Streghe e Magia - Esoterismo e Misteri

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Streghe e Magia

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Streghe


La Magia Esiste?



I tanti aspetti dell'essere strega, tra incantesimi e falsità, costarono 9 milioni di morti.


Parlare dell'esistenza della Stregoneria nel XXI Secolo sembra alquanto illogico, eppure tra i tanti adepti moderni di culti e filosofie New Age c'è anche chi decide per scelta di praticare la Magia. La Magia vera, quella per la quale si finiva sul rogo secoli fa e che oggi è stata spazzata via dallo scientismo razionalista. Ma è possibile parlare davvero di forze occulte in grado di cambiare la realtà materiale? E cosa nasconde la persecuzione che per millenni ha sterminato chi, soprattutto donne, ha seguito questo culto parallelo e segreto? Che la Magia possa esistere a noi di Sator ws pare fuori di dubbio. Un'affermazione strana e controcorrente: chi abbia letto fin qui tutti i nostri articoli non ci può tacciare di accettare pedissequamente ogni teoria o mistero, per qualsiasi fatto noi non riveliamo dogmi ma altresì possibilità. E' possibile che l'Antro della Sibilla abbia un'origine atlantidea? Che la Terra sia cava? Che degli alieni siano precipitati in Brasile nel 1996? Forse che sì, forse che no. Il nostro scopo è solo quello di esporre un dubbio, poi chi vuole convincersi si convinca, chi non crede continuerà a non credere. Libertà di scelta, libertà umana. Ma sulla Stregoneria a parere nostro non c'è da fare un discorso di dubbio, anche perché 9 milioni di morti sui roghi non possono essere il frutto di fatalità o incomprensioni.La Chiesa Cattolica sapeva perfettamente che quelle donne e uomini che bruciava avevano un potere, un potere che ai nostri occhi moderni e tecnologici oggi può sembrare filosofia, meditazione, ipnosi…
In poche parole, a nostro avviso le streghe avevano in sé una scienza pericolosa e potentissima e occorreva estirparla pena la stessa sopravvivenza del modo di pensare cristiano e dunque occidentale.
Ma la Magia altro non è che la conoscenza e il possesso dei fenomeni naturali. Nulla più. Una strega conosce erbe, pietre, cristalli, eventi atmosferici, le fasi lunari e il potere della parola e della mente umana: non diversamente da come può fare Scientology, il potere della visualizzazione e della preghiera si focalizza su un obiettivo e lo fa realizzare. Pensiamo a un calciatore che deve battere un rigore: se va sul dischetto con la paura di sbagliare, lo sbaglierà senz'altro. Se sarà sicuro di segnare, anche il miglior portiere non potrà ingannarlo. In pratica, il rigore è un gol già fatto: sta soltanto a chi lo batte decidere se mettere dentro quella palla o meno. E lo stesso può dirsi dei fatti reali. La convinzione psicologica, la mentalità vincente sono tutti aspetti di questa positività mentale nell'ottenere questo o quel successo. Tutte le tecniche di meditazione orientale, Yoga, Zen, persino il Reiki vertono su questo. E nel mondo moderno, oltre a Scientology, anche tecniche decisamente non religiose come il Training Autogeno o la fantastica Programmazione Neurolinguistica (PNL) raggiungono lo stesso scopo. "Io posso vincere", "Io posso guadagnare di più", "Io posso trovar lavoro" sono solo formule autoipnotiche di convincimento. Ergo, formule di positività contro la negatività. Ergo, esorcismi contro il malocchio. La strega altro non è che un mediatore culturale che analizza la situazione di una data persona e la positivizza, rendendo la stessa consapevole del suo potere e della sua forza interiore. E così, non è la strega a far andare bene un raccolto: è il contadino stesso con la sua forza di volontà!
Se oggi la psicologia, la psicanalisi e la psichiatria hanno sondato ogni anfratto della psiche umana, c'è un ultimo indispensabile elemento a cui fare riferimento relativamente alla nostra teoria che la Magia esiste. Non è scienza, ovviamente, è fede. L'anima: ovvio che per ottenere la realizzazione di un incantesimo, qualunque esso sia, comporta la convinzione di avere in sé un potere unico e speciale, un'energia divina che ci possa connettere col divino che sta nell'Universo. Ciò che ha salvato migliaia di streghe dal rogo è stato proprio il pensiero razionalista che da Cartesio ha sviluppato un'eliminazione della visione animica dell'Uomo. Eliminando il principale nemico delle streghe, ma eliminando anche il sub-strato di credenze ancestrali che ebbero origine nella notte dell'umanità.
La Magia nacque da un punto di vista archeologico intorno al IX Millennio BCE, immediatamente dopo lo scioglimento dei ghiacci dell'ultima glaciazione. Tracce di riti magici effettuati da sciamani e sciamane furono la prima forma di culto post-Diluvio: un culto imperniato sulla Grande Madre, la Madre Terra che assume il Triplice Aspetto di dea universale, simboleggiata dalle fasi lunari (Luna crescente, piena e calante) e dalle tre età della donna, bambina, madre, vecchia. Un culto ovviamente antico di centinaia di migliaia di anni, tracce di questa adorazione della Grande Madre risalgono a 180mila anni fa. Però soltanto intorno all'8-7000 BCE si trovano nelle grotte del Medio Oriente e della Siberia tracce di riti magici in tutto simili ai moderni. Certamente però la Magia come la intendiamo oggi nacque alcuni millenni dopo in Egitto. L'Egitto misterioso iniziò ad ospitare una civiltà avanzata e perfettamente strutturata a partire dal 3100 BCE e il culto della dea Iside fu immediatamente adottato e sovrapposto a quello, già esistente, della dea Hathor, che veniva associato a quello dei bovini. Iside e il mito della morte di Osiride e della nascita del figlio Horus è splendido da leggere ancor oggi ed esistono centinaia di papiri che narrano la leggenda. La peculiarità dei Neteru (questo è il nome delle divinità egizie) era la sovrapponibilità, nel senso che ogni dio è una personificazione di un aspetto della realtà. A ben guardare, non si tratta di un vero politeismo ma piuttosto di un panteismo in cui ogni dio rappresenta una parte della Natura.E Iside certamente rappresenza l'energia generante femminile, che è contraltare del potere generante maschile dato dal marito Osiride. Una donna che per amore usa la magia al punto di cambiare il destino stesso, al punto di sfidare la morte per resuscitare lo sposo fatto a pezzi e concepire da lui un figlio… Siamo nella piena fantascienza oppure il racconto nasconde una verità occulta ma fondamentale? Nel Dossier sulla Barcellona Arcana abbiamo affrontato a lungo il vero significato di questo mito, un significato quasi commovente. Ma nella pratica il mito lasciò presto il posto alla pratica fornita dal potere della parola, ossia dei geroglifici. Questa scrittura, leggendariamente attribuita al dio Thot, aveva la capacità di fornire a chi la usava correttamente la possibilità di spostare montagne, mari, persino le stelle… Esistono papiri che affermano che le piramidi furono costruite con la magia.
