciuti.

Villa Palombara in un affresco antico. A destra si scorge la Porta Magica.

La Porta (detta “Magica” o “Alchemica”) è tutto quel che resta di Villa Palombara, una residenza patrizia frequentata all’epoca dei fatti narrati nel mio romanzo, “La Chiave di Cristallo”,dalle più brillanti menti d’Europa.


Siamo nella Roma misteriosa ed esoterica, degli ultimi decenni del 1600.
Villa Palombara fu costruita tra il 1655 e il 1680 da Massimiliano Palombara, marchese di Pietraforte.


Dopo la costituzione del Regno d’Italia, iniziarono i lavori di costruzione di nuovi quartieri in quella che era diventata la capitale del Regno.

Nel 1873 Villa Palombara venne rasa al suolo senza troppi scrupoli, insieme a tutte le ville (e alcune chiese) intorno, per permettere l’edificazione del quartiere Esquilino, che ancora oggi possiamo ammirare.


Villa Palombara, evidenziata in una pianta del XVII secolo.

L'area racchiusa dai punti blu corrisponde all'attuale Piazza Vittorio.

Eppure la Porta venne smontata pezzo a pezzo, tenuta conservata alcuni anni in un magazzino, e poi ricostruita in quella che era diventata Piazza Vittorio.
Perché?
Bel mistero, non credete?
Ma non è l’unico, né il principale…

La Porta è posta in un angolo della Piazza, in mezzo a due strane statue che sembrano messe lì di guardia.






L'Attuale Collocazione della Porta Magica


La caratteristica principale della Porta sono le strane scritte incise sugli stipiti e sull’architrave. Si riconoscono i simboli di alcuni pianeti, qualche scritta in latino e altri simboli misteriosi.
Guardiamo da vicino queste incisioni misteriose.
Cominciamo dall’alto, cioè dal frontone della Porta.

Si nota subito lungo la circonferenza esterna una scritta in latino che tradotta recita:





Tre son le cose mirabili: Dio e uomo, Madre e vergine, trino e uno.


Il Frontone della Porta Magica di Piazza Vittorio



All’interno di tale scritta, un Sigillo di Salomone (i due triangoli equilateri messi a forma di stella) con l’aggiunta di una croce che sovrasta un cerchio interno con un’altra iscrizione:

Il centro (è) nel trigono del centro

e un cerchietto interno, una specie di “occhio”, che potrebbe essere il simbolo alchemico rappresentante il sole (e l’oro).

Vi segnalo due interessanti “coincidenze” :
1.   L’intero frontone somiglia tantissimo a uno dei simboli della setta dei Rosa Croce, rappresentato per la prima volta sul frontespizio del libro AureumSeculumRedivivum, stampato proprio negli anni in cui si svolgono le vicende narrate ne “La Chiave di Cristallo”;
2.   Il triangolo equilatero con “l’occhio” è analogo al simbolo della piramide con in cima un occhio rappresentato sulle banconote da un dollaro, utilizzato come simbolo dalla setta degli Illuminati della Baviera.

In effetti, alcuni dei personaggi del libro, nella realtà storica, furono vicini al movimento dei Rosa Croce, a volte membri.

Continuiamo la nostra analisi della Porta Magica.
Sull’architrave è scolpita una invocazione in ebraico (Spirito divino) e una in latino (Il drago esperio custodisce l’ingresso del magico giardino e, senza la volontà di Ercole, Giasone non potrebbe gustare le delizie della Colchide).

Architrave e Frontone della Porta Alchemica


Lungo gli stipiti troviamo di nuovo incisioni in Latino, accompagnate da simboli di pianeti (o, secondo la simbologia degli alchimisti, di metalli).



Come vedete, la Porta presenta un’abbondanza di simboli e scritte misteriose. La cosa interessante è che, da quando esse sono state incise sulla Porta, cioè dal 1680, nessuno è riuscito a interpretarle!

Ora, è un fatto storicamente documentato che la Porta Magica costituiva l’ingresso di un laboratorio alchemico allestito da Massimiliano Palombara nella dependance della sua Villa.

E, all’epoca, iniziò a circolare una leggenda…
Essa afferma che in quel laboratorio, nel 1680, un alchimista sarebbe riuscito a ottenere la Pietra Filosofale, prima di sparire nel nulla, lasciando dietro di sé soltanto dell’oro ottenuto grazie a un processo alchemico, e una pergamena piena di simboli e scritte arcane: proprio i simboli e le scritte che troviamo rappresentati sulla Porta Magica!


Iscrizioni della Porta Alchemica




Il nome di quell’alchimista?
Francesco Giuseppe Borri…che è diventato il protagonista de “La Chiave di Cristallo”.


Sul blog www.lachiavedicristallo.it sono pubblicate curiosità, approfondimenti, immagini e aneddoti sui luoghi, i protagonisti ed i fatti narrati ne “La Chiave di Cristallo”.
E' anche possibile leggere e scaricare i primi capitoli del romanzo.




Alcune Informazioni sul Romanzo:


“La Chiave di Cristallo” è un thriller storico. Le vicende si svolgono in parallelo nella Roma contemporanea e in quella, misteriosa ed esoterica, degli ultimi decenni del 1600, svelando inquietanti analogie fino al sorprendente colpo di scena finale.
Ricordi, premonizioni, sogni e realtà si sovrappongono, si fondono e si alimentano a vicenda in un accurato affresco degli ambienti romani del XVII secolo e dei più celebri personaggi che caratterizzarono un’epoca in bilico tra arretratezza e modernità, con l’alchimia a fare da ponte tra antiche profezie e scienza moderna.
Roma, 2013: un uomo si ritrova, privo di memoria, a Castel Sant’Angelo. Nel pugno stringe una chiave di cristallo. Ha visioni di eventi risalenti al XVII secolo che riguardano la vita di Francesco Borri, un medico e alchimista all’epoca famoso in tutta Europa. Nel tentativo di comprendere cosa gli stia succedendo, cade vittima delle macchinazioni di una confraternita segreta.
Roma, 1680: Francesco Borri è prigioniero nelle segrete di Castel Sant’Angelo. Sul suo capo pende una condanna a morte per eresia. Per tentare di salvarsi, è costretto a riprendere le ricerche alchemiche, da tempo abbandonate: gli è stata promessa la libertà se riuscirà a ottenere i risultati che Cristina, regina di Svezia e preferita degli ultimi tre Papi, si aspetta per finanziare la creazione di un Impero mondiale.



Alcune Informazioni sull’Autore:


Dopo venti anni di carriera come dirigente di importanti multinazionali, il giorno del 46° compleanno, ho deciso di dedicarmi alla mia più grande passione: la scrittura. Dopo 12 mesi ho completato "La Chiave di Cristallo" e ho partecipato ad alcuni importanti concorsi letterari nazionali, arrivando tra i primi classificati del prestigioso premio Todaro-Faranda.

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Articolo di:
Antonio Mosca


 
Last Update: 20/04/2017
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