Retroscena mitologici del fenomeno Abduction - Esoterismo e Misteri

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Retroscena mitologici del fenomeno Abduction

Archivio > Paleoastronautica e Ufologia

Retroscena mitologici del fenomeno Abduction

di:
Enrico Baccarini

Dal vecchio Testamento al Medio Evo. Una visione generale su manifestazioni apparentemente comuni.

" Finché rimaniamo generici chiunque può imitarci, mentre il nostro particolare non può imitarlo nessuno; perché? Perché gli altri non lo hanno vissuto.
"  Goethe (1749 -1832)

Sono passati ormai oltre 57 anni da quando il fenomeno ufologico si manifestò pubblicamente di fronte agli occhi esterrefatti dei media mondiali.
Il superamento del millennio ha lasciato studiosi e scettici di fronte alle stesse domande che si ponevano alla fine degli anni '40. Le nostre coscienze, la nostra tecnologia ed anche la rappresentazione che abbiamo di questo fenomeno sono però cambiate nel corso del tempo, quasi come se affianco alla nostra evoluzione se ne fosse palesata un'altra interiore, più celata, che ci ha permesso di prendere sempre più coscienza di un fenomeno fino ad allora ignorato. Sì, perché ormai sappiamo che il fenomeno ufologico non è patrimonio unico del XX secolo, e l'enorme mole di studi compiuti in questi sei decenni ha permesso di riacquisire e riosservare, in chiave critica, eventi legati al nostro passato evidenziando in molti casi palesi rassomiglianze, se non uguaglianze, con il fenomeno moderno.
Se sei decenni di analisi ed avvistamenti ci hanno posti davanti a tante domande e a poche risposte, e hanno suscitato malumori creando fazioni opposte, atteggiamento questo tipico di ogni ambito in cui si impegna il genere umano, un fatto sembra però oggi essere incontrovertibile: quello che il fenomeno UFO esiste e persiste, ma soprattutto non è frutto della nostra immaginazione.
L'aspetto centrale e fondante su cui non siamo riusciti ad addivenire ad una soluzione è la sua natura, o le sue molteplici origini, e le chiavi che potrebbero spiegare una presenza così massiva ed estesa nel tempo (probabilmente in un arco di quasi e forse oltre due millenni); dati che sembrano ancora sfuggirci.
Se la soluzione sembra ancora distante, ed il contatto ancora impalpabile, la certezza che quasi sessant'anni di studi non siano riusciti a demistificare ed inficiare il fenomeno dovrebbero essere però sicuro sintomo del fatto che realmente qualcosa di anomalo interagisce con il nostro pianeta.
Questo per acquietare il buon cuore di coloro che definendosi "scettici" hanno ad oggi cercato in ogni modo di razionalizzare e spiegare la natura stessa di queste manifestazioni.
La ricerca ufologica non è una scienza, né un dogma di fede in cui accettare ad occhi chiusi ogni pretesa verità, atteggiamento in cui purtroppo però diversi personaggi sembrano rispecchiarsi. La ricerca ufologica è uno studio multidisciplinare, eclettico, eterogeneo e composito, una sorta di operazione di retroingegneria che dovrebbe permetterci di acquisire dati ed informazioni attraverso le osservazioni e le testimonianze dei soggetti che se ne sono detti testimoni e vittime.