Altri racconti, sempre custoditi su sacri papiri perfettamente leggibili ancor oggi, narrano di storie assai simili a quella biblica di Mosé che apre il Mar Rosso. Sempre la Bibbia decanta a lungo il potere degli stregoni egizi, considerati negromanti, capaci di resuscitare i morti e di avere il pieno controllo delle forze naturali… Il quadro è chiaro e per secoli ci si riferì all'Egitto come un luogo magico e frequentato da gente pericolosa! Scherzi a parte, il merito del popolo di Kemet ebbe il merito, attraverso lo studio delle sue peculiari divinità, di codificare le formule magiche seguendo gli aspetti della realtà. In altre parti del mondo l'esistenza di una Dea Madre seguiva parallela l'esempio egizio, ma la civilizzazione nell'accezione moderna seguiva le sue strade. E così nell'ordine si sviluppò una magia cerimoniale babilonese; gli Ittiti erano estremamente abili nell'uso delle pratiche magiche, così come i Minoici; i Fenici compravano formule magiche per far avverare questo o quel desiderio direttamente dai maghi egizi a Sais; i Greci iniziavano a temere il potere delle prime streghe che per il rifiuto della vita muliebre prevista da quella società iniziarono a rifugiarsi nei boschi e ad adorare la dea Artemide oppure il suo doppio lunare, Ecate.
Donne che per scelta si allontanavano dalle polis per vivere nei boschi in maniera solitaria oppure assieme a un gruppo di altre donne di simili caratteristiche. Fu in Grecia, culla della civiltà occidentale, che nacquero le streghe come l'Occidente le concepisce; ed erano un nemico temuto al pari delle Amazzoni, di cui seguivano le orme anche se non da un punto di vista militare. I Greci pensavano che le streghe fossero delle Androctnoi, ossia "Androcide": assassine di uomini, di maschi e di quelle donne che dei maschi erano schiave, nonché della loro prole. Dall'Ellade a Roma il passo fu breve e anche nella penisola italiana si diffuse questa paura di donne esperte di un potere magico fatto di riti in comune con altre donne, baci omosessuali e inni alla Luna e alle stagioni. In breve, la strega, rifiutando la civilizzazione greco-romana, diveniva ultima custode di una tradizione ancestrale e matriarcale che effettuava il culto della Dea Madre. Quindi erbe curative, infusi, pozioni, esilir; ma anche pietre, gemme, formule magiche legate al "potere della parola" derivante dai geroglifici egizi. Nel Nord Europa e nelle steppe siberiane, nonché in altre parti semicivilizzate del mondo, la religione ancestrale continuava ad esistere senza tanti problemi; non così però nei paesi in cui il Dio maschile e patriarcale, derivante dall'Aton-Adonai-Yahwé, prese il sopravvento sulla Madre Terra. Qui la magia divenne un terribile flagello da estirpare e anche se in epoca romana non esistevano i roghi, certo è che il potere politico guardava con un certo sospetto ai riti effettuati nel bosco in favore della dea Diana, pur protetti dall'esistenza di analoghi e antichissimi riti prettamente femminili come i Baccanali.
A partire dal 380 CE tuttavia lo "scellerato" Teodosio con opportunistico zelo cristiano finì l'opera iniziata dal suo predecessore Costantino e dichiarò che la sola fede professabile nell'Impero Romano fosse il Cristianesimo. Il paganesimo finì, almeno in Europa e Medio Oriente, e con esso nove millenni di tradizioni e riti dal significato archetipo. Un patrimonio culturale fu cancellato in un sol colpo, ma a intervenire (per una volta dalla parte dei buoni) furono proprio i barbari, che proveniendo da aree geograficamente intoccate dal patriarcato, di lì a qualche secolo con le loro invasioni non ebbero problemi a incoraggiare e in certi casi a proteggere le streghe. In pratica, le nostre divennero, assieme ai tremanti monaci rinchiusi nelle abbazie, le sole depositarie di un sapere antico che divenne peraltro base della medicina medievale… Certo il Cristianesimo non approvava e decreti contro le streghe venivano promulgati all'elezione di ogni papa. Ma il potere temporale certo era consapevole del ruolo sociale delle maghe e perfino un Carlo Magno si permetteva di difenderle pubblicamente, affermando che la magia non era utilizzo di forze soprannaturali ma che anzi era solo la conoscenza di fenomeni naturali.
Le streghe continuarono i loro riti indisturbate fino a quando, nel 1216, fu istituita la Santa Inquisizione. Originariamente nata per estirpare l'eresia catara, l'Inquisizione ben presto si investì del ruolo di salvare le anime da Satana: e fu facile per i domenicani inquisitori attribuire al Maligno le magie che le streghe realizzavano. Tutto fu colpevolizzato: il paganesimo, l'omosessualità strisciante, il Sabba senza vestiti, il culto delle pietre e l'uso delle erbe come "veleni". La donna, il culto della donna era punito, in sé e per sé: un atteggiamento che non ha riscontro nella storia umana, su cui sono stati scritti centinaia di libri eppure ai nostri occhi appare così chiaro il motivo di un accanimento che portò nove milioni di persone, prevalentemente donne, a morire sul rogo o anche sotto gli strumenti di tortura. La Chiesa Cattolica si erse a difendere il mondo dal pericolo costituito da un gruppo di donne sataniste nascoste nei boschi… Ma ovviamente nei riti delle streghe non c'era traccia di Satana, grande nemico del Cristianesimo e prima ancora dell'Ebraismo. Anzi, nel culto della Dea non esistono aspetti negativi, il male semplicemente è un aspetto della realtà e chiaramente l'invenzione del Diavolo che si accoppia con le streghe, che le fa danzare attorno al fuoco con un caprone che è una sua personificazione è pura fantasia. Anzi storicamente è stato accertato come fossero spesso gli stessi inquisitori degli accaniti satanisti e che riversassero sulle loro vittime le proprie colpe…
Il vero dramma stava nel monopolio all'uso del potere della benedizione: streghe e sciamani ne erano stati per millenni i depositari, mentre il Cristianesimo assegnava al solo sacerdote il potere di benedire l'acqua e di consacrare i sacramenti (matrimonio, funerale, battesimo…). Una donna che benediva acqua e sale, che accendeva le candele colorate invocando i punti cardinali e una Dea antica di 180mila anni diveniva un pericolo assoluto per una dottrina che affermava che le donne non avevano anima. Un mix di misoginia, machismo latente e ottusità ai limiti del ritardo mentale ottenebrava le menti dei preti medievali e delle gerarchie ecclesiastiche ad essi preposti. Un mix devastante che tolse fino ai nostri giorni alla donna (ma anche ad un uomo, a chiunque) il potere di essere una divinità, il potere di essere in contatto con la Madre Terra e di usare le sue energie e i suoi prodotti per trarne beneficio. In una parola, questo significa avere un'anima…
Ai roghi del '300 seguirono quelli devastanti del '500 e '600. L'ultima strega in Europa fu bruciata in Andalusia nel 1878, alle soglie della modernità. Il revival odierno della Wicca ha in parte recuperato le antiche credenze, tra veri adepti del culto della Dea Iside (o Diana, o Cerridwen ecc.) e persone attirate dalla vaga aria di libertinismo e anarchia contestatrice che ogni congrega (o coven) mantiene.


