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Seduta medianica - Albert Einstein

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Seduta Medianica del 20/10/1962

Albert Einstein (1879-1955)

Estratto dal libro:
"Il fenomeno medianico del cerchio firenze 77"
a cura di Loreno Landi,
scuola del Cerchio Firenze 77
Edizioni Mediterranee

a cura di:
Ines Guidi


“L’intuizione è il più gran dono che l’uomo abbia ricevuto da Dio.
L’intuizione rappresenta una forma di benedizione che scende sull’umanità; è un fluire della scienza Divina che, dall’intimo dell’uomo, giunge alla sua mente e da questa all’esterno e agli altri uomini. Se non vi fosse questa possibilità di comunicazione l’evoluzione dell’uomo e dei popoli sarebbe molto più lunga. Qual è stata una intuizione importante in questo tempo? Una intuizione che ha ridimensionato tutta la scienza umana, una intuizione sulla quale la scienza dell’avvenire si fonderà: è la teoria della relatività.

Voi sempre avete saputo, dai vostri Alti Consiglieri, che la manifestazione dell’Assoluto è relativa, è definita, anche se incommensurabile. Avete avuto questa notizia, da sempre, e alla maniera degli antichi avete ‘sentito’ che ciò è vero, anche se non potreste dimostrarlo in termini matematici. Ma questa civiltà ha una caratteristica tutta particolare e i suoi figli amano poter dimostrare e scrivere ciò che essi scoprono; forse non accorgendosi in questo che le loro dimostrazioni, ad altre menti più semplici, non provano molto. E cadendo in ciò che essi definiscono ‘errore’ in altre civiltà: l’impossibilità di comunicare una verità ad altri. La civiltà, o la scienza delle civiltà passate, dagli scienziati di oggi è ritenuta ridicola perché non si può ‘dimostrare’; ma fra non molto tempo anche la scienza dell’umanità di oggi non sarà dimostrabile a menti semplici, a menti che non abbiano una preparazione specializzata. Ed ecco quindi che coloro che condannano cadono in ciò che definiscono errore di altri.

La verità , quindi, si può comunicare solo a chi è maturo per comprenderla, e questo assioma rimane valido in tutti i tempi e per tutti i popoli.

Voi non potete o non sapete dimostrare che la manifestazione cosmica è limitata, è definita: ma quando vi è stato detto questo voi avete ‘sentito’ che ciò era vero. Così, tutto quanto è in questa manifestazione cosmica essendo questa limitata e definita, non può che essere relativo. Niente ha valore assoluto in questa manifestazione cosmica che non sia la verità che trascende questa stessa manifestazione cosmica.

Ciò quindi che ancora non è stato compreso nella pienezza del suo valore, nella giusta interpretazione, e quindi si ritiene che abbia un valore assoluto, non è altro che un valore critico. Vi sono dei valori misurati dalla scienza che fino a ieri si credevano assoluti; con la scoperta della relatività gli scienziati hanno capito che questi valori variano, che non sono assoluti. Le due rette che una volta non si incontravano mai, si incontrano, oggi, per la scienza, all’infinito. Lo spazio è curvo. Ma vi è ancora qualche valore che la scienza definisce assoluto: la velocità della luce non è assoluta, è relativa, è un valore critico. Che cosa significa ‘valore critico’? Significa valido per questo piano di manifestazione e quindi, in definitiva, la sua stessa essenza relativa anch’essa. Così, per rimanere nell’esempio velocità della luce, essa è un valore critico, non assoluto. Oltre è un trapassare da una manifestazione a un’altra manifestazione. Questo capirà la scienza.

E il retaggio di essa scienza? Sarà forse essa utile universalmente, per tutti gli uomini che dal momento della sua maturazione, della sua meta raggiunta in poi nasceranno sul mondo? No, l’antico assioma non può essere smentito perché esso è reale. Essa scienza sarà utile per coloro che saranno maturi per comprendere. Ma se a questa civiltà se ne aggiungerà una successiva, se a questa razza – voi dite – di anime ne subentrerà un’altra, ecco che la scienza di questa razza diventerà lettera morta, superstizione, per la nuova razza subentrante. E così è stato e così è, e così sarà perché il valore di ciò che l’uomo scopre è un retaggio individuale che ha senso di collettività solo quando gli individui sono posti in relazione fra di loro da un fattore comune: analoga evoluzione raggiunta. Albert Einstein vi saluta”.

( Seduta Medianica del 20/10/1962) Albert Einstein (1879-1955)


A cura di:
Ines Guidi

Proveniente da:
[link:5]http://www.facebook.com/groups/
101850800148/doc/10150385661140149/[/link:5]

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Last Update: 03/05/2017
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