I prodromi
L'aspetto mitologico del fenomeno abduction, che non implica unicamente e necessariamente una matrice fantastica alla sua origine bensì verosimilmente la traslitterazione di un avvenimento in termini e linguaggio propri della cultura o dell'individuo che lo vissero, sono stati sovente tralasciati dalla moderna ricerca del settore.
La Parola "mito" dal greco "mithos", possiede come significato primitivo la valenza di narrazione, discorso, riferendosi appunto alla trasposizione di eventi che erano occorsi e che erano stati successivamente riportati oralmente e poi per iscritto.
Solo in seguito il significato verrà modificato ed arricchito attribuendogli una tipologizzazione di stampo narrativo-fantastico ed identificando ed inserendo al suo interno racconti che avevano come protagonisti eroi, dei e Creature mitiche.
Questo nostro testo vorrebbe proprio gettare le basi per il recupero e per una nuova comprensione di suddette tradizioni per riosservarle e ristudiarle alla luce del fenomeno ufologico. Si tratta di un compito estremamente arduo che prima di noi ha coinvolto decine di studiosi in tutto il mondo e che nei decenni sembra avere prodotto interessanti chiarimenti su determinati eventi del nostro passato.
Se da una parte in epoca romana un Giulio Ossequente, nel suo "Il libro dei Prodigi", ci parla testualmente di "Clypei Ardentes" e di travi infuocate che solcavano i cieli dell'antica Roma, lasciandoci pochi dubbi sull'interpretazione di tali manifestazioni, è oltremodo più difficile rileggere sotto la stessa chiave tradizioni antiche in cui non sono presenti evidenti riferimenti ai meravigliosi prodigi cui l'uomo era stato fatto partecipe.
Si potrà parlare anche di spiegazioni eziologiche, o di riadattamento di tali fatti all'interno di un'ottica ufologica, ma non possiamo né dobbiamo "mettere la testa sotto la sabbia" e non considerare quelli che possibilmente furono avvistamenti e contatti "ante litteram" con un fenomeno che si è reso manifesto, o di cui noi uomini abbiamo voluto prendere realmente coscienza, solo dal 1947 in poi.
Gettando le basi per la nostra analisi "mitologica" del fenomeno Abduction non possiamo non iniziare da uno dei più importanti testi dell'umanità, il testo cardine per alcune tra le più importanti religioni moderne, il Vecchio Testamento.
Attraverso una rilettura critica della Bibbia molti studiosi si sono trovati negli ultimi decenni davanti a quelle che potevano essere, o sembrare, descrizioni di eventi ufologici e contatti avvenuti nel passato più remoto dell'uomo. Eventi che pur se inseriti all'interno di un contesto religioso e dogmatico disponevano di notevoli similitudini con il fenomeno che studiamo.
Nel testo biblico ci viene narrata la mistica ascesa al cielo del profeta Ezechiele 1 collocando l'evento in un passato talmente remoto su cui non ci è possibile avere riferimenti precisi. La moderna ricerca sul tema ha identificato in tale narrazione la testimonianza ante litteram di un possibile caso ufologico.
Ciò che fu narrato nel Libro di Ezechiele non si riferisce unicamente alla presunta manifestazione del "logos", l'essere divino, avvenuta per tramite di un carro luminoso disceso fino a Terra, ma soprattutto ci troviamo davanti ad un "contatto ravvicinato" con strane entità che sembrano governare tale struttura ed interagire con il profeta biblico.
L'Antico Testamento ci descrive tale manifestazione divina in modo assai ambiguo, e le raffigurazioni classiche ci presentano sovente Dio, seduto su un trono di luce ed attorniato da angeli e cherubini, tutte rappresentazioni che sono però solo "interpretazioni" successive di ciò che Ezechiele poté effettivamente osservare.
La moderna ricerca ufologica ci potrebbe altresì indicare in tale descrizione un possibile caso di incontro ravvicinato (del tipo IR3 e IR4) con entità aliene. Spiegazione eziologica o no che possa sembrare, ciò che viene narrato in questo antico testo risulta essere simile, se non speculare, a quanto narrato oggi dai soggetti presunti addotti, ovvero filtrato da una cultura, quella semitica del tempo, che non poteva che associare tale apparizione che aduna manifestazione divina, anche se la sua reale natura fosse stata ben diversa. Ezechiele non poteva altrimenti interpretare ciò che vide, e il suo contesto sociale, culturale e storico potevano unicamente condurlo a ritenere che ciò di cui era stato testimone fosse la presenza divina sulla Terra. Il tutto, ovviamente, ritenendo che il fatto sia avvenuto realmente.