I roghi e l'Inquisizione


Mentre il paganesimo continuava a vivere in piccole enclave nelle campagne, il Cristianesimo cercò di sradicare l'antica religione delle streghe con torture e roghi inumani: l'Inquisizione resta una delle più crudeli invenzioni dell'Umanità.

"Io sono una strega. Quando mi faccio valere per me stessa e le mie idee, mi chiamano Strega. Quando mi faccio valere per coloro che amo, mi chiamano Strega. Quando parlo apertamente, mi creo delle opinioni, faccio le cose a modo mio, mi chiamano Strega. […] Essere una Strega significa che non farò compromessi con ciò che ho nel cuore. Significa che amo la vita a modo Mio. Significa che non permetterò a nessuno di ferirmi. Quando mi rifiuto di tollerare l'ingiustizia e mi ribello, sono definita una Strega. […] Sono orgogliosa di essere una Strega! Significa avere il coraggio e la forza di permettere a me stessa di essere quella che realmente sono e non diventare l'idea degli altri di ciò che dovrei essere. So parlare, ho carattere e sono determinata. Per la Dea, voglio ciò che voglio e non c'è nulla di male in questo. Quindi provate a fermarmi, provate a spegnere la mia fiamma interiore, provate a reprimere ogni pizzico di bellezza che ho dentro. Non ce la farete. E se questo mi rende una Strega, così sia. Abbraccio volentieri il nome e la carica e sono fiera di portarla. Io amo tutto ciò, e posso chiamarmi una Strega adesso."
Dal sito: [link:1]www.stregadellemele.it[/link:1]


