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Refaim Nefilim Anaqim

Archivio > Paleoastronautica e Ufologia


(refai'm  nefili'm anaqi'm)
I giganti?

Estratto dal saggio:
IL LIBRO CHE CAMBIERA' PER SEMPRE LE NOSTRE IDEE
SULLA BIBBIA

di
Mauro Biglino

...[Quando abbiamo narrato le vicende degli ADAM abbiamo riportato come, a un certo momento della convivenza con gli ANUNNAKI, questi ultimi abbiano cominciato a interessarsi alle femmine terrestri, ritenendo le piacevoli e desiderabili.
Affrontiamo ora un argomento che ha sempre determinato non poco sconcerto nei commentatori ufficiali; un tema che la religione tradizionale tende a dimenticare o a interpretare in senso allegorico e metaforico.
Ci rendiamo conto infatti che per i sostenitori di una religione che considera talvolta "peccaminoso" ciò che ha a che fare con la materia (e soprattutto con il sesso!) non è facile accettare il significato concreto di quanto la Genesi narra nel capitolo 6.
Dopo la creazione di ADAM e KHAWWA'H, la Genesi ci racconta le vicende della cacciata dal Paradiso terrestre (EDEN, EDIN: "casa dei giusti, casa dei guardiani") e ci presenta la ricca e articolata genealogia dei discendenti della prima coppia, a partire dal figlio Set generato dopo la morte di Abele e la cacciata di Caino: Set, Enos, Chenan, Maalaleel, Iared, Enoc, Matusalemme, Lamec, Noè... e poi il diluvio.
Anche di Set si dice che fu generato da ADAM «a sua immagine e somiglianza»: forse un modo di ricordare che anche questo figlio è stato prodotto con un intervento straordinario?
Il testo non lo precisa, ma ci dice che, dopo aver generato altri figli e figlie, ADAM muore all' età di 930 anni!
Questa età non ci deve stupire, però, se continuiamo a mantenere valida l'ipotesi sulla cui base stiamo procedendo: essendo un prodiretto dell'innesto di materiale genetico da parte degli ANUNNAKI / ELOHÌM, possiamo provare a supporre che in lui - come in tutti i successivi patriarchi antidiluviani - ci fosse anche la caratteristica della longevità mutuata dai creatori.
Va detto che anche su questo elemento gli Elohìm intervengono e decidono di accorciare l'età dell'Adàm; la Bibbia Concordata (cfr. Gen 6,3) riporta la determinazione della divinità che dice: «Il mio spirito non contenderà per sempre con l'uomo, perché è carne; il suo tempo sarà di 120 anni».
Successivamente (Gen 6,1-8) si racconta che gli ADAM (i terrestri) cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della Terra e che naturalmente ebbero anche delle figlie.
Gli ANUNNAKI che erano scesi su questo pianeta per lavorare dovevano presumibilmente essere soprattutto maschi; le femmine di quella specie scarseggiavano. Non ci èdifficile immaginare che le esigenze naturali, e magari anche il desiderio di dare una nuova stabilità alla vita che ormai stava trascorreninteramente su questo pianeta, devono avere destato l'attenzione di questi individui verso la metà femminile delle nuove creature.
Così deve essere avvenuto, e infatti - con assoluta naturalezza! - i redattori della Genesi ci raccontano (6,2):

Intanto precisiamo che il termine tovòt ( ) viene normalmente tradotto con "belle", ma possiede anche il significato di "buone" inteso come "capaci, adatte" (con quel significato insito, ad esempio, nel modo di dire "buono a nulla", cioè incapace, inadatto. Ebbene, con valenza opposta, queste femmine dovettero apparire "buone" cioè "adatte" a stabilire dei rapporti di coppia, alla costituzione di famiglie: adatte insomma alla pratica di rapporti sessuali e alla conseguente riproduzione.
Poi il testo prosegue narrando la rabbia e il dispiacere del "dio" che, nel vedere questo imbarbarimento, decide di cancellare l'umanità dalla faccia della terra.
Riportiamo per intero il brano tratto dalla Bibbia Concordata:

[Vide pertanto il Signore che la malvagità degli uomini sulla terra era grande e che le aspirazioni dei pensieri dei loro cuori erano volte di continuo al male e il Signore si pentìdi avere fatto l'uomo sulla terra, se ne dolse nel suo cuore e disse: "Sterminerò dalla faccia della terra l'uomo che ho creato, dall'uomo fino agli animali domestici, fino ai rettili e fino agli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti".]


Leggendo questo passo non possiamo fare a meno di porci alcune domande:

  • Ma questo Dio onnisciente non poteva prevedere ciò che poi sarebbe accaduto?

  • Non sapeva che il comportamento delle sue creature dipendeva dalle caratteristiche che proprio lui aveva loro attribuito?

  • Che senso ha dotare una creatura della libertà di decidere del suo destino e poi punirla perché le sue decisioni non corrispondono al volere del suo creatore? Non è questa una crudeltà assolutamente gratuita?