Di notevole interesse è inoltre la descrizione dei successivi eventi occorsi al profeta a seguito di tale "visione". Fu condotto su di una remota montagna in un luogo imprecisato ove si ritrovò cosciente ma in totale stato confusionale. Casi del genere non sono ignoti al mondo della psicologia o della psichiatria che, dal loro punto di vista, hanno in diverse occasioni affrontato il tema del misticismo associato a manifestazioni oggettive anomale e alla successiva ricaduta che un evento "particolare" poteva avere sulla mente di determinati individui.
Un soggetto con forti predisposizioni al misticismo può facilmente interpretare un determinato fenomeno, che appunto potremmo definire anomalo cioè al di fuori di qualsiasi schema o convenzione normale, come frutto di un messaggio divino o di una diretta manifestazione dell'Essere supremo 2.
Questi casi sono collocabili, e collocati, all'interno del variegato mondo delle patologie mentali e quindi prodotto e cagione di disturbi cognitivi o neurologici. Ma se un individuo totalmente normale, con nessuna nozione scientifica e tecnologica e ancor più collocato in un contesto storico estremamente distante dal nostro fosse venuto a contatto o avesse interagito con qualcosa di assolutamente sconosciuto e anomalo, come avrebbe potuto reagire?
Verosimilmente rileggendo il tutto attraverso le proprie nozioni, la propria cultura e le proprie possibilità interpretative, possibilmente anche in chiave religiosa. Ezechiele potrebbe essere stato effettivamente testimone e vittima di qualcosa di ben tangibile ma allo stesso tempo di difficile interpretazione per il suo contesto storico e sociale, che poi sarebbe stato inevitabilmente reinterpretato attraverso la sua "forma mentis" e la sua formazione.
Un salto temporale di oltre due millenni ci porta in un altro periodo storico estremamente interessante, ed altrettanto ricco di manifestazioni nomale, un periodo in cui le stesse manifestazioni sembreranno essere rappresentate nella loro accezione più negativa e più "maligna".
Nel Medio Evo saranno proprio le strane ed inquietanti apparizioni di creature come gli "incubi" e i "succubi" a disturbare il sonno di ignari esseri umani.
Esseri dalle fattezze antropomorfe, bassi e macrocefali, gli "incubi" ed i "succubi", narrano le leggende, erano "esseri demoniaci" che entravano nelle camere da letto di uomini e donne per accoppiarsi con loro o per sottoporli ad altrettanto enigmatiche attività. Patrimonio principalmente della "letteratura" del nord Europa, questi esseri sembravano essere in grado di rendere totalmente incapaci di controllare la propria volontà coloro che ne erano vittime, palesando allo stesso tempo atteggiamenti che sono oggi riscontrabili all'interno della letteratura sulle abduction.
Il contesto socioculturale e religioso medioevale impose un certo "riserbo" su tali esperienze, oniriche o meno che debbano essere considerate, soprattutto per motivazioni che potevano addurre e portare ad accuse di stregoneria e di interazioni con il Maligno.
Un mito come quello appena presentato lascia ovviamente pochi stralci interpretativi se non quelli che la mitografia stessa può presentarci ma se noi, come abbiamo appena detto, raffrontiamo tali narrazioni con le più recenti testimonianze di rapimento alieno vedremo nascere subito il dubbio se almeno in parte tali leggende non possano effettivamente aver preso spunto da ben più tangibili esperienze.
Eziologia a parte, i resoconti testimoniali costituiscono un dato di fatto e documenti su cui poter esperire le proprie indagini.
L'impressionante similarità che è rinvenibile a secoli di distanza può almeno palesarci il dubbio che una fenomenologia attigua si sia perpetuata nel corso dei secoli, un fenomeno che noi oggi identifichiamo con le abduction e che come nel caso di Ezechiele fu interpretato e filtrato da una cultura, quella medievale, che vide non più in Dio ma nel Maligno le manifestazioni di ciò che razionalmente non sapeva, né poteva, spiegarsi.