Ufficialmente l'Inquisizione nacque nel 1184 su iniziativa di papa Lucio III, ma dopo una prima estensione dei poteri nel 1209, nel 1231 ebbe la sua forma definitiva, che perdura ancor oggi: Gregorio IX istituì la Congregazione del Santo Uffizio, con a simbolo una croce nodosa, con una spada e una pianta d'olivo ai lati. Il motto era semplice e terribile al tempo stesso, tratto dal salmo 73: "Exurge Domine et judica causam tuam". Ma dopo un uso iniziale contro le eresie, specialmente quella catara di cui abbiamo dato ampie notizie qui, l'attenzione degli inquisitori domenicani si rivolse contro una speciale categoria di persone: chi non rientrava nei canoni sociali, chi seguitava a professare l'antica religione pagana, chi si arrogava il diritto a curare e a guarire, a benedire e a confortare l'anima della gente di campagna: le streghe. Dal 1300 in poi la Chiesa definisce eretici non soltanto chi professa una religione diversa da quella fissata dai canoni cattolici, ma anche chi attraverso pratiche definite "diaboliche" acquista conoscenze magiche ed esoteriche. Vengono considerate pratiche eretiche l'invocazione di divinità agresti e legate alla fertilità, l'uso di erbe curative ed addirittura danzare e suonare in mezzo ai campi. Dal 1320 al 1420 solo in Europa vengono scritti tredici trattati sulla stregoneria, che elaborano (anzi, inventano distorcendo in maniera clamorosa le antiche tradizioni) gli attributi "diabolici" delle streghe come la metamorfosi, il volo sulla scopa e il Sabba rituale, termini che entreranno nell'immaginario collettivo come sinonimi di maleficio e negatività. Le prime vittime di questa follia - indegna di una specie che si definisce intelligente - furono i gatti. Bruciati a milioni, i mici finirono per estingersi dal continente europeo. I gatti europei ai tempi infatti derivavano dal Mau egiziano che i Romani avevano portato in tutto il Vecchio Continente: pochissimi sopravvissero, solo quelli di razza certosina nelle abbazie, al punto che il gatto europeo moderno si chiama "soriano", dal nome del quartiere ebreo di Bagdad, Sorian. Da qui i gatti furono reintrodotti in Europa dopo il 1350, dopo la devastante Peste Nera che fece 20 milioni di morti, causata dalle pulci dei ratti che senza nemici naturali proliferarono a dismisura.
Ma il nostro viaggio nell'origine della Stregoneria ci porta, dopo la stupidità trecentesca, nel terribile Rinascimento. Se qui si ebbe una rinascita di arti e cultura, anche la Chiesa si diede da fare a modo suo e le sue reazioni "scientifiche" alle minacce esterne crebbero inauditamente. Ufficialmente, la Caccia alle Streghe fu iniziata da Giovan Battista Cybo, alias papa Innocenzo VIII, il 5 dicembre 1484, con la bolla "Summis desiderantes affectibus" (Desiderandolo con tutta la volontà) per "punire, incarcerare e correggere" le persone affette dalla "perversione eretica", e di dare nuovi e più ampi poteri all'Inquisizione. Il documento che forse più di tutti riflette questo nuovo modo di affrontare la stregoneria è il "Malleus Maleficarum" del 1486. Pubblicato ahinoi dal pur bravo Gutemberg, "Il Martello delle streghe" dei tedeschi Heinrich Kramer e Jakob Sprenger affermava senza mezzi termini il pericolo sociale e la cospirazione delle streghe ai danni della società, dipingendole come agenti di Satana dediti alla distruzione del Bene. Invenzioni, ovviamente: assurde e criminali invenzioni, ormai nelle città la stregoneria non si praticava più, sostituita dalla pratica dell'Alchimia presso gli uomini più colti. L'uso di erbe e pietre, fonti magiche e alberi sacri perdurava nelle campagne e sui monti, specialmente nelle regioni delle Alpi e sulle parti più impervie di Appennini e Pirenei.
In Italia si aveva un grande sviluppo di queste pratiche ma la mancanza di un potere centrale forte rendeva questa anarchia più protetta che altrove. Invece in Francia, in Svizzera, in Germania e soprattutto nella terribile Spagna le streghe venivano perseguitate senza scampo. In Gran Bretagna la situazione era assai diversa: la magia era retaggio della religione celtica dei druidi e se nel meridione si assistette a una lotta senza quartiere, in Scozia e Irlanda, ancora indipendenti, ci fu una reminiscenza di queste pratiche pagane. Ma il Malleus Maleficarum era inesorabile ovunque la religione cattolica (e protestante, dalla metà del Cinquecento) esigesse ortodossia e obbedienza. Kramer e Sprenger sostenevano che le streghe erano meretrici di Satana, allo stesso modo in cui tutte le donne erano disgustose meretrici."Tutta la stregoneria proviene dalla lussuria della carne, che nelle donne è notoriamente insaziabile. [...] La donna è più amara della morte. E' una trappola. Il suo cuore è una rete e le sue braccia catene. [...] Le donne non devono parlare. Le loro labbra portano lo stigma di Eva, che ha tolto agli uomini l'Eden". Una misoginia comprensibile per un clero in cui il disprezzo per la donna era pari solo all'amore per la sodomia... "Le streghe sono causa di impotenza; hanno la mente perennemente rivolta al male, sono tentatrici e lussuriose e uccidono i bambini" [...] "Poichè la stregoneria é alto tradimento contro la maestà di Dio, esse debbono essere messe alla tortura per farle confessare. Qualsiasi persona di ogni rango e posizione, per un'accusa simile può essere messa alla tortura. E colui che viene riconosciuto colpevole, anche se confessa il suo delitto, che sia tormentato, che soffra tutte le torture prescritte dalla legge allo scopo di punirlo in proporzione alla sua colpa. Per questo è necessario l'uso della corda e di altri strumenti di tortura. Se confessano immediatamente, è prescritto l'uso del fuoco; altrimenti, si continui la tortura finché non rivelino le loro orrende trame". Che significava: o confessi e muori sul rogo, o non confessi e ti torturiamo finché non confessi... Ed è sconcertante leggere come da anni ormai sia in corso un revisionismo storico operato dallo stesso Santo Uffizio (o "Congregazione per la Dottrina della Fede", il nome attuale della Santa Inquisizione), con cui si dubita tanto l'uso giuridico del Malleus Maleficarum quanto degli altri testi similari, documentando come una filosofia "garantista" radicalmente opposta fosse presente nei tribunali ecclesiastici fin dalla seconda metà del 1500.