  • Può un "dio" spirituale odiare la sua creatura fino al punto di volerne la morte?

  • Che senso aveva infine sterminare anche gli animali per colpe ascrivibili soltanto all'uomo?


Insomma, la tesi dell'esistenza di un Dio spirituale - capace di creare dal nulla ogni cosa ma che non sa prevedere le conseguenze degli errori che commette ed è costretto quindi a pentirsi e correre ai ripari presenta degli aspetti decisamente curiosi! Di sicuro, potremmo dire che l'essere nelle mani di un Dio così apparirebbe quanto meno "preoccupante"...
Ma nella nostra ipotesi tutto questo si spiega con semplicità: l'Elohìm (gli Elohìm) che ha formato l'uomo apparteneva a una razza di individui tecnologicamente molto progrediti, ma certo non dotati di onniscienza e onnipotenza.
L'Elohìm quindi che "si pente", probabilmente, è l'ANUNNAKI di nome ENLIL, quello dei due figli del signore dell'impero che già conosciamo e che poco amava la creatura terrestre...


Gli apocrifì

Questa vicenda è narrata anche da uno dei più famosi testi apocrifi dell'Antico Testamento: "Il Libro etiopico di Enoch").
Nella prima parte ci racconta della «caduta dei figli del cielo», i quali videro che le figlie degli uomini erano desiderabili e decisero di prenderle come compagne.
Erano duecento quelli che si accordarono in tal senso; il loro capo diretto, un certo Semjasa, sapeva che ciò che stavano per compiere avrebbe destato le ire dei signori dell'impero; temeva di essere considerato l'unico responsabile e di dover scontare da solo le prevedibili conseguenze di questa decisione.
I suoi compagni stabilirono allora di condividere la responsabilità: si trovarono sul monte Hermon - un massiccio montagnoso posto a sud-sud-est dell'Antilibano - e giurarono di non rinunciare al progetto e di condurlo a termine senza ripensamenti.
Iniziarono quindi a frequentare le terrestri, a trasmettere loro conoscenze pratiche come la coltivazione e la raccolta di vegetali, il loro utilizzo a fini terapeutici... Insegnarono insomma, dice il testo, i «segreti dei tempi dell'inizio».
Cominciarono così ad avere rapporti sessuali e ne nacquero dei "giganti", che consumavano i prodotti degli uomini.
Avvertito di quanto stava avvenendo, l'Altissimo decide di sterminare l'umanità con un diluvio e fa avvertire il «figlio di Lamech» affinché si metta in salvo e con la sua discendenza garantisca la ripresa della vita sulla Terra.
Ci sembra interessante notare carne il signare dell'impero dica che la Terra è stata scanvalta dai segreti e dai misteri che i "Vigilanti" hanno trasmesso ai lara figli. Il termine "Vigilanti" richiama sia i Neteru ("guardiani" egizi del tempo dell'inizio) sia il significato di Sumer carne "terra dei guardiani" ...



A questo punto il redattare della Genesi interrompe il flusso principale della narraziane, per inserire una sorta di annotaziane a margine della vicenda, una specie di contestualizzazione di ordine temporale un richiamo per chi era a conoscenza delle vicende - e con un' espressione molto collaquiale (versetto 4) dice che:



Un primo problema presentato dal testo è costituito dalla scarsa chiarezza con cui il redattore inserisce l'inciso.
In sostanza non si comprende con assoluta certezza se i Nefilìm sono stati il prodotto delle unioni oppure esistevano indipendentemente da queste: evidentemente il lettore del tempo non aveva di questi dubbi, per lui i fatti narrati e i tempi di riferimento dovevano essere chiari di per sé.
L'inciso rappresentava un semplice richiamo a qualcosa di noto e che quindi non necessitava di ulteriori spiegazioni.
L'annotazione è tanto più stimolante se si considera che il problema non è solo di ordine temporale - c'erano già o sono il prodotto degli incroci? - ma concerne anche il significato stesso del termine "Nefilìm".
Il libro dei Giubilei, appartenente alla letteratura ebraica extrabiblica dice espressamente (5,1) che i Nefìlìm erano figli di queste unioni.
Anche lo scrittore giudeo romanizzato Giuseppe Flavio ci parla di questa evento là dove, nel suo libro Antichità giudaiche (1,73), dice che gli «angeli di Dio» si unirono a donne e ne nacquero figli empi, orgogliosi, arroganti, fiduciosi esclusivamente della loro potenza: sottalinea che avevano cioè tutte quelle caratteristiche che i Greci attribuivano ai giganti.
Ma la spiegaziane patrebbe essere ancora diversa...
]...

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Estratto dal saggio:
IL LIBRO CHE CAMBIERA' PER SEMPRE
LE NOSTRE IDEE SULLA BIBBIA
di  Mauro Biglino
Uno Editori
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Last Update: 20/04/2017
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