Da Vallée al folclore ufologico
Tra coloro che negli ultimi decenni di ufologia si sono distinti maggiormente per gli studi compiuti nei campi mitologici e folclorici del fenomeno UFO possiamo indicare sicuramente il noto studioso di origine francese Jacques Vallée, fisico ed esperto informatico.
Vallée ha legato il proprio nome all'ufologia speculativa negli anni '60, '70 e '80 ma anche a quella sul campo attraverso numerosissime indagini compiute "in situ" per comprendere l'origine del fenomeno stesso.
Assieme a studiosi come Thomas Ballard e Peter Rojcewicz 3, Vallee ha cercato di rilevare e localizzare temi rilevanti presenti nel folclore medievale, e nei secoli successivi, che potessero confutare o attestare una sorta di linea storica ininterrotta, un "continuum", riferito al fenomeno abduction.
Lo studioso francese ha studiato centinaia di leggende e miti specifici presenti in tutte le culture del pianeta rinvenendo dati veramente eccezionali.
Tra le più interessanti scoperte effettuate si spazia da resoconti di avvistamenti di strani oggetti nei cieli, campo di studi in cui oggi è principe la paleoastronautica (un tempo si suggerì di definirla "clipeologia"), ad esperienze che, come abbiamo sottolineato precedentemente, si collocano all'interno di scenari estremamente coerenti con gli attuali rapimenti alieni.
Un esempio illuminante del materiale rinvenuto da Vallée lo possiamo trovare nel manoscritto autografo dell'arcivescovo di Lione Agobardo 4, datato 816 d.C., che prese posizione contro "marinai celesti" che infestavano i cieli della sua città sbarcando dalle nubi e saccheggiando frutteti e campi di frumento.
Addirittura lo stesso Agobardo avrebbe salvato la vita a quattro persone sequestrate e poi rilasciate da questi. celesti "Silfi", indicati come colpevoli di avere rovinato i raccolti nei campi della zona: guarda caso, lo stesso fenomeno oggi indotto dall'attuale fenomeno dei "crop circles" 5.
Quale migliore rappresentazione di un presunto rapimento e di contatti con un'altra civiltà?
Lo stesso Agobardo, poi diventato Santo, nella stessa opera raccontò di come nell'VIII secolo il famoso cabalista Zedechia, sotto il regno di Pipino, avesse sostenuto che tutti gli elementi fossero abitati da esseri celesti definiti "Silfi" e di come lui stesso avesse chiesto loro di mostrarsi alle folle. Quando tale richiesta venne accontentata - i documenti recitano cosi - furono visti nei cieli prodigi e manifestazioni incredibili attraverso cui, per mezzo di "vascelli mirabili", i "Silfi" si palesarono.
La cronaca continua affermando di come tali "manifestazioni pubbliche" avessero impaurito e destabilizzato le folle al punto tale da far imporre a Carlo Magno, e poi a Ludovico il Bonario, ammende a tutti i supposti "tiranni dell'aria" 6. Le ammende non servirono ed i Silfi continuarono a manifestarsi nei cieli e alla gente, addirittura iniziando a rapire persone. Quando però alcuni di questi esseri scesero al suolo con i loro "vascelli" la gente, esasperata a dismisura, catturò diversi tra loro e li portò al rogo o li fece annegare.
Cronache, miti o leggende che siano queste narrazioni possiedono tutti i crismi della moderna letteratura ufologica e ci chiediamo come sia stato possibile inventarsi di sana pianta dati così dettagliati da somigliare in toto alle attuali testimonianze.
Altri autori 7 che hanno analizzato questi testi sono giunti a conclusioni simili alle nostre identificando chiare matrici ufologiche alla base delle suddette narrazioni. Ma i dati oggi in nostro possesso non si fermano a quanto detto fino ad ora anzi, come nel caso della mistica esperienza del profeta Ezechiele, possiamo risalire il nostro filo di Arianna ancora più addietro fino ad arrivare all'antica Grecia o al popolo ebraico.
Gli ebrei furono soliti infatti chiamare gli esseri che erano tra gli angeli e gli uomini "Sadaim", mentre i greci (utilizzando lo stesso vocabolo greco ma aggiungendo alcune lettere) li conobbero come "Daimonias", demoni.
Come non ricordare poi i Nephilim dell'antico testamento, scesi sulla Terra e accoppiatisi con le donne del nostro pianeta?
Per gli antichi filosofi questi "demoni" si spostavano nell'aria nei modi più incredibili.
Paracelso riteneva che questi misteriosi esseri che solcavano i cieli e si manifestavano a terra sui loro carri o vascelli fossero reali e non frutto delle paure umane.
Unanimemente Plutarco riteneva che tali esseri, che definì "elementaria", fossero una via di mezzo tra esseri mortali ed esseri immortali 8.
La cultura islamica ha l'equivalente di tutto questo nei "Jinn" (Geni).
Diversi storici della scienza hanno ipotizzato che tra gli elementi che avrebbero potuto condurre alla possibile creazione o alla proliferazione di queste idee ci potesse essere la difficile transizione che l'uomo ha sempre subito nei confronti della religione, una transizione che imponeva di credere in esseri superiori come gli angeli o i demoni, ma non in altri esseri che potevano manifestarsi o interagire con gli uomini.
Riteniamo che se tale spiegazione può essere al massimo delucidativa per alcuni casi non possa, né riesca, a coprire in toto quanto le cronache antiche ci hanno tramandato fino ad oggi a maggior ragione se raffrontato con l'attuale letteratura ufologica.
Il sociologo americano Edward Tiryakian, della Duke University, nota gli importanti mutamenti che possono avvenire rispetto ad una stessa grammatica su simboli e concetti affermando: "...il prete tenderà a vedere la realtà invisibile in termini di forze personali (ad esempio bene e male o Dio e Satana) attraverso ciò che lui ritiene sia parte del rituale prescritto. Lo scienziato tenderà a vedere la stessa realtà in termini di forze impersonali come la gravitazione, i raggi, l'energia atomica attenendosi a ciò che ritiene oggettivo e sperimentale. Il mago vedrà invece la realtà invisibile sia nei termini personali del prete che in quelli impersonali dello scienziato." 9
Quanto detto per affermare che differenti impostazioni mentali, differenti "culture" e differenti approcci possono alterare il significato ed il significante stesso dei termini o dei fatti che però, nella loro pura realtà, rimangono totalmente limpidi ed inalterabili.
I maghi un tempo e gli scienziati oggi sono stati forse i primi a cercare di mettere ordine e di comprendere le vere matrici dietro a quelle "forze invisibili" oggetto di questo nostro testo. Attraverso percorsi diversi e con conclusioni contrastanti, entrambe le categorie hanno cercato di rispondere ad alcuni enigmi storici degli uomini.
Lo stesso Vallée ha cercato di sollevare il velo che cottraddistinse il nostro passato alla ricerca di tali forze invisibili.
Dopo le estensive e maniacali ricerche condotte nel folclore medievale e nella moderna casistica ufologica sempre Vallée ha ritenuto che qualcosa di realmente fisico sottintendesse tali tematiche e narrazioni. Pur attestandone la realtà l'unica conclusione cui questo autore giunge è che sempre un muro si ergerà davanti ai nostri studi e alla nostra comprensione, e non sarà mai possibile in effetti (soprattutto per ciò che riguarda il nostro passato) separare l'osservazione ed il fenomeno reale dall'interpretazione emozionale ed il vero collegamento tra fenomeni e fatti inusuali dalle alterazioni operate in conseguenza di questi dalla coscienza e dall'intelletto umano. 10
Prima quindi di considerare il fenomeno abduction come "frutto dei disturbi dei nostri tempo", o come mero "prodotto del bombardamento mediatico" moderno consiglieremo a tutti coloro che si affacciano a tale fenomeno, o che se ne dicono scettici, di farlo con mente aperta e scevra da giudizi, ma allo stesso tempo osservando realmente il fenomeno e studiandolo nelle sue molteplici manifestazioni, ieri come oggi.