Ah, sì? Eppure un testo successivo, la "Demonolatria", scritto nel 1585 dal domenicano Nicholas Remy, fu responsabile da solo di circa 3000 condanne al rogo. Nonostante questi fatti, moltissimi storici filocattolici oggi stanno riabilitando la caccia alle streghe, affermando che si trattava di una "leggenda nera": ragionando criticamente, non dobbiamo infatti pensare all'inquisitore come a un uomo rozzo e ignorante ma un dotto giurista che applicava con rigore e criterio professionale le normative canoniche in vigore. Anzi (e questo è vero) molto spesso gli inquisitori erano tra i pochi a rispettare i principi del diritto romano pervenuti in quello canonico elaborato dalla stessa Chiesa: garanzie a favore dell'imputato, avvocato difensore, lettura delle accuse ecc., tutti elementi presenti anche in un processo moderno. E se è vero che le condanne a morte furono milioni, è pur vero che si era, teoricamente, nell'ambito della legalità, di quello che il comune sentire, oggi diremmo l'opinione pubblica, riteneva "giusto". Molti teologi contro contestano l'operato di questi storici revisionisti, tra cui il bravo (e scomunicato) Hans Kung. Dal canto nostro, occorre ricordare come l'attuale papa Benedetto XVI sia stato l'ultimo grande inquisitore, essendo stato a lungo capo della Congregazione per la Dottrina della Fede prima di essere eletto al soglio pontificio. Un uomo, papa Ratzinger, che non si può definire tranquillo, sempre pronto com'è a scagliarsi contro omosessuali, femministe, perfino altre religioni (salvo pentirsi dopo la minaccia di marciare sul Vaticano...). Ma questo è il segno di quel potere ecclesiastico che portò a morte nove milioni di persone. Che siano poi quattro milioni e mezzo o tre o diciassette o solamente trecentomila vittime, non cambia la questione. Se è vero, e lo è, che l'Inquisizione agiva per nome e conto della legge cristiana, resta senza dubbio una delle espressioni più infami e grottesche della storia umana. Come è stato detto, l'Inquisizione, non era soltanto "un tribunale della fede, ma anche della ragione: imponendo giuridicamente la credenza stessa nella Magia Nera (la sua negazione era eresia), senza ammettere dubbi, tentennamenti ne' tantomeno ironia (eresia essa stessa, punibile col rogo). Chi avrebbe potuto permettersi il lusso di ridere quando a Basilea, nel 1749, un gallo fu accusato di stregoneria e condannato al rogo per aver tentato di covare un uovo?".
Vero è che in Italia si punì meno che altrove: la mancanza già sottolineata di un potere centrale forte, leggi uno stato unitario, fece sì che il potere temporale non consentisse alla Chiesa di mettere a morte i suoi cittadini. Come nel caso di Triora, in Liguria: un caso che tratteremo nel dettaglio in un prossimo articolo ma che così riassumiamo. Nel 1587 una terribile carestia costrinse alla fame gli abitanti del piccolo borgo di Triora, in provincia di Imperia. Siamo in un luogo a confine tra le Alpi Marittime e l'Appennino ligure, magico e impervio, segnato dalle vicine eresie catare e valdesi... In questo posto apparentemente idilliaco ma in realtà aspro e selvaggio l'antica religione pagana era sopravvissuta e con essa i riti magici legati alla terra. Il consiglio degli anziani di Triora, assieme col Podestà, pensarono che la carestia era dovuta a qualche maleficio e chiesero l'intervento del vescovo di Albenga e dell'inquisitore di Genova. I religiosi giunsero ben presto a Triora, felici di far giustizia: si imprigionarono subito diciotto donne, e dopo poco un'altra trentina. L'uso della tortura fu immediato e se da un lato alcune donne non resistettero e confessarono di essere "herbarie", altre invece resistettero. Come la povera signora Isotta Stella, di settant'anni, torturata nonostante l'età perché "di mole robusta" (al punto che morì sotto quegli strumenti di tortura degni di un campo di sterminio)! Alla fine, a Triora l'inquisitore genovese arrestò e sottopose a tortura oltre ottanta donne dai tredici ai settant'anni: su un totale di circa duecento persone residenti, era un bel record. Ma le cose andarono troppo oltre. Gli anziani scrissero ai dogi genovesi lamentando l'operato degli ecclesiastici e alla fine questi furono bruscamente richiamati alle loro sedi. Tutte le donne incriminate vennero assolte, a parte le poverette (una decina) morte durante gli interrogatori. Anche se poi in seguito tutta la Liguria fu assolutamente perseguitata da questi inquisitori così zelanti, senza dubbio la vicenda segnò la vittoria del potere civile "saggio" rispetto al giudicamente ineccepibile ma a volte delirante potere religioso. Summum ius, summa injuria, dicevano i latini... E in Italia questo era senz'altro vero. Fatto sta che nel nostro paese si sviluppò un movimento protofemminista di difesa degli ideali pagani, un movimento forte specialmente al sud e che incredibilmente arriva ai nostri giorni attraverso la Wicca. Un'assurdità?
No..., e seguite il nostro filo logico che svilupperemo nel prossimo articolo:

Magi Befana e Stregoneria


Partendo dall'allegoria dell'Epifania, lentamente il Cristianesimo accettò il concetto dell'esistenza di una Magia benefica: attraverso il culto della Befana e della Stregheria, il sapere pagano arrivò ai nostri giorni.

Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 - Approvazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - art. 122: "È vietato il mestiere di ciarlatano. Sotto la denominazione di mestiere di ciarlatano si comprende ogni attività diretta a speculare sull'altrui credulità o a sfruttare od alimentare l'altrui pregiudizio, come gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi o millantano o affettano in pubblico grande valentia nella propria arte o professione o magnificano ricette o specifici, cui attribuiscono virtù straordinarie o miracolose..."

Nel nostro lungo viaggio nella Stregoneria, non potevamo omettere la citazione di questa legge italiana che, in epoca fascista ma applicata ancor oggi, si cura di vietare, tra gli altri, anche il mestiere di mago o di strega, definendoli come attività truffaldine e dunque inesistenti. Eppure, la Stregoneria attuale deve pressoché tutto all'Italia. Una storia forse sorprendente… Ma facciamo un passo indietro, alla visione positiva dell'unica strega "buona" che la tradizione cristiana considerasse come tale: la Befana, la cosiddetta Epifania e di conseguenza dei Re Magi che assistettero a tale epifania, i Magi che andarono a recare omaggio al Bambin Gesù appena nato. Tralasciando le note esoteriche di derivazione egizia (che potete leggere qui), è chiaro che la tradizione dei Re Magi è fortemente pagana e in qualche modo fu inserita nel canone cristiano solo in seguito alla riscrittura dei Vangeli ad opera dell'imperatore Costantino nel IV Secolo CE In verità, l'unico a parlare della visita "di alcuni Magi provenienti da Oriente" è Matteo. Il passo è importante perché i Magi si presentarono dapprima al Re Erode informandolo che erano giunti per adorare il "re che era appena nato" e che lo avevano trovato seguendo una grande stella. Qui nacque la decisione di Erode di far uccidere tutti i bambini sotto i due anni, la celebre "Strage degli innocenti"…
Ma tale avvenimento non ebbe mai luogo, così come è difficile stabilire quale fosse la stella che i Magi dicevano di aver seguito.
In merito, alcuni astronomi, anche in tempi recenti, hanno attribuito il fenomeno celestre alla Cometa di Halley (che passò nelle vicinanze della Terra il 7 BCE), altri a una Supernova esplosa in quei tempi, altri all'allineamento planetario, la cosiddetta congiunzione, tra Giove e Saturno avvenuto il 4 BCE. In verità, sempre più esegeti hanno attribuito al passo di Matteo un significato allegorico: sarebbe una "retroproiezione", una novella teologica che anticipa le future sofferenze del Messia. Nell'allegoria Matteo inserisce i Magi che portano tre doni, oro, incenso e mirra: per la tradizione dunque i Magi divennero tre, ma il loro numero è imprecisato. Probabilmente sono molti: Mago è il termine greco che descrive i sacerdoti-astrologi del culto di Zoroastro in Persia. Lo Zoroastrismo era una corrente manichea legata ad alcune frange dell'Ebraismo legato alla Cabala, con cui vennero in contatto durante gli anni della Cattività Babilonese. Dunque c'è qualcosa di vero nel racconto di Matteo? Sicuramente l'evangelista intendeva attribuire al nascente culto cristiano la consacrazione da parte delle altre religioni ad essa imparentate. I Magi divennero tre, i classici Gaspare, Melchiorre e Baldassarre: uno proveniva dall'Egitto, uno dalla Persia e uno dal Regno di Saba, a sottolineare la multirazzialità. Fatto sta che erano certamente pagani, o quantomeno non-ebrei e questo significò che, quando il Cristianesimo divenne religione obbligatoria dell'Impero Romano, l'unico paganesimo concesso era proprio quello dei Magi. La fortuna volle che nel racconto fu inserito anche il passo della vecchina a cui i Magi chiesero la strada per Betlemme: quella vecchina divenne la tanto amata Befana, forse l'unica strega "vestita da strega" che sia considerata benigna e non sia mandata sul rogo dall'Inquisizione! La Befana in realtà anticamente sul rogo ci finiva, ma volontariamente: rappresentava la Triplice Dea alla fine della sua vita, quando ha partorito il figlio Yule, ovvero il nuovo anno, il nuovo ciclo vitale. Presto nasceranno nuove piante, i semi germoglieranno, la vita ritornerà. Così, la vecchia madre terra si rinnova con il fuoco, in modo che le sue ceneri fertilizzino il terreno e la vita rinasca da se stessa… Un concetto affine a quello dell'Araba Fenice. Ma in fondo, è quando affermavano millenni prima gli Egiziani con lo scarabeo Khepri e che attraverso Iside era il fulcro stesso dell'idea di rinascita, di rigenerazione che portavano avanti, nei loro riti al riparo delle foreste, le italiche sacerdotesse di Diana della Stregheria.