Bibliografia:
- Roberto Pinotti - "Angeli, Dei, Astronavi" - Oscar Mondadori, 1991.
- Alfredo Lissoni - "UFO, i Dossier del Vaticano" - MIR Edizioni 2002.
- Jacques Vallee - "Passport to Magonia, from Folklore to Flying Saucer" - Henry Regnery Company, Chicago 1969.
- "Il Conte di Gabalis, ovvero il primo rapimento documentato della storia", articolo di Giorgio Pattera.
- "Contra insulam vulgi opinionem de grandine et tonitruis" - Agobardo, redatto attorno all'840 d.C.
- "Le Comte de Gabalis, Entretiens sur les sciences secrétes" (Il Conte di Gabalis, ovvero conversazioni sulle Scienze Segrete), redatt dall'abate Nicolas Pierre Henry Montfaucon de Villars, nel 1670.
- Thomas Ballard, Indiana University - "Mysteries in the Eye of the Beholder: UFOs and Their Correlates as a Folkloric Theme Past and Present", 1982.
- Peter Rojcewicz, University of Pennsylvania - "The Boundaries of Orthydoxy: A Folkloric Look at the UFO Phenomenon", 1984.
- Edward A. Tiryakian - "On the Margin of the Visible" - New York, John Wiley and Sons, 1974.
- James Hillman - "La vana fuga degli Dei" - Adelphi, 2003.