La Stregheria, o Vecchia Religione delle Streghe, è la pratica magica che attraverso queste pieghe tutte italiane tra diritto e repressione è sopravvissuta intatta fino alla fine dell'800. In un'epoca in cui le streghe non costituivano più alcun pericolo, la Stregheria potè essere codificata e... Ma andiamo per ordine. Nel primo articolo del nostro viaggio nella Stregoneria, abbiamo visto che la Magia sviluppatasi in Egitto con il culto della dea Iside sia poi emigrata in tutto il Mediterraneo. In Grecia e in Italia i riti magici, effettuati da donne iniziate ai segreti occulti dell'Antica Religione sciamanica, si diffusero attraverso le immagini della dea Diana e del dio Pan: divinità terrestri e agresti, che potevano qua e là cambiare nome e attributi. Chi adorava Cerere e chi Ecate, chi la dea etrusca Turan e chi la celtica Kerridwen, chi Morrigan e chi Aradia: tutto si rifaceva ad una dea madre terrestre e lunare al tempo stesso, una triplice dea simboleggiata dal disco solare e da due dischi lunari simboleggianti le fasi, assai simile al copricapo di Iside. In Italia i centri di diffusione di questo sapere erano Benevento, Terni, Napoli, l'Appennino emiliano, la già citata Liguria, le Alpi in generale e alcune zone del Molise, della Calabria e della Sicilia... Enclave pagane che svilupparono una religione paganeggiante che si rifaceva ad Aradia, la dea strega figlia di Diana. La trasmissione del sapere attraverso le congreghe, la benevolenza accordata alla Befana e ai Magi e il diffondersi per gradi di un'idea di ribellione laico-borghese al potere cattolico consentirono a queste concezioni di sopravvivere alle persecuzioni e di arrivare al 1890, quando l'antropologo (nonché occultista e massone) inglese Charles Godfrey Leland pubblicò il libro "Aradia, il Vangelo delle streghe italiane". Leland è figlio del positivismo ma anche del tardo romanticismo e seguendo un metodo di pensiero che diverrà tipico della psicanalisi, giudica in modo distorto la stregoneria rurale italiana, sottolineando specificatamente l'aspetto "romantico" e di rottura dei riti notturni chiamati "tregende" o "sabba", organizzati per celebrare la Luna piena e una decina di altri appuntamenti stagionali. Leland, tra un certo voyeurismo e la voglia di "étonner les bourgeois", accentua il carattere pagano del folclore stregonesco, spiegando come le adepte celebrino con un'eucarestia la comunione con le divinità, mediante banchetti a base di dolci e vino e poi con il canto, la danza e accoppiamenti promiscui per onorare e fecondare la terra. La genesi di quest'opera importantissima risalgono al 1886, un'epoca segnata dalla laicità dell'appena nato stato italiano e dalla lotta tra papato e Savoia in merito alla territorialità di Roma (la celebre Breccia di Porta Pia si era verificata appena quindici anni prima). In questo contesto le forze anticattoliche riuscirono ad alzare la testa e in quel momento Charles Leland entrò in contatto con una strega toscana chiamata Maddalena, che gli fornì una copia e l'interpretazione del Vangelo delle Streghe. In quegli stessi anni un altro autore inglese, J.B. Andrews, spiegò che nel beneventano e nel napoletano esistevano una religione e un governo occulti: si trattava di Stregheria e Camorra. "Molte persone si dedicano ad una o all'altra. Come accade occasionalmente in casi simili, la Camorra teme e rende omaggio alle streghe, il potere temporale si inchina allo spirituale", dice Andrews nel suo libro "La Stregheria"... Insomma, la tanto bistrattata Italia rimase indenne all'estirpazione della magia che avvenne nel resto del continente. E questa sopravvivenza fu studiata da una straordinaria antropologa inglese, Margaret Murray, che nel 1921 pubblicò "Il Dio delle Streghe", un testo in cui tra l'altro di può rinvenire la base di molte correnti new-age. Gli elementi chiave del libro della Murray erano che esisteva in passato, ed esiste ancora, una religione antichissima basata sul culto animista dei fenomeni celesti e di quelli terrestri, che crede in una triplice dea solare-lunare e un dio cacciatore che vive nei boschi. Questa religione si basa sulla trasmissione delle conoscenze attraverso delle coven o congreghe di adepte (e nel 20% dei casi di adepti) che celebrano otto riti stagionali e una dozzina di lune piene l'anno: i Sabbat e gli Esbat. Questi riti prevedono danze e un banchetto rituale e sono legati ai cicli della terra, facendo uso di piante e cristalli specifici per ogni momento dell'anno. Partendo da queste basi, non fu difficile per Gerald Brosseau Gardner nel 1953 pubblicare il testo chiave della