Note:
1. La Bibbia, Libro di Ezechiele, Cap.1, 4-13 - " 4 E vidi un vento tempestoso venire da settentrione: una grande nube e fuoco che si avvolgeva ed emetteva bagliori tutt'intorno. In mezzo a esso, qualcosa splendeva come l'elettro. 5 Al suo centro apparve la sagoma di quattro esseri viventi; questo il loro aspetto: avevano sembianza umana. 6 Ciascuno con quattro fattezze e quattro ali. 7 I loro piedi erano diritti e la pianta dei piedi come quella dei vitello: rilucevano come bronzo terso. 8 Avevano mani di uomo sotto le ali, ai quattro lati; tutti e quattro avevano le proprie fattezze e le proprie ali. 9 Queste si congiungevano l'una con l'altra. Procedendo non si voltavano, ciascuno si muoveva diritto innanzi a sé. 10 Quanto alla somiglianza dei loro aspetti, tutti e quattro avevano fattezze umane, fattezze di leone alla loro destra, fattezze di toro alla loro sinistra e fattezze di aquila. 11 Le ali erano spiegate verso l'alto; ciascuno ne aveva due che si congiungevano con le altre e due che coprivano i loro corpi. 12 Procedevano ciascuno diritto dinanzi a sé; andavano là dove lo spirito li sospingeva; procedendo non si voltavano. 13 Tra quegli esseri si vedevano come carboni ardenti che bruciavano a guisa di fiaccole. Questo fuoco si muoveva tra gli esseri: rifulgeva ed emetteva bagliori. 14 Gli esseri andavano e tornavano come folgore."
2. Cfr. "La vana fuga degli Dei", James Hillman, Adelphi, 2003.
3. Entrambi gli studiosi di mitografìa, Ballard e Rojcewicz, si sono interessati profondamente al fenomeno dei presunti rapimenti alieni. Nel 1982 Bullard ebbe la possibilità di presentare alla Indiana University uno studio dal titolo, "Mysteries in the Eye of the Beholder: UFOs and Their Correlates as a Folkloric Theme Past and Present", mentre nel 1984 Rojcewicz presentò alla University of Pennsylvania uno studio dal titolo: "The Boundaries olOrthydoxy: A Folkloric Look at the UFO Phenomenon". Entrambi i "paper" sono, ad oggi, gli unici lavori seri ed obiettivi che affrontato accademicamente il fenomeno abduction nei suoi aspetti folclorici e mitografici "senza eccessive prese di posizione".
4. Lo stesso Agobardo si rese autore di un libello "Contra insulam vulgi opinionem de grandine et tonitruis", in cui rimproverava severamente i contadini francesi per le loro credenze nei "tempestari", esseri diabolici sollevatori di tempeste e che si credeva provenienti da Magonia, cui si imputava la realizzazione di strane forme e disegni nei campi francesi. La prima attestazione storica, precedente alla stampa inglese del 1678 con il Mowing DeviI (il Diavolo Mietitore), dello Herthfordshire, del fenomeno dei Crop Circles, o agroglifi.
5. Oltre ad Agobardo ce ne dà testimonianza anche l'abate Nicolas Pierre Henry Montfaucon de Villars che, nel 1670, pubblicò il testo "Le Comte de Gabalis, Entretiens sur lei sciences secrétes" (Il Conte di Gabalis, ovvero conversazioni sulle Scienze Segrete), testo che portò alla morte lo stesso autore ad opera di una setta rosacrociana per aver ridicolizzato alcuni arcani del loro credo.
6. Per maggiori informazioni a riguardo consultare: "UFO, i Dossier del Vaticano", Alfredo Lissoni, MIR Edizioni 2002.
7. Vedere in bibliografia i riferimenti all'articolo del Dr. Giorgio Pattera e al testo di Alfredo Lissoni.
8. Cfr. "Altri UFO. Avvistamenti extraterrestri nei paesi islamici e nelle antiche tradizioni", Alfredo Lissoni - Macro Edizioni 2001.
9. "On the Margin of the Visible", Edward A. Tiryakian - New York, John Wiley and Sons, 1974. Questo testo costituisce il primo studio che tenti di compiere una analisi sociologica dei movimenti esoterici moderni e storici.
10. Cfr. Jacques Vallee, "Passport to Magonia, from Folklore to Flying Saucer" - Henry Regnery Company, Chicago 1969.

DA MAGONIA AL XXI° SECOLO

Nell'articolo abbiamo visto come sia possibile rinvenire una continuità storica verso l'inquietante fenomeno delle abductions, ma vediamo nel dettaglio alcuni altri casi interessanti giunti fino ai nostri giorni.
Nel 1670, l'abate francese Nicola Mountfaucon de Villars scrive un libello esoterico dal titolo, "Il conte Gabalis, ovvero conversazioni sulle scienze segrete", ove riportò cronache risalenti al regno di Pipino [VIII secolo), di Carlo Magno e di Luigi il Bonario in cui erano presentate narrazioni di contatti tra i Silfi e gli uomini [Cfr. il testo).
Nel XVI secolo il poeta e storico svizzero Renward Cysats [1545-1614) narrò di come nel novembre del 1572 un tale Hans Buchmann fosse scomparso senza lasciare tracce. Nonostante le ricerche di familiari ed autorità soltanto diversi mesi dopo Buchmann fece ritorno alla propria abitazione raccontando come la notte della sua scomparsa fosse stato sollevato in aria da una forza sovrumana o fosse stato condotto a Milano per poi riprendere la via di casa. Sembra di leggere di uno degli odierni casi di "teleportation" presenti in letteratura dove certi automobilisti affermano di essere stati prelevati con la lori macchina per poi essersi risvegliati a decine, se non centinaia, di chilometri di distanza...
L'11 giugno del 1616 mentre era in cammino verso Gorlitz (Slesia) il conciatore di pelli Cristoph Kotter fu testimone dell'incontro con una creatura straordinaria, da lui successivamente definita "angelo". Non ebbe mai ricordi dettagliati di tale incontro ma a seguito di questo gli capitò spesso di ritrovarsi in località molto lontane da dove si trovava, senza sapere peraltro come vi fosse giunto. Un repeater "ante litteram"?
Nella Russia del XVIII secolo un cosacco di nome Pushkin sparì letteralmente sotto gli occhi di alcuni contadini mentre sembrava inveire contro una sfera di circa tre metri di diametro comparsa In un campo nel pressi di un boschetto. La sfera dopo pochi istanti scomparve mentre il cosacco ricomparve, barcollante e debilitato fisicamente, dopo due giorni. Senza nessun ricordo che riguardasse il suo missing time.

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di:
Enrico Baccarini

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Last Update: 03/05/2017
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