Stregoneria moderna: la Wicca nasce da questo mix di Stregoneria italiana derivata da Leland e Andrews e lo studio scientifico di un antichissimo culto pagano recuperato dal lavoro della Murray. Gardner, controverso personaggio, in realtà era un figlio di un commerciante inglese che fin dalla nascita, nel 1884, ebbe la fortuna di viaggiare in Estremo Oriente e India, accompagnato da una tata irlandese. I racconti di questa tata dal taglio tipicamente celtico si fusero con le tradizioni buddiste e confuciane con cui il giovane Gardner entrò in contatto in tenera età: non stupisce che l'inglese aderì alle società teosofiche di inizio Novecento e che si interessò di occultismo. Fu così che negli Anni '50 diede vita a un movimento neopagano tra i più importanti al mondo, che vanta milioni di seguaci in tutto l'Occidente. Ma sebbene ufficialmente frutto di un'antica congrega di streghe inglesi che lo iniziarono ai loro segreti nel 1939, l'opera di Gardner è palesemente affine alla stregoneria italiana.
Tutto quello che il culto Wicca prevede oggi in realtà è la rielaborazione di quanto era previsto nel Vangelo delle Streghe di Aradia. Il coltello rituale Athame, che non deve essere usato per tagliare; la bacchetta magica; l'incensiere, le candele posizionate ai quattro punti cardinali, e poi ancora la coppa, il calderone, le pietre e i cristalli, le erbe magiche, fino al simbolo stesso della Wicca, la stella a cinque punte, il pentacolo. Già, il pentacolo che NON E' simbolo satanico ma assolutamente un simbolo positivo, di vita ed evoluzione. Rappresenta il corpo umano con gli arti e la testa; ma anche i quattro elementi aria, acqua, terra e fuoco con l'aggiunta del quinto elemento, l'Akashi, lo spirito. Indica la direzione in cui dobbiamo andare se ci vogliamo evolvere, verso l'alto, verso le stelle... E se pensiamo al culto della dea Iside e al suo sposo Osiride che sta in cielo, nella costellazione di Orione, non possiamo non pensare che il significato del pentacolo sia meraviglioso. Oggi la Wicca è un vero mercato parallelo che attrae centinaia di migliaia di persone in tutto l'Occidente ex-cristianizzato: per ribellione o per insoddisfazione, in molti stanno passando a questa nuova visione, certo un po' commercializzata dal buon Gardner ma che dal nostro punto di vista ha consentito a tutti di conoscere la magia e il significato di riti praticati dai nostri antenati.
L'uso delle erbe ormai è comune e accettato, anche nelle farmacie viene venduto il propoli contro il raffreddore che invece per l'Inquisizione denotava un legame con Satana... Anche le norme morali di Gardner non sono così negative: la legge del tre dice che se si fa del male, tornerà indietro triplicato e così il bene; mentre il Rede, l'unica regola di questo culto, afferma che "se non fa male a nessuno, puoi fare ciò che vuoi". Ma non tutti seguono queste regole: la Wicca infatti dopo la morte di Gardner si è frammentata in tante diverse ideologie e così oltre alla Gardneriana oggi c'è la Wicca Alexandriana, la Dianica, la Celtica, la Reclaiming, la Tamera... In realtà possiamo ritrovare un contenitore di culti, così come tante erano le dee adorate dalle streghe del passato. Ma a nostro avviso il positivo di questa frammentazione così umana nella sua ricerca di identità è la libertà che viene concessa a chi la pratica. Il Dio, la Dea, gli Dei sono ovunque li vediamo: ognuno può trovare la sua strada, siamo abbastanza maturi come Umanità per credere in chi vogliamo senza che nessuno ci imponga quel che è giusto e sbagliato. Certo di comportamenti insensati ce ne sono ancora molti, ma in un periodo come l'attuale in cui si preannunciano grandi mutamenti sociali e spirituali un nucleo di "risvegliati" ha percepito il divino che è in sé e ha deciso di utilizzarlo. Per se stessi, per chi si ama, per le proprie esigenze...
Pregare Iside o Diana o la Madonna in sostanza è la stessa cosa, diverso è solo il grado di consapevolezza che si raggiunge nella decisione di scegliere a chi rivolgere la propria devozione (sempre che non si sia atei). Forse è questa la paura di tutti i papi da Lucio III a Benedetto XVI: perdere il controllo di questa massa di individui, perdere la capacità di indirizzarli e farli crescere senza che si autodistruggano. Ma forse, come i padri maneschi di una volta, la violenza non ha fatto che acuire la voglia di libertà e così i neopagani "sono scappati di casa" e vivono la loro vita, certamente più difficile di chi invece rimane tra le mura domestiche ma senza dubbio anche più appagante.


Eccetto dove diversamente indicato, l'articolo è di:
Lorena Bianchi

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Last Update: 03/05/2017
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